Continua il periodo d'oro di Sabrina Carpenter. Pochi giorni fa, venerdì 10 aprile, è stata l'headliner della prima serata del Coachella Festival 2026. La vincitrice del Grammy alla Miglior interpretazione pop solista 2025 ha trasformato il festival in un personale show hollywoodiano: il Sabchella è stato un tripudio di scenografie, ballerini e atmosfere retrò. Ma l'esibizione al Coachella non è l'unico richiamo di Carpenter a Hollywood (a Quentin Tarantino, nello specifico).
Sabrina ha aperto il concerto con “House Tour”, l'ultimo singolo estratto dall’album “Man’s Best Friend” (qui la recensione di Rockol). A poche ore dall’apertura del pre-order, il 45 giri del brano (che sarà disponibile dal 26 giugno) è andato sold out. Il singolo ha già superato i 300 milioni di stream globali dalla sua uscita, mentre il video - pubblicato neanche una settimana fa - conta già più di 14 milioni di visualizzazioni su YouTube. A contribuire all'indiscutibile successo del videoclip, c'è anche un certo gusto tarantiniano.
Diretto dalla stessa Sabrina Carpenter insieme all'attrice Margaret Qualley, il video vede la partecipazione di entrambe accanto a Madelyn Cline. Il filmato segue il trio mentre si muove all’interno di una lussuosa villa di Hollywood tra eccessi e sfarzi, fino all’irruzione della polizia che dà il via a una fuga rocambolesca a bordo di un furgone rosa. Noto feticista, Quentin approverebbe questi 3 minuti e 34 secondi a partire dai primissimi fotogrammi: un'inquadratura in primo piano dei piedi di Carpenter, che si cambia le scarpe (rigorosamente con tacchi vertiginosi) ed esordisce dicendo: "Take your shoes off".
Tarantino ha sempre avuto un debole per il girl gang power, per i gruppi di donne pericolose e cool (dal celeberrimo "Kill Bill" a "Death Proof"). In "House Tour", Carpenter, Qualley e Cline sono complici criminali che muovono i fili del gioco con sicurezza arrogante; Qualley, peraltro, ha interpretato Pussycat in "Once Upon a Time... in Hollywood", l'ultimo film di Tarantino, l'easter egg perfetto della citazione tarantiniana da manuale.
La chiave pulp si ritrova anche nelle inquadrature: ce ne sono molte dal basso verso l'alto, proprio come nel cinema di Tarantino, che ha fatto del trunk shot (tecnica cinematografica che prevede un'inquadratura dal basso verso l'alto, girata dall'interno del bagagliaio di un'auto) uno dei suoi marchi di fabbrica, così come gli zoom rapidi e improvvisi su un dettaglio, cifra stilistica dei film d'azione anni '70 cui anche Quentin si ispira.
Non si può non pensare al regista di "Pulp Fiction" quando il clima sa di ironia noir. Il video si basa proprio sulla giustapposizione di leggerezza (musica pop, chiacchiere banali tra amiche) con atti di violenza o criminalità: c'è il contrasto tra la base synth pop anni '80 e il furto di beni preziosi nella villa (compreso, ovviamente, un Grammy), o il crimine stradale commesso prima dei titoli di coda.
La fotografia del video usa colori estremamente saturi e caldi. È quel tipo di vintage cinematografico tipico, per esempio, del sopracitato "Once Upon a Time... in Hollywood": i biondi sono dorati, i rossi sono scarlatti e la grana della pellicola rende tutto molto più simile a un film di genere che a un video musicale standard.
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