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Quando Peter Gabriel si esibì nell'intimità della Big Room

02.07.2025 Scritto da Paolo Panzeri

Nel settembre 2002 Peter Gabriel pubblicò il suo settimo album solista in studio intitolato "Up". Un disco molto atteso poiché erano trascorsi ben dieci anni dal precedente "Us". Qualche giorno prima, il 31 agosto del 2002, da Monaco, in Germania, il musicista inglese aveva dato il via al 'Growing up' tour che si protrasse per oltre un anno, fino al 24 novembre 2003. Il penultimo concerto del tour, quello del 23 novembre, si tenne nella Big Room dei suoi Real World Studios a Box, villaggio sito vicino alla città di Bath, nel Somerset, contea nel sud-ovest dell'Inghilterra. Un concerto privato, era infatti riservato ai soli membri del Full Moon Club di Peter Gabriel, si tenne quindi di fronte a un pubblico ristretto e selezionato. Come ha commentato lo stesso Gabriel: "Non avevo mai sfruttato appieno la Big Room come spazio per esibizioni e quando, nel 2003, si è presentata l'opportunità, l'abbiamo colta al volo e abbiamo offerto il piccolo numero di posti ai membri del Full Moon Club. Non faceva parte di un grande tour, quindi non eravamo preparati come avremmo potuto essere durante il tour, ma ci ha permesso di ottenere un'esibizione più sveglia e grintosa, perché eravamo completamente concentrati su quello che stavamo facendo."

Solo per fan

Quella esibizione tenuta nei suoi studi di registrazione è ora stata pubblicata con il titolo "In The Big Room". Ed è stata pubblicata, almeno per ora, solo in formato digitale, anche se pare sia prevista una successiva uscita fisica in data ancora da destinarsi. Le canzoni incluse nella scaletta del live sono quattordici, sei di queste tratte – tre per ciascuno - dalla allora recente produzione dell'ex membro dei Genesis, quindi, chiaramente, dall'album "Up", ma anche da "OVO", colonna sonora di uno spettacolo multimediale andato in scena al Millennium Dome di Londra (quella che oggi si chiama O2 Arena) per ben 999 volte nel 2000. Gabriel non ha mancato di proporre qualche classico del suo repertorio come "Shock the monkey", "In your eyes" e "Games without frontiers". Ad assecondarlo nella Big Room, quella che era la sua band in tour del periodo, composta da Tony Levin (basso), David Rhodes (chitarra), Ged Lynch (batteria), Richard Evans (chitarra, fischietto, mandolino), Rachel Z (tastiere e cori) e Melanie Gabriel (cori).

Nell'intimità

"In The Big Room" è un album registrato sì dal vivo, ma che offre un ascolto quasi 'acustico', preciso, di qualità, per quanto viene enfatizzata e posta in primo piano la resa musicale dei brani. L'intimità della sala tanto ha penalizzato in calore, quanto ha permesso ai musicisti di concentrarsi unicamente sull'esecuzione lasciando sullo sfondo le inevitabili e quasi obbligatorie concessioni che vanno regalate al pubblico pagante di una arena gremita. Peter Gabriel parlando di questo live lo ha sintetizzato dichiarando che lo scopo dell'esibizione ai Real World Studios non era quello di realizzare uno "spettacolo visivo elaborato, l'obiettivo principale era quello di far sì che suonasse bene". E suona davvero molto bene.

(Articolo originale su Rockol.it)

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