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Sanremo 70 anni fa: “Musetto” di Domenico Modugno

23.02.2026 Scritto da Redazione Rockol

“Musetto (La più bella sei tu)" - Ottavo posto
Gianni Marzocchi - Sanremo 1956

Autore: Domenico Modugno

 

Tra i graziosi motivetti degli anni 50, merita un posto donore Musetto”, nota anche come La più bella sei tu”, canzone che mise per la prima volta in risalto in maniera diversa la figura della donna, qui rappresentata da una protagonista indipendente, a tratti un posnob, dal carattere forte e con le idee ben chiare. Segnale di un profondo cambiamento sociale in atto. Lintuizione non poteva che arrivare da un precursore come Domenico Modugno, che nel dicembre del 1955 incise il pezzo, insieme al Lato B Io, mammeta e tu”, ultimo lavoro realizzato per la RCA prima del passaggio alla Fonit. Di fatto, però, la canzone venne presentata a Sanremo del 1956 poche settimane più tardi, affidata alla voce dellinterprete Gianni Marzocchi, che negli anni seguenti si dedicò principalmente al doppiaggio. Tra i ruoli più noti, prestò la voce a Cantagallo, il menestrello del film danimazione Robin Hood”, grande classico Disney. Musetto” si piazzò allottavo posto della sesta edizione del Festival, ottenendo poi un grande riscontro in termini popolari anche grazie a una straordinaria rilettura realizzata dal Quartetto Cetra.

«“Musetto” era una canzone deliziosa, che ha ottenuto un successo enorme malgrado non avesse vinto. È rimasta nel tempo, nonostante abbia compiuto settantanni di vita. Sono legata a quel brano perché in effetti parlava anche di me, la protagonista mi rispecchiava molto. Portavo anche io i capelli spettinati e mi piaceva molto il frappé. Conobbi Mimmo al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1950 e ci sposammo cinque anni più tardi. La canzone fu scritta proprio in quel periodo, per il Festival del 1956, che segnò il suo debutto come autore, due anni prima del trionfo con Nel blu, dipinto di blu”. Il legame di Mimmo con Sanremo è sempre stato speciale, partecipò undici volte e vinse in quattro occasioni. Ricordo che gli dicevo spesso: Ma chi te lo fa fare? Potresti dormire sugli allori e campare di rendita”, ma per via del suo temperamento non riusciva a rinunciare alladrenalina della competizione e al palpito che sapeva dare quel palco. Infatti, ancora oggi, lemozione è simile a quella di una prima teatrale. Ledizione che ricordo con più affetto è naturalmente quella del 1958: il ritornello di Volare”, cantato a braccia spalancate, cambiò radicalmente le nostre vite. La vittoria arrivò inaspettata, come una di quelle sorprese che si trovano nelluovo di Pasqua. E dire che, allinizio, nessuno voleva cantarla quella canzone, poiché ritenuta troppo distante dagli standard sanremesi di quei tempi. Dallorganizzazione proposero alletichetta di farla interpretare a chi laveva scritta, così nacque il primo cantautore della musica italiana».
Franca Gandolfi (moglie di Domenico Modugno)

 

A Sanremo 1956 si tentò la carta della rivoluzione, mettendo in scena quello che possiamo considerare il primo vero talent show della storia. Per contrastare il divismo dilagante nella musica leggera, la Rai decise di puntare su sei interpreti esordienti, selezionati tra ben 6.496 candidati attraverso un concorso di voci nuove. La selezione finale avvenne in diretta radiofonica e il pubblico espresse le proprie preferenze votando tramite cartoline postali. Il Festival si adattava così ai canoni della televisione, nata solo due anni prima, e alle richieste dellindustria editoriale. Fecero così il loro esordio sei interpreti in cerca dautore”: Clara Vincenzi, Ugo Molinari, Luciana Gonzales, Tonina Torrielli, lo stesso Gianni Marzocchi e Franca Raimondi, che si laureò vincitrice con Aprite le finestre”. Non mancarono le critiche, soprattutto per lassenza di nomi celebri come Nilla Pizzi e Claudio Villa, tanto che lanno successivo si tornò alla formula tradizionale, riaprendo la porta ai big. Tuttavia, quellesperimento del 1956 lasciò un segno positivo: Musetto”, una delle poche canzoni di quelledizione consegnate alla storia. Il brano, dal ritmo jazz vivace e coinvolgente, racconta la storia di Lilì, una ragazza affascinata dal mito americano al punto da voler cambiare nome in Gigì, per sembrare più internazionale. La voce maschile narrante le risponde che non serve rinnegare se stessi per risultare moderni: lei è già bella così, autentica, spettinata e senza trucco. Modugno, anni dopo, rivelò in unintervista che non si trattava di una proposta reazionaria o conservatrice, ma di una critica giocosa nei confronti dellesterofilia che allontanava gli italiani dalla loro identità culturale, dichiarando: Era un brano contro la moda dellamericanizzazione”. La canzone fu scelta come colonna sonora di diversi musicarelli e negli anni Novanta diventò la sigla di un programma televisivo di Luciano Rispoli su Telemontecarlo, dal titolo La più bella sei tu”, dedicato non a caso alla storia del Festival della canzone italiana. Anche questo contribuì a rendere Musetto” un motivetto senza tempo. Il brano segnò inoltre lesordio in gara, come autore, di Domenico Modugno, destinato poi a scrivere e riscrivere intere pagine di storia della kermesse. Uomo di teatro capace di calcare la scena come pochi, Mister Volare seppe riformare la nostra immagine nel mondo, senza scimmiottare o ricalcare generi che non ci appartengono, puntando piuttosto sulla melodia, sullinterpretazione, sulla drammaticità, sul romanticismo e sullironia. Prima del suo exploit, i pesi massimi del bel canto erano soliti rifarsi alla grande tradizione operistica e melodrammatica italiana, limitandosi a eseguire e non a interpretare. Fu lui a cambiare direzione e a tracciare una nuova rotta, grazie al suo recitar-cantando che fece scuola, ispirando le successive generazioni di cantautori. Il tutto spalancando le braccia: un gesto semplice quanto rivoluzionario.

 

 

Questo testo è tratto, per gentile concessione degli autori e dell’editore, da “Sanremo e la classifica del tempo”, di Nico Donvito e Marco Rettani (Azzurra Music, 324 pagine – libro + CD - , € 29,90)
 

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