I Radiohead rompono il silenzio sulla questione israelo-palestinese. Finiti più volte al centro delle polemiche - nel 2017 suonarono a Tel Aviv nonostante le proteste del movimento anti-israeliano per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni BDS, l'anno scorso Yorke si scontrò con un manifestante durante uno spettacolo a Melbourne e poi lasciò il palco, JohnnY greenwood è stato criticato per aver inciso dei dischi con il musicista israeliano Dudu Tassa - ora i membri della band di "Creep" espongono le loro posizioni sul tema. E lo fanno in una lunga intervista concessa al Time, mentre cresce l'attesa per il tour che a novembre segnerà il ritorno dei Radiohead sui palchi (e che passerà anche in Italia, a Bologna).
Parlando delle critiche ricevute, Yorke ha detto:
Greenwood ha aggiunto:
A Yorke è stato chiesto se avrebbe suonato di nuovo in Israele con i Radiohead e lui ha risposto: "Assolutamente no. Non vorrei trovarmi a 8.000 chilometri dal regime di Netanyahu, ma Jonny ha radici lì. Quindi capisco". Greenwood dal canto suo ha detto: "L'unica cosa di cui mi vergogno è di aver trascinato Thom e gli altri in questo pasticcio, ma non mi vergogno di lavorare con musicisti arabi ed ebrei. Non posso scusarmi per questo".