Undici anni dopo l’ultima volta, Raf torna in gara al Festival con “Ora e per sempre”. una canzone che nasce in famiglia e che affonda le radici nella sua storia personale. In mezzo ci sono il rock delle origini, l’“alienazione” del primo successo con “Self Control”, un matrimonio a Cuba e la cover di “The riddle”, anno 1984 come la sua hit
“È stata una canzone a convincermi”
"È stata una canzone a convincermi, nata da un’idea di mio figlio Samuele", racconta di “Ora e per sempre!. "In origine era una canzone sua, lui mi ha aiutato a sviluppare un ritornello, a continuare questo brano. Ci siamo messi lì un pomeriggio al pianoforte e siamo andati avanti". Qualche giorno dopo arriva la svolta: "Mi dice: “Papà, questa canzone l’ho riascoltata, secondo me devi cantarla tu, viene meglio a te”. Raf stava già pensando a un nuovo album, in uscita in autunno, e decide di riprendere in mano il brano e portarlo a compimento.
Proprio in quei giorni ritrova in un cassetto la sua promessa di matrimonio, scritta nel 1996 in spagnolo, perché le nozze si erano celebrate a Cuba. "Finiva con la classica frase “finché morte non vi separi”. Io mi ricordo che avevo cancellato quell’ultima riga. Avevo detto a questo sacerdote molto simpatico: non si può dire un’altra cosa al posto di questa? E lui mi fa: cosa vorresti dire? Ci pensai un attimo e scrissi, sempre in spagnolo: “Ora e per sempre”". Rileggendo quella frase, Raf ha trovato il titolo e la chiave del testo: "È molto personale, molto autobiografica. All’inizio parla di me, di quegli anni. Di “Self Control”: avevo avuto il primo successo. Nel testo dico che mi sentivo un alieno, mi sentivo solo. Era proprio così, perché mi svegliavo a Parigi e pensavo di essere a Tokyo".
“Venivo dal rock, provavo un certo fastidio”
Quel successo improvviso non fu semplice da gestire. "Vivevo quella cosa con un po’ di frustrazione, perché non ero preparato a quel successo, con quella canzone. Perché io venivo dal rock, e provavo un certo fastidio". Un’affermazione che spiega bene il doppio binario della sua carriera: "Arrivo dal rock", ribadisce, "anche se ho avuto successo con il pop". Gli inizi, in effetti, raccontano un’altra storia. "Il concerto della vita è nel 1980, a Piazza Maggiore a Bologna, il primo concerto dei Clash. Io ero nel gruppo di spalla, eravamo i Café Caracas, aprivamo il loro concerto. Per me è stata una botta incredibile. Quello è il concerto della vita".
The Riddle
Nella serata delle cover, Raf canterà "The Riddle" con i Kolors: un classico pop dell'84, lo stesso anno di "Self control", di Nik Kershaw (qua la nostra intervista): "Ho scelto 'The Riddle' perché mi ricordo quello di Nik Kershaw come uno degli album più belli di quell’anno. Ho coinvolto i The Kolors perché mi sembrano una band teletrasportata dagli anni ’80: interpretano bene quell’immaginario, sia per stile, per come si propongono e si vestono, sia per il loro modo di stare sul palco. In loro rivedo me stesso e molti artisti o band di quel periodo. Tra l’altro Stash canta molto bene, soprattutto quel genere di canzoni in inglese. Non ho avuto dubbi: è stata una scelta spontanea, naturale, e loro hanno accettato subito con grande entusiasmo".
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