La Pasadena Roof Orchestra nasce nel 1969 a Londra, in un momento in cui il jazz tradizionale sembrava definitivamente relegato a nicchia. L’idea era controcorrente: riportare in vita il sound delle big band americane degli anni Venti e Trenta con strumenti, arrangiamenti e stile esecutivo il più possibile fedeli alle fonti originali. A guidare il progetto fin dall’inizio è John Arthy, chitarrista e studioso di jazz delle origini, che rimarrà il direttore musicale e anima dell’orchestra per decenni.
Nei primi anni Settanta la Pasadena Roof Orchestra si impone rapidamente sulla scena britannica grazie a concerti dal vivo e a una serie di album che ottengono ampia diffusione radiofonica, soprattutto sulla BBC. Il successo è legato non solo alla qualità musicale, ma anche alla capacità di trasformare il repertorio storico in intrattenimento elegante, lontano sia dall’accademismo sia dalla parodia nostalgica.
Elemento centrale dell’identità dell’orchestra è stato l’alternarsi di cantanti solisti in grado di incarnare lo stile vocale d’epoca. Tra le voci più rappresentative si ricordano Kenny Baker, noto per il fraseggio ironico e leggero, e Bob Hunt, apprezzato per l’aderenza allo stile crooner degli anni Trenta. In alcuni periodi ha collaborato anche Elaine Delmar, che ha contribuito a rafforzare il legame con la tradizione vocale femminile del jazz classico.
Dal punto di vista strumentale, la Pasadena Roof Orchestra ha sempre funzionato come una vera big band stabile, con sezioni di fiati di alto livello. Musicisti come Ray Gelato (sax tenore) e Colin Good hanno contribuito in diversi momenti a definire il suono compatto e swingante dell’ensemble. Gli arrangiamenti, spesso curati dallo stesso Arthy, si basavano su partiture originali di Ellington, Henderson e Redman, talvolta ricostruite a partire da registrazioni d’epoca.
Negli anni Ottanta e Novanta, mentre il jazz contemporaneo prendeva altre direzioni, la Pasadena Roof Orchestra ha consolidato il proprio ruolo di custode autorevole della tradizione swing, continuando a esibirsi nei principali festival internazionali e a pubblicare dischi di buon successo commerciale.
(scritto con l’ausilio dell’AI)
Tiger rag
Happy feet
Puttin’ on the Ritz
Me and Jane in a plane
Nobody’s sweetheart
Singin’ in the rain
I can’t dance
Lullaby of Broadway
‘s wonderful
Stormy weather
Home in Pasadena
Nagasaki
Ins’t it romantic?
Paddlin’ Madelin Home
Cheek to cheek
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