“Il mal di vita è un po’ la malattia della mia generazione, che è completamente iperconnessa. Scrolliamo la felicità degli altri ma non riusciamo più a guardare la nostra. Eppure, nonostante siamo così collegati, siamo sempre più lontani, incapaci di ascoltarci. Viviamo sotto una pressione costante: dobbiamo essere sempre al 100%, consumare e produrre senza sosta, perché al primo stop la società ci considera falliti, scomparsi. Non abbiamo nemmeno più il tempo di ascoltarci davvero.” È da qui che Plant sceglie di partire per raccontare il suo primo album solista, "Maldivita", in uscita il 3 ottobre per M.A.S.T./Believe. Il cantante aggiunge: "Un altro sintomo è la necessità di mostrarci sempre perfetti, sempre felici, condividendo solo i momenti migliori. Ma io penso che anche le nostre ferite siano trofei: sono ciò che ci rende unici. Ecco, 'Maldivita' è proprio il racconto del mio viaggio".
Il titolo, che risuona anche nella title track del disco, non è solo un manifesto personale, ma una diagnosi di un tempo storico presente, in cui il rumore esterno copre il silenzio interiore. L'album arriva dopo quattro anni vissuti sotto i riflettori con La Sad e che per Plant segna l’inizio di una strada nuova, intima e collettiva insieme.Plant dopo La Sad: suoni e messaggi di "Maldivita"
"Ho lavorato sul mio primo album per molto tempo", spiega a Rockol il cantante, all'anagrafe Francesco Emanuele Clemente, classe 1999: "L’ho registrato nell’arco di un anno, ma dentro questo disco ci sono idee che mi porto dietro fin da bambino e che hanno trovato la luce solo adesso. Sono molto emozionato, ma non nascondo che ho anche un po’ di paura, perché mi sto mettendo completamente a nudo: sto facendo uscire la mia vera persona, senza involucri o maschere che a volte si indossano per avere successo. Allo stesso tempo, però, sono super carico: mi sento come quando avevo 16 anni, quando ho iniziato a fare musica in Puglia, contro tutto e tutti". "Maldivita" si costruisce per questo su sonorità molto varie, che riportano alle radici al tempo dei contest di freestyle all'età di 15 anni, ma guardano anche alle influenze che sono arrivate dopo i primi singoli e il trasferimento a Milano, insieme all'esplosione con La Sad. Proprio il percorso condiviso con Theø e Fiks è stato per Plant un momento "fondamentale": "Mi ha permesso di farmi le ossa e mi ha dato un'identità": afferma il cantante, che è quindi diventato pronto e consapevole per conoscere e tirar fuori se stesso: "La musica è anche condivisione, ma resta molto personale: sentivamo tutti la necessità di intraprendere strade diverse. Rimane però il massimo rispetto e la gratitudine per quello che abbiamo fatto insieme".
"Le sonorità di 'Maldivita' sono molto varie tra loro. Ho sempre sognato di fare un disco così, anche da ascoltatore", precisa Plant: "Ogni brano è un mondo a sé, ma tutti i pezzi si incastrano. Dentro ci sono tutte le mie sfumature, sia nei testi che nel sound. Ho messo elementi dell’emo-trap, del punk, dello screamo, del rap. Ho cercato di far confluire tutte le cose che amo fare e che so fare. Per questo non direi che esista un genere preciso: il genere sono io. E punterò sempre sulla mia voce e sui miei testi, da ora in avanti". Fondamentale, in questo processo, l’incontro con Mike Defunto, uno dei produttori che ha accompagnato Plant nella scoperta delle potenzialità della sua voce. Se fino a ieri pensava di dover sempre forzare sulle note alte, qui ha imparato a muoversi anche nelle tonalità basse, a far convivere fragilità e forza, sperimentando con dinamiche che restituiscono tridimensionalità ai brani. "Mike mi ha aiutato a togliermi di dosso tante insicurezze", racconta l'artista: "Io pensavo di dover sempre cantare al massimo delle note alte, mentre lui mi ha fatto capire che la mia voce bassa era un punto di forza. Così ho usato tutte le sfaccettature: parti basse, parti alte, e dinamiche nuove. Ho anche capito che la mia arma principale è la scrittura: voglio puntare su testi profondi, non restare in superficie. Ogni canzone ha un tema preciso, e credo che siano quelle con un messaggio forte e senza tempo a rimanere, non i trend del momento".
A differenza dei primi lavori adolescenziali, scritti di getto e consegnati all’urgenza, come i singoli "Giorni migliori" del 2019 o "Without you" del 2020, per ogni brano del suo primo album, Plant sottolinea di aver cercato "un concept preciso". In "Maldivita" vengono così affrontate tematiche personali o racconti generazionali, attraverso storie autobiografiche o racconti di personaggi di fantasia. "Nell'album ci sono pezzi sociali che vogliono far riflettere, come 'La catena dell’odio'. Il brano 'Viola' prende invece ispirazione dalla vita della mia ragazza, che a Milano si sbatte per realizzare i suoi sogni - parlo di lei, ma in realtà ci rivedo me stesso", dichiara il cantante: "E poi ci sono brani terapeutici, scritti per me stesso, come 'Dottore', nel quale racconto la mia esperienza con la sanità e con psicologi che non mi hanno aiutato, fino a trovarne finalmente una che capisce il mio mondo. Scrivere è stata una denuncia, ma anche uno sfogo. Se questa canzone potrà aiutare qualcuno a capire di non essere sbagliato e ad avere la forza di cambiare, avrò fatto la cosa giusta".
"Maldivita", dagli ospiti al palco dei Magazzini Generali
"Maldivita" è un lavoro che si completa con la scelta di ospiti che non rispondono a logiche di marketing, ma a legami reali, ci tiene a precisare Plant. Oltre al singolo già edito "Messaggio d'odio" con la giovane cantante e rapper fiorentina Sally Cruz, il disco include altre collaborazioni. La succitata "Dottore" conta della partecipazione di Nitro, presentato da Plant come un "punto di riferimento": "Trovarmelo in studio dieci anni dopo, gasato per la mia musica, è stato un boost incredibile", racconta. sul pezzo "Up&Down" si ritrovano invece i Bnkr44, amici di lungo corso, che Plant e LaSad avevano incrociato durante le rispettive partecipazioni al Festival di Sanremo nel 2024. Su "Pipistrello" è poi ospite 18K, che per Francesco è "uno degli artisti che mi ha colpito di più negli ultimi anni: mi rivedo molto nel suo percorso indipendente, fatto di forza e sacrificio". Alla domanda su cosa significano i featuring di "Malavita", Plant precisa: "Non volevo fare un disco compilation come si vede in giro, con featuring messi solo per entrare in classifica. Ho scelto persone che fanno parte della mia vita".
Gli ospiti saranno anche un momento importante per l'appuntamento del prossimo 28 ottobre ai Magazzini Generali di Milano, che sengerà il primo concerto solista di Plant: "Pochi giorni dopo l'uscita dell’album, mi chiuderò in sala prove per tutto ottobre. Ho già preparato lo show e la scaletta, e ho messo insieme una band molto forte, con musicisti davvero bravi", fa sapere l'artista, prima di svelare: "Ci sarà anche una scenografia importante. Prima di me saliranno sul palco tre artisti che non posso ancora svelare, ma che sono fortissimi. Ci saranno ospiti speciali, e anche un dj set di una serata molto conosciuta a Milano, che sarà parte del mio concerto. Insomma, sarà una festa vera e propria, non solo la presentazione dell’album. Sono carichissimo". A proposito dell'aspetto che più lo elettrizza della dimensione live, Plant racconta: "La connessione con il pubblico: mi piace parlare sul palco, ascoltare, non fare solo 'play e via'". Continua: "Inoltre, stiamo riarrangiando tutti i pezzi per dare loro un’anima live, mi piace allungarli e farli respirare. E soprattutto mi piace cantare davvero, dare tutto: arrivare senza voce alla fine del live, perché ho dato tutto. Penso che la gente percepisca questa sincerità, e che sia ciò che rende un concerto indimenticabile". Questa attitudine e il lavoro in preparazione al concerto ai Magazzini Generali portano Francesco a trovare in Post Malone un punto di riferimento nella musica dal vivo: "Non l’ho mai visto dal vivo, ma ho guardato molti video e ammiro molto il suo lavoro: riarrangia i pezzi con la band, gli dà potenza e autenticità. Credo molto negli strumenti dal vivo: creano verità, cosa che spesso manca nei live con la console". Alla domanda se la data milanese di fine ottobre sarà l'anticipazione di un progetto live più ampio, Plant non ha dubbi: "L'obiettivo è proprio un tour. Per ora ci concentriamo su Milano: voglio fare le cose al massimo, non a metà. Ma nei prossimi mesi arriveranno altre date, e continuerò a pubblicare nuova musica che darà senso al tour".