Il 20 febbraio compirà 80 anni. Tre giorni dopo, il 23 febbraio, sarà presentato in anteprima nazionale al Cinema Multisala Lux di Roma il primo film sulla sua vita, “Il mio nome è Riccardo Cocciante”, atteso poi su Rai1. Nella settimana del Festival di Sanremo, dal 24 al 28 febbraio, Carlo Conti gli riserverà un omaggio alla kermesse. Il 26 febbraio, poi, tornerà in scena “Notre Dame de Paris”, l’opera popolare italiana più esportata al mondo, con le musiche firmate da lui. E nel cassetto, come se non bastasse, c’è anche un progetto per celebrare il cinquantennale di uno dei suoi album più iconici, “Concerto per Margherita”. Il 2026 sarà un anno da incorniciare per Riccardo Cocciante, speciale, celebrativo, pieno di appuntamenti che raccontano quanto il cantautore sia ancora oggi una figura centrale nella musica italiana.
Il film con Laura Pausini, Achille Lauro e Mogol
Si partirà, dopo il compleanno, proprio con il film “Il mio nome è Riccardo Cocciante”. Prodotto da Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari e diretto da Stefano Salvati, il film-documentario si preannuncia come un viaggio che ripercorrerà l’intera carriera di Riccardo Cocciante, dagli esordi fino ad oggi, con i contributi di Laura Pausini (nel 2006 reinterpretò la sua “Io canto”, originariamente incisa da Cocciante nel 1979, per l’omonimo album di cover che vendette oltre 2 milioni di copie a livello mondiale e che nella sua versione in spagnolo, “Yo canto”; nel 2007 vinse il Latin Grammy Award come “Miglior album pop femminile”), Gianna Nannini, Elodie e Achille Lauro (l’anno scorso cantarono a Sanremo quella “A mano a mano” scritta da Cocciante nel 1978 e portata al successo da Rino Gaetano), Mogol (co-autore di successi come “Celeste nostalgia”, “Un nuovo amico”, “Cervo a primavera”, “Questione di feeling”, “Se stiamo insieme”), Fiorella Mannoia. Il racconto sarà in prima persona: la voce di “Bella senz’anima” ripercorrerà ricordi, difficoltà, momenti di incertezza e passaggi cruciali della sua carriera. Un percorso umano e artistico arricchito da immagini di repertorio e da fotografie personali inedite, materiale che promette di svelare un lato più intimo e meno conosciuto dell’artista.
L'omaggio al Festival di Sanremo
Un’altra tappa fondamentale delle celebrazioni è prevista al Festival di Sanremo. Già nel 2006 Cocciante all’Ariston ritirò il Premio alla Carriera, nell’anno del trentesimo anniversario di “Margherita”. Stavolta tornerà per un tributo pensato per ricordare al grande pubblico l’importanza di un autore che ha scritto alcune delle pagine più memorabili della canzone italiana e che peraltro ha contribuito anche alla storia del Festival, avendo vinto la kermesse nel 1991 con “Se stiamo insieme”: «Sanremo? Sono stato molto felice di vincerlo, ma non ci tornerò mai più in gara», ha promesso il cantautore a proposito del Festival. Peraltro una sua canzone è stata scelta per la serata delle cover: è “Era già tutto previsto”, tratta dall’album “L’alba” del 1975, ristampato lo scorso anno da Sony Music per il cinquantennale, che due anni fa ha avuto una nuova vita dopo che Paolo Sorrentino l’ha inserita nella scena clou del suo film “Parthenope”. A cantare il brano sarà Leo Gassmann, in coppia con Aiello, a conferma di quanto l’influenza di Cocciante continui a essere trasversale e viva anche nelle nuove generazioni.
Il ritorno sui palchi
Tra gli appuntamenti più attesi c’è anche un evento destinato a entusiasmare migliaia di fan: il 26 febbraio tornerà in scena “Notre Dame de Paris”, opera - diventata un fenomeno planetario - che rappresenta probabilmente uno dei lavori più monumentali e riconoscibili di Cocciante. Un capolavoro che ha attraversato continenti, lingue e generazioni, trasformandosi in un simbolo del teatro musicale moderno. Il ritorno in scena non sarà soltanto una ripresa (195 in tutto le repliche: la tournée partirà dal Tatro degli Arcimboldi di Milano e chiuderà il 6 gennaio 2027 al Palazzo dello Sport di Roma): sarà un altro tassello di un anno che sembra costruito per celebrare la grandezza di un autore che ha saputo parlare al pubblico popolare senza mai rinunciare alla profondità artistica. In estate Cocciante sarà inoltre protagonista di un tour da solista che lo vedrà esibirsi in alcune delle più suggestive location all’aperto italiane: se è vero che l’autore di “Bella senz’anima” è stato spesso definito schivo e lontano dalle dinamiche dello show business, è altrettanto vero che ogni volta che torna sul palco riesce a trasformare la sua musica in un’esperienza emotiva collettiva.
I 50 anni di "Concerto per Margherita"
Nel cassetto, infine, c’è anche un progetto speciale: celebrare il cinquantennale di uno degli album più iconici della sua discografia, “Concerto per Margherita”. Pubblicato nel luglio del 1976, due mesi dopo, a settembre, l’album conquistò il primo posto della classifica italiana e a fine anno risultò il quinto album più venduto di quell’annata, in una graduatoria che lo vedeva dietro giganti internazionali e nazionali come - nell’ordine - “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, “Lucio Battisti. La batteria, il contrabbasso ecc.” di Lucio Battisti, “Amigos” dei Santana e “Desire” di Bob Dylan. All’interno dell’album si trova, naturalmente, “Margherita”, brano destinato a diventare eterno, e che ancora oggi, insieme a “Bella senz’anima”, si contende il titolo di canzone simbolo della sua carriera: la sua vera signature song.
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