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Squallor Orchestra, venerdì 27 maggio il debutto

24.03.2026 Scritto da Redazione Rockol

Nati all’inizio degli anni Settanta, gli Squallor sono l’anomalia perfetta dell’industria discografica italiana.

 I suoi componenti - Giancarlo Bigazzi, Totò Savio, Daniele Pace, Alfredo Cerruti e, agli inizi, Elio Gariboldi – di giorno erano hit-maker per i grandi interpreti del pop nazionale, di notte davano vita a un laboratorio clandestino in cui tutto ciò che era “impresentabile” nella canzone ufficiale diventava materiale creativo. Operavano dentro e contro il sistema: ne conoscevano alla perfezione i meccanismi, i tic, le ipocrisie, e li usavano come benzina per un progetto che rovesciava regole, linguaggi e gerarchie.

Nessuna promozione tradizionale, rarissime esposizioni mediatiche, concerti inesistenti, copertine spiazzanti, passaparola come unico marketing: eppure dischi che vendono a raffica, musicassette consumate nelle auto, nelle spiagge, nelle caserme, e brani che entrano nel parlato comune, fino a costruire un culto sotterraneo e trasversale che arriva intatto fino a oggi.

Il loro linguaggio è una miscela esplosiva: nonsense e teatrino dell’assurdo, doppi sensi e insulti sbattuti in faccia, oscenità usata come provocazione, personaggi-maschera che incarnano vizi, frustrazioni, miserie e smargiassate dell’italiano medio. Dentro questo caos apparente scorrono riferimenti politici e sociali, allusioni al mondo dello spettacolo, alla provincia, ai divi, alla religione, alla sessualità, travestiti da goliardia ma guidati da una scrittura lucidissima. Gli Squallor non “esagerano” per il gusto dello scandalo: estremizzano la realtà per mostrarla meglio. È per questo che, riascoltati oggi, molti loro brani sembrano raccontare l’Italia con più precisione di tanta produzione “seria” della stessa epoca.

Gli Squallor sono stati un esperimento radicale di libertà espressiva, un collettivo capace di trasformare la volgarità apparente in strumento di satira feroce, demolendo ipocrisie, perbenismo, politica e costume con una lingua spietata e liberatoria.

E oggi, in un tempo in cui l’attenzione alle parole, seppur sotto alcuni aspetti sacrosanta, rischia di diventare autocensura preventiva e limitazione della creatività, riportare in scena lo spirito degli Squallor non è dunque nostalgia: è necessità!

“Squallor Forever” nasce, dunque, con l’ambizione di restituire al pubblico l’eredità di uno dei fenomeni più irriverenti, intelligenti e inclassificabili della musica italiana.

E fa una cosa che, all’epoca, non era stato possibile fare: suonare dal vivo il repertorio degli Squallor. Loro, infatti, al concerto non ci sono mai arrivati e non per mancanza di pubblico, ma perché la loro materia era troppo scabrosa per il cerimoniale del palco “perbene”.

“Squallor Forever” diventa così, di fatto, un debutto tardivo in cui gli Squallor e quel materiale “clandestino” si prendono la scena dal vivo.

Il concerto, della durata di circa 2 ore, è un concentrato del loro vastissimo repertorio: un percorso costruito nell’arco di oltre vent’anni e di quattordici album in studio, tra il 1973 e il 1994.

Lo spettacolo intreccia alcuni dei brani più iconici del gruppo, arrangiati da Giuseppe Telaro, come “Curnutone”, “’O tiemp se ne va”, “Bagno Aurora”, “Berta”, “Filumena”, “La Scarognata” e così via, realizzando un viaggio musicale e teatrale che è insieme omaggio, rilettura e atto d’amore.

 Le incursioni di Pierpaolo, grazie alla collaborazione con Radio Squallor di Attilio Pace che è anche media partner del tour, intrecciano allo show un controcanto ironico e irriverente, amplificando lo spirito originale del collettivo e coinvolgendo il pubblico in un gioco continuo di rimandi, citazioni e provocazioni.

“Squallor Forever” è una co-produzione Accademia delle Opere aps e Mediart srl con la produzione artistica ed esecutiva di Jean Pierre el Kozeh e Francesco Tuzio.

 

IL CONCERTO

 Curnutone

Chi cazz mo fa fa

La scarognata

E a muri Carme'

Dammi e denar

Na sera e maggio n' addore e rose

Berta

Telefona a stu cazz

Vafancul con chi vuo tu

Bagno aurora

A chi lo do stasera

Alba chiava

Jammucenn

O tiemp se ne va

O ricuttaro n'ammurat

O'camionista

Filomena

 


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