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Perché il futuro ha ancora bisogno di Prince (10 years after)

21.04.2026 Scritto da Michele Boroni

Se oggi i vostri artisti preferiti possono permettersi di fare la guerra alle major su TikTok o di rivendicare la proprietà dei propri master, è solo perché un uomo alto un metro e sessanta, con il tacco 12, vestiti flamboyant e una chitarra a forma di simbolo, ha deciso di lottare e sanguinare per primo.

Il 21 aprile 2016 il mondo perdeva Prince Rogers Nelson. A dieci anni di distanza, non siamo qui per il solito necrologio polveroso, bensì per capire perché, in unepoca dominata dagli algoritmi e dalle intelligenze artificiali, la figura di Prince sia uno dei pochi "antidoti" rimasti.

Il profeta dell'indipendenza

Oggi celebriamo il coraggio di artisti come RAYE, l’artista inglese che si è liberata dalle catene delle etichette per scalare le classifiche da indipendente. Ma il "paziente zero" di questa rivoluzione è stato lui. Quando Prince si scrisse "SLAVE" sulla guancia nel 1993, il mondo lo prese per pazzo: in realtà stava vedendo il futuro con circa trent'anni d'anticipo. Aveva infatti capito che il valore non sta nel contratto, ma nel possesso dei propri sogni (e dei propri file .wav).

Prince era un artista audace e sfrontato: metteva in prima linea la propria personalità e ha fatto sempre ciò che voleva, come voleva, indipendentemente dal fatto che i fan lo seguissero o meno. Celebrare Prince oggi significa celebrare l'idea che l'arte non può essere una commodity governata da un algoritmo o gestita da un foglio Excel.

Oltre il genere: Il primo vero "Fluid Hero"

Molto prima che il termine gender-fluid diventasse di uso comune, Prince abitava in un pianeta tutto suo. Pizzo, tacchi a spillo, trucco pesante, ma con una virilità elettrica che sfidava ogni categoria. Prince non "interpretava" un ruolo: lui era la sintesi perfetta.  Basti pensare ai testi dalla carnalità straripante di “Dirty Mind” e “Controversy”, i dischi dei primi anni 80, o a quello straordinario e ipotetico gioco di ruolo che era “If I was your girlfriend”.

In un mondo che oggi cerca faticosamente di abbattere gli stereotipi, Prince rimane il manuale d'istruzioni vivente su come essere tutto e il contrario di tutto, senza mai chiedere il permesso a nessuno.

La Vault" e la musica suonata

Mentre oggi l'industria ci bombarda di singoli usa-e-getta ogni venerdì, Prince ci ha lasciato la Vault: una cassaforte - fisica e leggendaria - contenente migliaia di canzoni inedite da cui sono stati estratti le Super DeLuxe Version di “Sign ‘’ the times”, “1999”, “Diamonds and pearls” “1999” e “Purple Rain” nonché raccolte piene di inediti come “Originals” e “Piano & A Micriphone” (TUTTI CON I LINK ALLE RECENSIONI) . Prince non scriveva per pubblicare, scriveva perché non poteva farne a meno. Lui è l'archetipo dell'artista-ecosistema: un uomo che era, contemporaneamente, il miglior chitarrista, il miglior bassista e il miglior produttore nella stanza.

In un 2026 dove la musica è spesso generata da prompt testuali, il ricordo di Prince ci riporta alla carne e al sangue. Ai suoi leggendari after-show o alle sue lunghe ed estenuanti sessioni in studio - non sempre per la gioia dei suoi musicisti - Prince ci ricorda che lo strumento musicale è unestensione del corpo umano, non un accessorio estetico, che sia la chitarra (qualcuno ricorda lo strepitoso assolo di 2 minuti e 50 secondi su “While my guitar gently weeps” durante la serata R&R Hall Of Fame”?) o il piano (l’ultimo tour mai concluso si intitolava “Piano & A Microphone Tour”).

Non celebriamo Prince perché siamo nostalgici. Lo celebriamo perché la sua eredità è una mappa per il futuro. Se vogliamo una musica che sia ancora libera, coraggiosa, tecnicamente impeccabile e profondamente umana, dobbiamo continuare a guardare verso Minneapolis. Oggi ancora di più.

Il mondo è diventato un posto un po' più grigio da quel giorno di aprile, ma per fortuna, abbiamo ancora abbastanza registrazioni - e altre ne avremo, si parla di un DeLuxe Edition del suo capolavoro Parade per il suoi 40 anni - per poter godere della sua musica. Nothing compares 2 him.

 

Qui il mixtape dedicato a Prince: la legacy, le canzoni fondamentali, i deep cuts, le canzoni per altri, i tributi, i dischi postumi...


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