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Sanremo 40 anni fa: “Lei verrà” di Mango

26.02.2026 Scritto da Redazione Rockol

“Lei verrà" - quattordicesimo posto
Mango - Sanremo 1986

Autori: Giuseppe Mango, Alberto Salerno

 

Il Festival di Sanremo del 1986 si mosse nel solco della continuità, pur introducendo alcune significative novità. La più rilevante fu il debutto alla conduzione della brillante e versatile Loretta Goggi, prima donna nella storia della kermesse a ricoprire il ruolo di presentatrice principale. Tra i protagonisti di quelledizione cera Pino Mango, che lanno precedente si era fatto notare tra le Nuove Proposte, conquistando il Premio della Critica nella suddetta categoria con Il viaggio”. Nel 1986, lartista lucano non si limitò a salire nuovamente sul palco come interprete, ma firmò ben quattro pezzi: a partire dalla sigla della rassegna, interpretata dalla Goggi, dal titolo Io nascerò”, passando per Re” di Loredana Bertè, al debutto in Riviera, e Nessun dolore” per la giovane Anna Bussotti. Ma il brano che ancora oggi svetta su tutti fu la proposta presentata in prima persona, vale a dire Lei verrà”. Firmata a quattro mani con Alberto Salerno, la canzone si classificò soltanto al quattordicesimo posto, ma si affermò rapidamente come uno dei capisaldi della sua discografia. Una ballata elegante e anticonvenzionale, dalla melodia avvolgente, che lascia aperta la porta al sole e alla speranza per un amore che non da più sogni”, ma che continua a generare sete e desiderio. Lei verrà” si impose così come una proposta fuori dai canoni sanremesi, unode allattesa capace di trasformare lassenza in un delicato e sospirante anelito.

«Pino ha iniziato a scrivere i testi delle sue canzoni a partire dal 2002; in precedenza era solito comporre in finto inglese, cioè usando suoni anglofoni che a volte avevano un significato e a volte no. Ricordo quando mi fece ascoltare il provino di Here she comes”. Rimasi folgorata. Era un brano davvero ispirato, in cui la cadenza ritmica sul levare si intrecciava perfettamente a una melodia molto originale sostenuta da virate armoniche imprevedibili. E su tutto svettava la sua voce, sovrana. Poi, Alberto Salerno ha iniziato a lavorare sul testo e, in maniera del tutto naturale, Here she comes” è diventata Lei verrà”. Ma chi era questa lei? Una donna, una figlia, la vita stessa, forse laffermazione nella musica. Molti vi hanno visto un significato esplicitamente sessuale. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che si trattasse della morte. Fatto sta che Pino non ha mai voluto darne uninterpretazione specifica, lasciando il finale aperto a questa canzone che così è diventata colonna sonora di mille diverse fotografie, quelle della vita di ognuno di noi».

Laura Valente (cantante e moglie di Mango)

 

Pino se n’è andato troppo presto, in maniera improvvisa e nel modo in cui avrebbe sempre voluto: cantando. L8 dicembre del 2014 rimane una data che qualsiasi appassionato di musica italiana ricorda con profondo rammarico, per lenorme vuoto artistico che ha lasciato e che difficilmente potrà mai essere colmato. Sette in totale le sue partecipazioni al Festival di Sanremo, tra cui spicca in particolare lultima, nel 2007, in gara con Chissà se nevica”, canzone che merita di essere menzionata tra queste pagine. In modo particolare, va ricordata la versione interpretata nella serata dei duetti insieme a Laura Valente, la sua dolce consorte, che in precedenza aveva già calcato il palco dellAriston per due volte, nel 1992 e nel 1993, come voce dei Matia Bazar. Pino e Laura diedero vita a uninterpretazione intensa e di rara bellezza. A guardare da casa mamma e papà, cerano i loro due figli, Filippo e Angelina, che allepoca avevano rispettivamente dodici e quasi sei anni. Oggi, il primo fa il batterista di professione, mentre la seconda ha raccolto leredità canora dei genitori e si è laureata vincitrice delledizione 2024 di Sanremo, con La noia”. Una famiglia unita la loro, nel segno dellarte. È praticamente impossibile stilare un inventario di tutto il disincanto che Mango è riuscito a trasmettere attraverso la propria musica. Se volessimo tradurre la sua opera in numeri, conteremmo sedici album di inediti, tre dal vivo, due di cover, una raccolta e tre libri di poesie. Il suo talento, forse troppo avanguardista, ha saputo coniugare una tecnica sopraffina a una profondità più spirituale. Non sempre chi possiede una grande estensione vocale riesce davvero ad emozionare. Mango, invece, ha saputo toccare note impensabili e, allo stesso tempo, è riuscito nel nobile intento di accarezzare le corde più intime della nostra anima. Lei verrà” resta uno dei suoi episodi più alti, come ci ha raccontato Laura, se vogliamo anche criptici, ma pregni di grazia. E proprio sulla bellezza Pino ha incentrato la propria carriera, votandole lintera esistenza. Le sue melodie, impregnate di profumi e sapori mediterranei, non smetteranno mai di suscitare suggestioni e generare incanto, perché lautenticità e lessenzialità che ha saputo regalarci resteranno semplicemente ineguagliabili. Mango è stato un innovatore, capace di mettersi continuamente in gioco, sempre in equilibrio tra consapevolezza e sperimentazione. Nel caso specifico di Lei verrà”, il testo di Alberto Salerno, fondato sullindeterminatezza e sulla libera interpretazione, coglie le sfumature e le opportunità offerte dalla musica. E questo senso indefinito, quasi sospeso, attraversa lintera narrazione. Interrogato più volte sul significato del brano, Mango rivelò che la lei” del titolo non stava ad indicare necessariamente una donna, ma poteva anche alludere a unidea o un ideale, come ad esempio la giustizia. Chiamatela ambiguità poetica, se volete, ma in questo dico non dico” c’è lo spazio che ciascuno di noi è chiamato a riempire con la propria immaginazione. Questo è uno degli insegnamenti che Mango ci ha lasciato. E che continuerà ad accompagnarci, nel tempo che verrà”.

 

 

Questo testo è tratto, per gentile concessione degli autori e dell’editore, da “Sanremo e la classifica del tempo”, di Nico Donvito e Marco Rettani (Azzurra Music, 324 pagine – libro + CD - , € 29,90)
 

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