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Riz Ortolani, celebrazioni per il centenario della nascita

23.03.2026 Scritto da Renato Marengo

Il 25 marzo Pesaro celebrerà i 100 anni dalla nascita di Riz Ortolani, che della città marchigiana era nativo: è stato uno dei nostri più apprezzati e fantasiosi musicisti (jazzista, arrangiatore e autore di colonne sonore).

 Dopo essersi diplomato al Conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, non ancora ventenne si trasferisce a Roma, dove si unisce ad un gruppo di giovani strumentisti dell’orchestra della RAI. Qui si fa presto notare dai dirigenti dell’azienda, i quali gli affidano la direzione di un’orchestra jazz-sinfonica che gli darà immediata popolarità.

 La sua carriera cinematografica inizia nel ’62 con la colonna sonora del film documentario “Mondo Cane” di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosperi. Il tema principale del film, “More”, cantato da Katyna Ranieri (moglie di Ortolani), gli vale nel ’64 la Nomination all’Oscar come “Best Theme Song” e la vittoria del Grammy Award come “Best Instrumental Theme”. “More” conta oltre mille incisioni dei maggiori artisti del mondo e 70 milioni di dischi venduti.

 

Nella sua carriera sono da ricordare le collaborazioni con gli Studios americani (MGM, United Artist, Universal) e con registi come Vittorio De Sica, Dino Risi, Franco Zeffirelli, Terence Young, Edward Dmytryk, e in particolare con Damiano Damiani e Pupi Avati. Tra le sue molte partiture vanno ricordate almeno, oltre a “Mondo Cane”, “Il sorpasso” (il film di Dino Risi con Vittorio Gassmann e Jean-Louis Trintignant), “Africa addio”, “Fratello Sole Sorella Luna” di Franco Zeffirelli (la canzone omonima fu incisa da Claudio Baglioni), fino alle più recenti “Ma quando arrivano le ragazze”, “Il papà di Giovanna", "Una sconfinata giovinezza”.

Nel 2001, al Teatro Rossini di Pesaro, è stata eseguita la sua prima opera sinfonica: “Sinfonia della Memoria”. Nel 2004, al Maggio Musicale Fiorentino, è stato presentato il suo primo balletto dal titolo “In Una Parte di Cielo”, ispirato alla vita di Michelangelo.

Nel 2007 ha creato a Pesaro, insieme alla moglie Katina Ranieri, la Fondazione Riz Ortolani per promuovere la musica attraverso borse di studio, seminari, dibattiti, concertistica e mostre. Nello stesso anno è nata l’OperaMusical “Il Principe della Gioventù”, ispirata alla vicenda storica della Congiura dei Pazzi nella Firenze Rinascimentale.

Nel corso della sua lunga carriera Ortolani ha diretto orchestre sinfoniche prestigiose come quelle di Londra, Berlino, Houston, Rio de Janeiro, Mexico, La Fenice di Venezia, la Sinfonica del Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino e la Philharmonique de Montecarlo. Memorabile resta il suo tour in Giappone alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Vienna.

A Pesaro sarà proiettato il teaser del docufilm che il regista Marco Dentici ha realizzato per la Rai, “Ci vediamo da Riz – Armonie e dissonanze”. Come spiega il regista, “Il film accompagna Riz Ortolani in un viaggio fisico e mentale a partire dagli studi formativi nel Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, fino agli alti traguardi della maturità artistica. Un itinerario lungo oltre ottant’anni, contrassegnato non soltanto dalla frequentazione assidua delle sale d’incisione, ma anche dai numerosi concerti eseguiti nei più prestigiosi teatri del mondo”.

In un incontro ufficiale previsto per le 18 del 25 aprile a Palazzo Gradari, a Pesaro (vedi l’immagine dell’articolo) verranno annunciate le iniziative della città “per costruire un anno importante dedicato a Riz Ortolani”, come anticipa il vicesindaco Vimini.

A Pesaro si sta già lavorando ad un tributo concreto con un investimento ad hoc: la trasformazione del Giardino della Musica Riz Ortolani inaugurato nel 2017 nella corte di Palazzo Ricci in un vero e proprio teatro all’aperto da 250 posti circa; un luogo dove far rivivere la musica di Ortolani ma anche – con la disponibilità della Fondazione e della famiglia – cimeli e documenti che raccontano la sua grandezza.

 


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