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L'arte perduta di tradurre in italiano una canzone

05.10.2026 Scritto da Perturbazione

Tradurre canzoni in italiano è una tradizione della musica popolare nostrana, che ha avuto decenni di fortuna tra gli anni '50 e '70, sia con interpretazioni storiche nella nostra lingua di Rolling Stones e David Bowie, sia con i nostri cantanti - Celentano, Leali e tanti altri - che rifacevano quelli che sarebbero diventati classici. Poi si è persa per strada, tornando episodicamente nei decenni: Vasco che rifà gli An Emotional Fish e i Radiohead, Samuele Bersani che rifà i Waterboys o gli Stadio con i Del Amitri, Ligabue con i R.E.M. o più recentemente Zucchero.
È un'arte, quella di tradurre - e anche un po' tradire - le canzoni, a cui i Perturbazione hanno dedicato il nuovo disco, "Risuona", in uscita venerdì 9, con canzoni di Interpol, American Music Club, Lloyd Cole e molti artisti e band del terreno sonoro ed emotivo in cui la band torinese è cresciuta.
"La risposta è no. Non si può tradurre tutto, non è possibile tradurre qualsiasi canzone, non è possibile tradurre ogni singola emozione", racconta Tommaso Cerasuolo in questo track by track che ha scritto per Rockol, raccontando ogni canzone. "Abbiamo tradotto. E tradiremo ancora. Scegliendo quali emozioni ci corrispondano e ignorando tutte le altre, con la pretesa di farvi un regalo. Appropriandoci di intuizioni altrui, spacciandole per stile personale. Ci arrendiamo. Ci arrendiamo all'intraducibile" - spiega. Buona lettura e buon ascolto.

1. Musica in un'altra lingua
(
Music In A Foreign Language - Lloyd Cole)

Parlando dell'atto del tradurre, questa è una canzone che sembra un manifesto.
Illudersi di afferrare l'essenza di una lingua attraverso il fascino che ci ispira. Un clamoroso errore, ovviamente.
Lloyd Cole è un cantautore immenso, ed è anche un vero signore, gentilissimo: non solo ci ha risposto via mail personalmente per dirci che la nostra versione gli aveva migliorato la giornata (Hello, It’s Lloyd. Thanks for this. That is a lovely version. I wish I knew Italian better to critique the translation, but alas, no… Good luck and thanks for this. It has improved my mood, today), ma alla fine ci ha anche donato il suo featuring, cantando i versi finali originali della canzone, compendio perfetto per aprire un disco che ha il suo cuore nell'atto del tradurre.

2. Quel che non ho più
(Only You - Yazoo)

La musica popolare si rincorre e gioca a nascondino. Giochiamo costantemente a demolire i modelli preesistenti, salvo poi averne nostalgia.
Nell'atmosfera di questo brano mi ha sempre incuriosito la somiglianza con la storia narrata in Missing degli Everything But The Girl, cronologicamente posteriore a Only You, eppure quasi sovrapponibile. E' quasi come se Only You fosse al presente, e Missing fosse al passato, come se la protagonista tornasse dopo qualche anno alla strada e a quella finestra di quella casa descritte nella prima canzone.
La nostra versione rimane in equilibro, così almeno ci sembra, tra tanti possibili rimandi a celebri brani italiani (Amandoti dei CCCP 'solo per un'ora... perdutamente...' e Per un'ora d'amore dei Matia Bazar).

3. Una prova
(Proof - I Am Kloot)

Proof è un brano semplice e breve, che ripete due volte una strofa capace di riversarsi in un ritornello di due parole, 'senza te', senza essere banale. Un testo sulla solitudine degli alberghi e delle relazioni amorose naufragate.
Pete Jobson, bassista della band, è stato gentilissimo, ha persino lavorato insieme a un suo amico italiano a una versione un po' diversa della traduzione, per diletto e genuino interesse, accettando poi con tenerezza la nostra testarda resistenza su alcuni passaggi, nati dall'esigenza di far scorrere metrica e flow, che mutavano alcune delle immagini del testo originale, cercando tuttavia di non tradirne l'atmosfera. Trucchi e trabocchetti, la partita a scacchi dei traduttori.

4. Il tuo ex
(Your Ex-Lover Is Dead - Stars)

Your Ex-Lover Is Dead fu uno di quei brani che ci trovò tutti emozionati, insieme, ad ascoltare e ritrovarci: nel duetto di voci emotivo e sentimentale, nel semplicissimo e micidiale ostinato ritmico, nel videoclip che citava Eternal Sunshine of The Spotless Mind di Michel Gondry, nel fatto che la band canadese era una specie di collettivo creativo numeroso come il nostro, negli anni zero, come dei cugini.
Menzione speciale per la voce di Chiara Vidonis, cantautrice schiva e dolcissima di Trieste, capace di donare a questa interpretazione personalità e grazia. Le siamo grati per aver accettato la nostra proposta e fatto il viaggio in treno fino a Torino per registrare.

5. Sconosciuta
(Stranger - Noah & The Whale)

The First Days of Spring è un concept album su una storia d'amore, una storia qualunque, con cui probabilmente (dis)amore, il nostro disco del 2020, è in forte debito (mi vengono in mente anche gli album delle band di Tim Kasher, Domestica dei Cursive e Album of The Year, dei The Good Life, altri dischi consumati a forza di ascoltarli). Mi sembra che Stranger sia stata scritta la notte successiva della nostra A luce spenta.
Entrambe le canzoni sono intrise di sconsolata disperazione, eppure nei finali filtra uno spiraglio di luce, non esattamente speranza, meno che mai serenità, piuttosto accettazione, di sé e degli altri.

6. Vieni qua
(C'mere - Interpol)

C'è tutto un filone del web dove si discute del significato dei testi originali inglesi, arrovellandosi sulle interpretazioni a volte criptiche di un particolare passaggio del testo di una canzone. Song meaning punto eccetera. la traduzione di questo brano è nata per il puro gusto di assecondare il gioco iniziato col primo verso: 'E' tardi ormai...' Per poi scoprire che C'mere è piena di immagini da song meaning punto eccetera. E tanti auguri, giocatore.

7. Resta se vuoi
(Why Won't You Stay - American Music Club)

Una donna fragile, che potrebbe spezzarsi.
Nel testo ho preso in prestito l'espressione vecchia bambina da Guccini. La canzone non descrive la resa, bensì la situazione di chi forse sta per arrendersi. E' questo che ne determina la magia. Se poi quella donna, o Mark Eitzel, o uno di noi, o l'intera società alla fine si spezzeranno davvero, questo è un mistero. Che nelle storie è fondamentale.

8. Killian's Red
(Killian's Red - Nada Surf)

Ogni volta che vado a sentire i Nada Surf dal vivo prego che questa sia in scaletta e sono stato sempre accontentato. Che disco, Let Go... Come faccia Matthew Caws a suonare e cantare contemporaneamente con quella grazia che sembra non costargli alcuna fatica resta un mistero del creato, per noi che sudiamo già sopra ai 12° C.
Rispetto all'originale, Cris ha spinto l'arrangiamento verso i Cure di Disintegration, rallentadondola un po' e saturando riverberi, ottenendo qualcosa di molto personale.

9. Sedna
(Sedna - Efterklang)

Un amico che fa il fonico, Maurizio Borgna, con cui abbiamo lavorato per molti anni, è stato residente e ha lavorato per un periodo a Berlino, dove ha conosciuto e collaborato con gli Efterklang. Furono loro, ai tempi in cui Piramida venne pubblicato, nel 2012, a chiedere a Maurizio se conosceva qualcuno in Italia che potesse aiutarli a tradurre Sedna, singolo di quell'album. Lavorare a quella traduzione fu un primo importante laboratorio per comprendere quanto metrica e melodia vocale comandino sul significato, e dunque sia necessario aggirare gli ostacoli semantici piuttosto che cercare di scavalcarli, perché ogni muro a un certo punto deve avere un varco.
Comunque alla fine gli Efterklang non se la sentirono e quella versione in italiano non venne mai pubblicata. Ma sono stati molto carini a permetterci di farlo noi e per questo li ringraziamo.

10. Conseguenza
(Consequence - The Notwist)

Quindi nel caso ve lo stiate chiedendo, la risposta è no. Non si può tradurre tutto, non è possibile tradurre qualsiasi canzone, non è possibile tradurre ogni singola emozione.
La poesia scorre e abita dove vuole lei. Noi possiamo coltivarla, vezzeggiarla, persino strumentalizzarla, pronta lì, ad asservire il nostro istupidimento digitale. Ma la poesia viaggerà dove le pare, soprattutto in quei luoghi e momenti in cui la nostra anima si sente perduta, sola, abbandonata, priva di appigli. Noi procediamo un po' a caso, barcollando, a volte inciampando, altre volte spiccando un salto insieme, cercando l'attimo preciso dell'autoscatto dopo il conto alla rovescia, per immortalarci come angeli sciocchi, capaci di librarsi in volo, ma solo nello scatto.
Abbiamo tradotto. E tradiremo ancora. Scegliendo quali emozioni ci corrispondano e ignorando tutte le altre, con la pretesa di farvi un regalo. Appropriandoci di intuizioni altrui, spacciandole per stile personale.
Ci abbiamo provato, canzone dopo canzone, qualche volta con l'impressione di riuscire ad afferrare quelle emozioni. Ma destinati a fallire, eppure così grati di aver tentato.
Ci arrendiamo. Ci arrendiamo all'intraducibile.

 

 


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