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Torna Bruno Mars, molto romantico e un po’ latin

27.02.2026 Scritto da Michele Boroni

Il periodo che precede la trepidante attesa di un disco rappresenta il territorio perfetto per l’artista in cui poter disseminare indizi che aiutino la stampa e i fans a dare forma al progetto discografico, ma a volte anche per confondere le acque. Nel caso di Bruno Mars - che non si presentava con un disco solista da ben 10 anni - il titolo “The Romantic” è l’indizio che agevola la comprensione del concetto dell’album, mentre il singolo “I Just Might” crea strategicamente disordine. Spieghiamolo meglio.

Indizi e tranelli

“The Romantic” è una raccolta di nove canzoni, la maggior parte delle quali sono ballad molto romantiche,  genere per il quale peraltro Bruno Mars è piuttosto noto avendo in passato inanellato una serie di hits come “Just the way you are”, “Marry me” o “When I was your man” che sono tra le più cantate o citate nei matrimoni o nelle fasi più critici di una relazione. Bruno Mars sa bene come attingere alle emozioni universali senza essere eccessivamente sdolcinato, e molte canzoni di questo nuovo disco vanno verso questa direzione, ad eccezione appunto di “I Just Might” che invece è un tipico pezzo pop-soul con influenze funk anni 70 , con un testo piuttosto semplice ed esplicito e con qualche parte che suona un po’ più contemporanea. 

Retromania di qualità senza lungaggine

A differenza del precedente album “24K Magic” del 2016 in cui Mars si spostava tra suoni di più decenni, tra i ’70 e i ’90 e attraverso vari generi, dalle ballad al disco-funk fino all’r&b tipico delle produzioni di Jimmy Jam e Terry Lewis, in questo “The Romantic” si riprendono le atmosfere che avevano caratterizzato il disco collaborativo “An evening with Silk Sonic” del 2021, quindi molto di ispirazione Motown e Philly Sound, specialmente nelle ballate - ma qui senza i guizzi più contemporanei apportati nei Silk Sonic da Anderson .Paak. Tuttavia come “24K Magic”, anche “The Romantic”  è un disco breve, solo 9 canzoni dalle durate canoniche per un totale di poco più di 33 minuti. “The Romantic” quindi è un disco che più classico non si può, dove peraltro Bruno Mars si muove benissimo variando tra la voce roca e il falsetto, tra archi e fiati ondeggianti sempre magnificamente arrangiati, driblando tra melodie che ricordano vecchi pezzi dei Drifters, dei Miracles o dei Temptations.  

Le novità  

La novità di “The Romantic” rispetto alla discografia di Bruno Mars sono le venature latin che appaiono in alcuni pezzi del disco e che danno un sapore nuovo alla musica del cantante nato nelle Isole Hawaii, ma dalle chiare radici portoricane. 
L’altra particolarità del disco è l’assenza totale dei consueti special guest o featuring: questo è un disco tutto di Brunino. Al suo fianco c’è il fedele Philip Lawrence, da sempre con lui nella fase di scrittura e arrangiamento insieme ad altri nomi che ricorrono spesso nei credit dei suoi dischi come D’Mile (che cura la produzione), Christopher Brody Brown, ma anche James Fauntleroy e Andrew Wyatt. 

Le canzoni

Il disco si apre con “Risk It All” una rumba lenta con fiati messicani e archi lussuregganti, un pezzo romantico e superclassico che Bruno canta con il dovuto trasporto e che fa subito capire quale sarà l’andazzo del disco. A seguire “Cha Cha Cha” forse il pezzo migliore dell’intero disco: il ritmo è quello descritto dal titolo ma anche qui è l’arrangiamento di fiati e archi a fare la parte del leone. Una produzione di gran livello, molto vintage e con un’apertura finale uptempo che fa sognare. E’ chiaro che poi il singolo “I just might” con il suo disco funk 70 risulta un po’ un oggetto alieno all’interno del disco, che prosegue con una serie di ballad molto classiche, stile Motown ’50-’60, eseguite benissimo da Mars e dai suoi musicisti, ma che forse non hanno quel kick che nel progetto Silk Sonic Anderson .Paak riusciva a mettere, magari inserendo musicisti come Thundercat o Bootsy Collins. 
Da segnalare il pezzo più funk con chitarra à la Santana (“On my soul”) o “Something Serious” con quella ritmica che ricorda da vicino la “Oyo Como va” di Tito Puente e che dal vivo rappresenterà davvero uno dei momenti più bollenti dello show o la rock ballad “Nothing Left” dove viene messo in risalto la voce roca e super piaciona di Mars. 
Insomma, un disco tutto rivolto alla nostalgia e al romanticismo vecchia scuola - pure troppo, forse - ma ineccepibile dal punto di vista della produzione e dell’esecuzione. Sarà un successo. 

TRACKLIST
Risk It All
Cha Cha Cha
I Just Might
God Was Showing Off
Why You Wanna Fight?
On My Soul
Something Serious
Nothing Left
Dance With Me


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