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Un brindisi alla voce di Jack Savoretti

28.10.2025 Scritto da Lucia Mora

Dei suoi 42 anni di vita, 20 li ha passati facendo musica. Jack Savoretti ha annunciato una data al Fabrique di Milano, il 15 ottobre 2026, per festeggiare i vent'anni di carriera. Alla Royal Albert Hall della "sua" Londra ha registrato il sold out in un'ora dall'apertura delle vendite: un affetto che premia un percorso fatto di esperienze, scelte stilistiche e maturazione artistica di un artista speciale.

Nato a Londra il 10 ottobre 1983 da padre italiano e madre tedesco-polacca, Savoretti cresce in un ambiente multiculturale: l’Inghilterra, la Svizzera (dove studia) e l’Italia; radici che segneranno anche la sua scrittura e i temi della sua musica. Fin da giovanissimo mostra inclinazione per la poesia, e sarà la madre – ex modella che aveva frequentato negli anni ’60-’70 musicisti e ambienti rock – a suggerirgli di prendere in mano la chitarra e di trasferire le parole in musica. L’esordio discografico avviene nel 2006 con il singolo “Without”, che precede di un anno l’album di debutto "Between the Minds". La voce ruvida, i testi poetici e il dialogo tra inglese e italiano conquistano subito il cuore del pubblico.

Con il passare degli anni, Jack non si accontenta di restare nei confini del folk acustico. Gli album successivi segnano progressioni nella scrittura, collaborazioni più ambiziose e una maggiore consapevolezza del proprio suono. Il disco "Written in Scars" del 2015 è il primo salto di qualità importante in termini di produzione e di popolarità. Nel 2016, con "Sleep No More" costruisce un concept più adulto, ricco di orchestrazioni, atmosfere più cupe; poi, se vogliamo trovare una sorta di "consacrazione", potremmo indicare "Singing to Strangers", disco registrato in parte negli studi di Abbey Road che debutta al primo posto in classifica nel Regno Unito. Ora è un artista di riferimento nel panorama internazionale e lo dimostra con "Europiana" (2021), idea ambiziosa che coniuga l'eleganza europea (con riferimenti italiani-francesi-mediterranei) e collaborazioni importanti (tra cui Nile Rodgers); anche questo raggiunge la vetta della classifica britannica.

"Europiana" mette in risalto una delle note più interessanti di Savoretti, ovvero la sua duplice identità: da un lato l’aplomb inglese, il cantautorato anglosassone; dall’altro la componente italiana, viscerale e romantica, che emerge nei testi, nella sensibilità melodica e nei riferimenti culturali. È un artista che trasmette genuinità, che canta senza filtri: non c'è una linea di demarcazione netta tra il Jack sul palco e il Jack nella vita privata. La carriera musicale si intreccia con l'attività di filantropo a favore di cause sociali e ambientali: è ambasciatore di War Child, organizzazione non governativa che aiuta bambini in zone di conflitto, e di Tusk Trust, ONG che si occupa di conservazione ambientale in Africa. Un impegno che fa inevitabilmente parte dell'immagine solida e coerente costruita negli anni.

Il primo passo verso la festa per i 20 anni di carriera è la pubblicazione del singolo “Do It For Love”, scritto in collaborazione con l'amico di vecchia data Miles Kane e caratterizzato da un'atmosfera jazz noir, a dimostrazione della voglia di continuare a spaziare tra vari generi e sonorità. Dal folk acustico al pop orchestrato, dall’inglese all’italiano: Jack Savoretti può permettersi di cambiare pelle come un camaleonte in continuazione, perché è nella sua poetica voglia di lasciarsi guidare dal vento - e in quella voce che solo lui riesce a tirare fuori - che sta tutta la sua bellezza.

(Articolo originale su Rockol.it)

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