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Perché il ritorno dei BTS è molto di più di un evento musicale

20.03.2026 Scritto da Mattia Marzi

Era il 2022 quando i BTS decidevano di fermarsi. All’apice di un successo globale, quantificabile in 500 milioni di copie vendute, oltre 104 miliardi di stream e infiniti primati conquistati, la boy band sudcoreana annunciava una pausa per permettere ai suoi componenti di adempiere al servizio militare obbligatorio in Corea del Sud, lasciando in sospeso una delle storie più impressionanti della musica pop. A distanza di quattro anni, i BTS sono pronti a tornare sulle scene. Non solo con un disco, ma con una serie di operazioni muscolari e kolossal, destinate a rendere il comeback - come vengono chiamati nell’industria i ritorni degli artisti con nuova musica, dopo una pausa - uno dei più grandi della storia del pop: non solo un evento musicale, ma culturale. Si parte oggi con “Arirang”, così come la boy band ha intitolato il suo primo disco di inediti in sei anni, tanti quanti ne sono passati da “Map of the soul: 7 - The Journey”. E poi performance in streaming, documentari, concerti in diretta: ovvero come monopolizzare l’attenzione mediatica per intere settimane. Ricordate la copertura mediatica dell’Eras Tour di Taylor Swift? Ecco: il ritorno dei BTS rischia di essere quella roba lì, ma al quadrato

L'evento in streaming e il documentario

«Siamo stati via troppo. Le tendenze cambiano ogni stagione. Non possiamo restare fermi. Finalmente siamo tornati dove dobbiamo essere. E forse è qualcosa che solo noi possiamo fare», dicono i BTS nel trailer di “BTS: il ritorno”. Il trailer ufficiale del documentario, pubblicato due settimane fa sul canale YouTube di Netflix e dei BTS, ha totalizzato 3,6 milioni di visualizzazioni. Il film uscirà sulla piattaforma di streaming il 27 marzo, a distanza di una settimana dalla pubblicazione di “Arirang”, che sarà festeggiata domani alle 12 (ora italiana) con lo streaming dallo storico Gwanghwamun di Seul di una performance monumentale della boy band. Non si tratta solo di musica, ma di un segnale strategico: i BTS diventano il centro di una nuova fase dell’intrattenimento live in streaming, accanto a eventi sportivi e show internazionali. Lo show segnerà infatti un’espansione della programmazione live di Netflix, diventando il primo evento dal vivo mai trasmesso dalla Corea e diffuso in streaming globale. L’evento si aggiunge a una solida lineup di contenuti live trasmessi dalla piattaforma che include “Skyscraper Live”, “Star Search”, “Jake vs Joshua”, “WWE” (in Italia dall’1 aprile), “NFL Christmas Gameday”, “Paul vs Tyson”, “Canelo vs Crawford”, “Six Kings Slam” e molti altri. Diretto da Bao Nguyen (già dietro “We are the World: la notte che ha cambiato il pop”), il film racconta proprio il dietro le quinte del ritorno. Dopo aver completato il servizio militare obbligatorio in Corea del Sud, i sette membri si riuniscono a Los Angeles per fare musica insieme, tornando a uno spazio creativo condiviso, modellato dal tempo che hanno trascorso separati e dai loro cambiamenti personali. Il risultato è descritto come «un ritratto di resilienza, fratellanza e reinvenzione artistica».

I concerti al cinema

L’esperienza non si ferma allo streaming. Il 9 aprile prenderà il via da Goyang, in Corea del Sud, il tour mondiale: sarà il primo della band dopo quattro anni e il calendario comprende (per ora) 82 date che terranno impegnati i BTS negli stadi e nelle arene di tutto il mondo fino al prossimo anno. Due delle primissime date del tour saranno trasmesse in diretta nei cinema di tutto il mondo con “BTS World Tour ‘Arirang’ Live Viewing”. Il primo appuntamento è sabato 11 aprile con il concerto a Goyang (11.45 ora italiana: replica alle 15.30), il secondo sabato 18 aprile con il concerto a Tokyo (11.45 ora italiana: replica alle 15.30). Non è una novità assoluta per il gruppo: già nel 2019 il film concerto Bring the Soul: The Movie aveva incassato oltre 24 milioni di dollari. Ma questa volta la scala è globale e simultanea.

Un ritorno fuori scala

I numeri spiegano meglio di qualsiasi definizione perché questo ritorno sia fuori scala. Secondo le stime degli analisti, il nuovo album “Arirang” potrebbe, da solo, generare circa 95 milioni di dollari tra vendite fisiche, streaming e digitale. I ricavi del tour mondiale sono stimati intorno a 1,8-2 miliardi di dollari, con la possibilità di superare persino i record di Taylor Swift e del suo “Eras tour”. Sommando tour, album, cinema, streaming e merchandising, il ritorno dei BTS si configura come uno dei comeback più redditizi della storia della musica e come un evento capace di generare oltre 2 miliardi di dollari diretti, oltre che un impatto economico globale che può arrivare a decine di miliardi.
Chiamatele canzonette.


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