Che la canzone "Cast no shadow", originariamente incluso nell’album degli Oasis del 1995 “(What's the story) Morning glory?”, fosse dedicata da Noel Gallagher a Richard Ashcroft non è mai stato un segreto. Nelle note di copertina, il maggiore dei fratelli Gallagher dedicò espressamente il brano “al genio di Richard Ashcroft”. Non ha stupito che trent'anni dopo l’ex frontman dei Verve venisse scelto da Liam e Noel per aprire i concerti del tour di reunion degli Oasis, vista il legame di lunga data dal quale sono legati. Proprio la storia dietro a "Cast no shadow” è un intreccio di band, fratellanza e rivalità.
Quando “(What's the story) Morning glory?” venne pubblicato, gli Oasis avevano già suonato come supporter ai Verve nel dicembre 1993 e Liam contribuì con dei battiti di mani alla traccia “History” nel secondo album di Ashcroft e soci, “A northern soul”, prodotto da Owen Morris che aveva lavorato anche sul debutto dei Gallagher “Definitely maybe”. Nonostante qualche successo, e il grande riconoscimento commerciale raggiunto in seguito con il classico "Bitter sweet symphony", in molti ritennero che i Verve non avessero espresso appieno il loro potenziale, e Noel Gallagher era tra questi. In un’intervista rilasciata al magazine “Select” nel 1995, Noel spiegò cosa pensasse di Ashcroft e il perché scrisse "Cast no shadow” per lui:
Tuttavia, come lo stesso Noel ammise successivamente a “Q” nel febbraio 1996, parte del testo di "Cast no shadow” poteva valere anche per lui: “‘Bound with the weight of all the words he tried to say’ – quello sono io. Non sono Morrissey. Non sono Bob Dylan. Non sono Brett Anderson. Loro sono parolieri migliori di quanto lo sarò mai io”.
Ashcroft in seguito spiegò che era onorato di fare in qualche modo parte della canzone, dell’album e del successo immenso degli Oasis, e nel 20120 al “Guardian” disse: “Non riesco a capire se intendesse che sono una strega, un vampiro o semplicemente incredibilmente emaciato e magro perché, sai, non ho davvero abbastanza massa corporea per proiettare un’ombra”.
Quando la fortuna iniziò a girare anche per Richard Ashcroft e i Verve con il terzo album “Urban hymns”, Noel Gallagher dichiarò quindi di essere entusiasta del loro successo e ammise di essere “l’uomo più felice del mondo”. In un’intervista per Radio 1 a ottobre 1997, il maggiore dei Gallagher raccontò: “Richard è un genio. Nick McCabe è uno dei migliori chitarristi che abbia mai visto. Anche quando facevamo da supporter a loro tanti anni fa, erano già una grande band allora. Le circostanze hanno giocato contro di loro. Non scrivo canzoni su molte persone – ne ho scritte su Liam, su mia madre, su mia moglie, su Richard Ashcroft. Quell’uomo è un genio, e sai una cosa? Non lo fa per se stesso, lo fa per me. Deve essere un cantautore migliore di me, e in cambio io devo scrivere canzoni migliori di lui. È questo il punto. La gente proverà a costruire questa cosa Verve vs Oasis, ma noi veniamo da lontano insieme, da Manchester e Wigan, che nessuno potrà mai intaccare il legame e l’amicizia che ci unisce”.
Oltre dieci anni più tardi, nel gennaio 2018, però, Noel non ebbe altrettanto belle parole riferendosi a Richard Ashcroft: “Mi offende che ci siano cantautori che, se vai a scavare un minimo, non scrivono un cazzo. Mi offende”, affermò Noel ai microfoni del podcast "Sodajerker": “Per quanto ne so, se gratti la superficie di qualsiasi solista britannico, scopri che hanno tutti una squadra di autori alle spalle, tranne me, Paul Weller e Johnny Marr. Faccio fatica a pensare ad altri. Richard Ashcroft, mio fratello, persino Ed Sheeran e al ragazzino dei One Direction: tutti hanno un esercito di autori dietro. Credo che per un solista sia importante che venga tutto da se”. Non tardò ad arrivare la risposta sarcastica e pungente di Ashcroft, che su Twitter chiese chiarimenti: “Io non scrivo le mie canzoni? Vuoi chiarire meglio, NG?”.
La tensione tra Richard e Noel, fortunatamente, si appianò in fretta. In occasione del tour di reunion “Oasis Live ‘25”, ai microfoni su Radio X, Ashcroft ha detto a Chris Moyles: “Penso sia fantastico che siamo ancora qui. Io ho vissuto praticamente tutta questa storia insieme a loro. Fin dal giorno uno. Prima che uscisse il loro primo album, io l’avevo già visto. Loro erano diventati mega famosi prima di me. Erano a ‘Top of the Pops’. Quando è arrivato il mio turno, loro avevano già fatto il giro completo. Avevano venduto milioni di dischi, eccetera, eccetera. Ma è raro che succeda una cosa simile: due band, entrambe in furgone, a suonare per 300 persone, entrambe a dire ‘Noi ce la faremo’. E che poi accade davvero, è incredibile”.
Ha concluso: “Sono felice per loro a livello personale. Sono felice per la loro mamma. Sono felice per tutte quelle persone che non hanno avuto la possibilità di vederli la prima volta e che quest’estate potremo ritrovarci tutti insieme”.