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Snaggletooth, un’icona della leggenda dei Motörhead

28.12.2025 Scritto da Elena Palmieri

C’è un volto che ringhia dalle copertine, che sembra sputare metallo, whiskey e frenesia, diventando icona e parte di una leggenda rock and roll. È Snaggletooth, e più che un logo è una figura che sembra avere un'anima e un ringhio propri. Oggi, 28 dicembre, nel decimo anniversario della scomparsa dell’iconico frontman dei Motörhead, Rockol dedica uno speciale a Lemmy Kilmister con un “mixtape” celebrativo (disponibile a questo link), ed è impossibile raccontare la sua eredità senza partire da quella creatura che, dal 1977, incarna visivamente tutto ciò che i Motörhead sono stati. Nato per la copertina dell’album di debutto eponimo, Snaggletooth - indicato anche come War-Pig - è l’esatta traduzione grafica dell’anima di Lemmy: sgraziata, feroce, irriducibile, eppure sorprendentemente iconica.

Ispirato direttamente a Kilmister, Snaggletooth prese forma dalla matita di Joe Petagno, che trasformò un’intuizione viscerale in un simbolo senza precedenti nella storia del rock. "L’ispirazione nacque semplicemente dall’essere un bastardo naturalmente incazzato!", raccontò Petagno in un'intervista: "E Lemmy è proprio così! Quindi era inevitabile che fosse una sorta di matrimonio alchemico di natura più 'primordiale'. Ho fatto molte ricerche sui tipi di teschi e ho scoperto che una combinazione ibrida gorilla–lupo–cane avrebbe funzionato bene, con l’aggiunta di zanne di cinghiale sovradimensionate. Lemmy aggiunse l’elmo, le catene, la saliva, gli spuntoni e la ruvidezza".

Il risultato fu un ibrido disturbante, in un misto tra cane, gorilla e lupo, con zanne di cinghiale spropositate, un dente spezzato - come quello di Lemmy - e, su suggerimento dello stesso frontman, elmetto, catene e spuntoni. Un’entità più che un semplice disegno, destinata a evolversi nel tempo. Non tutti, all’inizio, furono convinti. In una chiacchierata inclusa nel DVD per il trentesimo anniversario di "Inferno", Eddie Clarke ricordò di aver “rabbrividito” alla prima visione, giudicandolo eccessivo e di cattivo gusto, salvo poi affezionarvisi profondamente. Col passare degli anni, Snaggletooth divenne però una presenza costante, quasi ossessiva, sulle copertine della band, accompagnando ogni mutazione musicale senza mai perdere la propria identità.

Nel corso degli anni Snaggletooth è rimasto un simbolo dei Motörhead, con Petagno che ne ha creato innumerevoli variazioni per le copertine degli album successivi al primo. Solo due delle copertine originali dei 22 lavori di studio della band (qui la storia di tutti gli album dei Motörhead) non presentano alcuna versione del simbolo. Uno è "On Parole" - seppur la ristampa ha poi rimediato con uno Snaggletooth nero su fondo bianco - e l'altro è "Overnight sensation". Anche dove sembra assente, in realtà Snaggletooth è presente. Sulla copertina di "Ace of spades", per esempio, Phil Campbell indossa una spilla di Snaggletooth e in quella di "Iron fist" è raffigurato un guanto metallico con quattro anelli a forma di teschio, uno dei quali è proprio lui, mentre il retro dell’album svela una scultura in metallo del simbolo, curata nei minimi dettagli.

Il legame tra Petagno, Motörhead e Snaggletooth si è spezzato ufficialmente il 21 settembre 2007, quando l’artista annunciò che "non ci saranno più 'teste' fatte dalla mia mano", annunciando la fine della sua collaborazione con la band a causa di differenze inconciliabili tra lui e l'allora management della band, la Singerman Entertainment. Petagno dichiarò: "È stato un lungo, emozionante e operoso viaggio, pieno di arte e intuito, differenze nella ripetizione e innovazione creativa. Sento di aver realizzato qualcosa di unico nella storia del Metal negli ultimi 31 anni, dando vita, ancora e ancora, a un frammento della mia immaginazione: un’immagine, o meglio un’entità, che ha preso vita propria e che credo vada persino oltre la musica che era stata creata per rappresentare. Ne sono dannatamente orgoglioso!". In risposta, Lemmy Kilmister commentò: "Come molti di voi sanno, abbiamo lavorato con Joe Petagno per 31 anni. Abbiamo sempre trattato Joe in modo corretto e vorrei sottolineare che in nessun momento il mio manager ha avanzato le richieste che Joe pensa siano state fatte: si tratta di un colossale malinteso. Abbiamo sempre amato la sua arte, ovviamente, e se ora decide di smettere di lavorare con noi, non abbiamo altra scelta che affidarci a qualcun altro. Tuttavia, se non vorrà discuterne personalmente e cercare di sistemare le cose, penso che sia una grande tragedia. Se Joe continuasse con noi, nessuno sarebbe più felice di me. Se è un addio, Joe, ti auguro il meglio, ma spero, anche a questo punto, di potersi riconciliare e continuare la nostra collaborazione".

Snaggletooth non è mai stato solo un logo, ma un essere vivo, nato dall’immaginazione e diventato un'icona immortale della storia del rock, proprio come Lemmy. 


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