La canzone comincia così: «Cos’hanno in comune il mio culo e lo schermo dell’iPhone? Su entrambi ci puoi pippare. E lo so che ti piace, ma devi fare attenzione, ché a maneggiare le droghe pesanti si rischia di fare danni». Poi una voce femminile fuori campo urla: «Amo, stai attento, guarda che casino, hai rovesciato tutta la…». E la canzone riprende: «Coca-cocaina nella pussy / toc toc, basta che bussi / coca-cocaina nella pussy / chem sex gang bang vatussi ma / intorpidita / la mia pussy è intorpidita / me la scopo con una matita / non mi bastavano più le mie dita». La canzone in questione, a proposito, è “Cocaina nella pussy”, tra i brani più chiacchierati e virali del momento in Italia. A cantarla è Hachiko, ma non provate a cercare info sul personaggio, in rete: non troverete nulla, se non questo enigmatico profilo Instagram. Su Spotify i brani dell’album “Memorie di una troia”, appena uscito, risultano accreditati a Elena Ferrante, il nome della misteriosa scrittrice de “L’amica geniale”, di cui non si conosce l’identità. L’etichetta è invece La Creme Records, fondata dal rapper milanese Maruego, ex collaboratore di Guè, Fabri Fibra, Emis Killa.
“Cocaina nella pussy” ha rimbalzato così tanto sui social, da Instagram a TikTok, da finire al primo posto della Viral 50 di Spotify Italia, la classifica delle canzoni più virali del momento. È un pezzo stile hyperpop porno, cantato in italiano, a metà strada tra la Myss Keta più esplicita e, se volete, la Cicciolina di “Muscolo rosso”, censurata in Italia per via di quel testo particolarmente esplicito, dedicato interamente all'organo genitale maschile, chiamato senza mezzi termini "il cazzo”.
A quell’immaginario Hachiko si rifà anche con gli altri brani del disco contenuti nell’album “Memorie di una troia”. I titoli delle canzoni: “Sega a due mani” («Sega a due mani / ci faccio i money / anche coi piedi se ci faccio pazzo / tutte le mie appendici sul tuo cazzo»), “Cazzo moscio” («Volevo una minchia nel retto, ma questo è un encefalogramma piatto»), “Carlo Conty” («Tutte le bitch amano Carlo Conty / Sanremo art director / Carlo Conti insegnami il bon ton / facciamoci una botta sulle scale dell’Ariston»), “Pompe col culo” («La mia figa è stanca / ha preso troppa minchia / è un po’ che non squirta»), “Daddy issues”, “Dipendanza”, “Filosofia”, “Milf”, “Stella marina”, oltre, naturalmente, alla stessa “Cocaina nella pussy”.
C’è chi dice che Hachiko sia un personaggio reale che ha scelto l’anonimato per creare più hype intorno alla sua “proposta artistica”, tra molte virgolette, e chi invece sostiene che sia tutto frutto dell’intelligenza artificiale. Sia quel che sia. Ma guai a paragonarla agli Skiantos o a Elio e le Storie Tese: un tempo la canzone demenziale si faceva con intelligenza. Qui c’è solo volgarità fine a sé stessa. Che strappa un sorriso al primo ascolto e poco più.