Attenzione, nelle righe che seguono potreste trovare degli spoiler sulla quinta stagione di “Stranger Things”.
Secondo una teoria dei fan legata alle indiscrezioni lanciate dai fratelli Duffer, i creatori della serie fenomeno di Netflix, nell’episodio conclusivo della quinta stagione di “Stranger Things” e della serie più in generale il personaggio di Steve Harrington, interpretato da Joe Keery, morirà. I Duffer hanno infatti detto chiaramente che un personaggio chiave andrà incontro a una morte definita la più «straziante» di tutta la storia della serie. Le speculazioni dei fan si sono concentrate proprio sull’amatissimo Steve, per come è stata costruita la sua parabola narrativa: da ragazzo superficiale a figura altruista, protettiva e responsabile. In termini di scrittura, il suo è un arco “chiuso”, che lo rende sacrificabile dal punto di vista drammatico. Dopo la prima stagione, Steve ha assunto il ruolo di guardiano del gruppo più giovane. Nella narrativa classica, personaggi con questo ruolo rischiano di più perché incarnano la protezione e la responsabilità verso gli altri: paradossalmente, questo aumenta il “valore emotivo” di una possibile morte, che per i fan di “Stranger Things” rappresenterebbe senza dubbio uno shock forte. Per ora Steve è ancora vivo: nei primi sette degli otto episodi della quinta stagione della serie Netflix nessuno è morto. Ma attenzione, perché i Duffer Brothers hanno abituato i fan di “Stranger Things” a colpi di scena che strappano il cuore dal petto. L’ottavo ed ultimo episodio uscirà sulla piattaforma il 31 dicembre. Sui social circolano già tantissimi video nostalgici legati al personaggio di Steve, realizzati mettendo insieme le scene più emozionanti e dolci che lo hanno visto protagonista in queste prime quattro stagioni della serie. In sottofondo c’è un brano interpretato da un misterioso Djo, “End of beginning”: solo recentemente i fan hanno scoperto che Djo non è altro che lo stesso Steve Harrington aka Joe Keery, che da anni porta avanti parallelamente al suo impegno sul set un progetto di musica elettronica.Il boom di "End of beginning"
Solo nell’ultima settimana “End of beginning” ha totalizzato su Spotify la bellezza di 23,4 milioni di ascolti a livello mondiale. Il brano, contenuto nel secondo album inciso da Keery con il nome d’arte di Djo, “Decide” del 2022, è prossimo a superare su Spotify quota 2 miliardi di streams complessivi. Numeri non proprio da progetto di culto per gli amanti della musica indipendente, intenzione con la quale Joe Keery ha cominciato a fare musica con il nome d’arte di Djo. La musica, in realtà, c’è sempre stata nella vita dell’attore, già prima di “Stranger Things”. Non tutti sanno che nel 2015, quando si presentò alle audizioni della serie Netflix, l’allora 24enne Joe Keery suonava la chitarra nella band garage e psych-rock dei Post Animal, ben inserita nella scena di Chicago. Il gruppo aveva appena pubblicato il mini-album “Post Animal perform the most curious water activities”, al quale tre anni più tardi avrebbe fatto seguito - tra recensioni entusiastiche e decine di esibizioni sui palchi del festival internazionali - l’esordio sulla lunga distanza “When I Think of you in a castle”. È stato nel 2019 che Joe ha deciso di mettersi in proprio sotto lo pseudonomo di Djo, caricando sulle piattaforme il singolo “Roddy”, antipasto del suo primo album solista “Twenty twenty”, tra psichedelia, elettronica, indie, un po’ di Mac De Marco, un po’ di Tame Impala e un po’ di Daft Punk. «Quando li ho scoperti da ragazzino ho pensato: ‘Ma cos’è questa follia?’. Non lo capivo davvero perché se pensavo alle band, pensavo a quella di Bruce Springsteen, ai Led Zeppelin», dice del duo di “Random access memories”.
Numeri non proprio da progetto indie
Pensato inizialmente come una valvola di sfogo, il progetto Djo è cresciuto negli anni, permettendo a Keery di conquistare esibizioni anche su palchi importantissimi e seguitissimi come il Lollapalooza e Glastonbury. La consacrazione è arrivata quando la scorsa primavera ha pubblicato il suo ultimo album “The crux”, registrato nei leggendari Electric Lady Studios di New York, in gran parte in analogico e con strumenti veri. Con il disco, che spazia da riferimenti a Marc Bolan a omaggi agli Sparks, passando per Wings e Elo, attraversando l’elettronica acida degli MGMT, Keery ha dimostrato di non essere solo un attore con la passione per la musica, ma anche un musicista di grande talento.
Un futuro da popstar
E pensare che “End of beginning” fu «registrata al pc su un aereo per Chicago», solo per il gusto di divertirsi e di ammazzare il tempo: «Strizzava un po’ l’occhio a “No more I love you” di Annie Lennox, che mi piace tantissimo. Non avevo ancora capito bene il testo. Alla fine è diventata “End of the beginning” - racconta - so bene che moltissime persone hanno scoperto la mia musica grazie a ‘Stranger Things’ e sono grato alla serie per questo e per tutto quello che mi ha permesso di fare». Morte o non morte, con l’episodio del 31 dicembre, attesissimo, la sua storia in “Stranger Things” giungerà al capolinea. Ma al di là del Sottosopra, c’è un’altra vita che aspetta Joe Keery.
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