Esce oggi nelle librerie italiane "Oasis: the masterplan", pubblicato da Rizzoli Illustrati (256 pagine, 35 euro).
Nel 1993 gli Oasis firmavano con la Creation Records e si apprestavano a registrare il loro primo album. L’anno successivo iniziò con un piano ben preciso: la creazione degli Oasis. Al centro di questo progetto c’era il celebre fotografo Kevin Cummins, coinvolto per aiutare la band a trovare un’immagine che si adattasse al loro suono. Questo libro svela quanto sia stato efficace il piano per portarli a quel punto.
Kevin Cummins, nato a Manchester, è uno dei fotografi più importanti al mondo, celebre per i suoi ritratti di musicisti come Ian Curtis, David Bowie, The Smiths, Iggy Pop, Björk, Debbie Harry, Bob Marley, Public Enemy, Patti Smith e Oasis. Cummins ha collaborato per oltre vent’anni con il New Musical Express (NME), la "bibbia" del rock britannico.Per gentile concessione dell'editore, qui di seguito pubblichiamo un estratto dalla prefazione del libro, scritta da Kevin Cummins, e di seguito una selezione di immagini in esclusiva per Rockol.
All’inizio del 1994, prima che gli Oasis sfondassero e diventassero la più grande band del Regno Unito, la loro etichetta, la Creation Records, mi commissionò un servizio fotografico da effettuare in diverse location in esterno e in studio con l’utilizzo di differenti tecniche di illuminazione, per vedere quale tipo di look fosse più adatto per loro.
In febbraio andai ad Amsterdam per scattare le prime fotografie. Loro avrebbero dovuto essere lì, come band d’apertura per il concerto dei Verve, ma al mio arrivo c’era solo Noel ad accogliermi. Supposi che gli altri fossero ancora storditi dalla sera prima, ma Noel mi disse che erano stati tutti arrestati sul traghetto per aver litigato con alcuni tifosi del Chelsea (non del West Ham com’è stato erroneamente riportato) e rispediti in Inghilterra. Lui diceva di essersi perso tutto perché era andato a letto presto. Scattai una foto a Noel vicino al poster del concerto, per dimostrare che mi ero presentato, e da usare come foto di servizio per la rivista New Musical Express (NME).
Finalmente, qualche settimana dopo, riuscii a fare alcuni scatti in uno studio fotografico nell’East London, e poi altri a Soho e nel West End. I Gallagher sono grandi tifosi del Manchester City, come me, e non vedevo l’ora di fotografarli con le magliette della squadra per il NME. Così, un mese dopo, abbiamo fatto degli scatti in studio e in esterno per un servizio, che ancora amo molto, destinato ad andare in copertina ed essere l’articolo principale.
Il mio direttore dell’epoca, però, un tifoso del Southampton, decise poi di non usare quel servizio in copertina, affermando che non voleva che la rivista fosse associata a dei “perdenti”.
Una prima copertina sul NME era importante per qualsiasi band. Doveva essere perfetta. Alla fine abbiamo optato per una foto che avevo scattato a Liam sotto l’insegna dell’Oasis Bar in un hotel di Newport, nella contea di Gwent, in Galles. Il titolo in copertina era: “TOTALLY COOL. OASIS: Ciò che il mondo sta aspettando”.
Nonostante ciò, quello con le magliette del Manchester City è diventato uno dei miei servizi più famosi. Viene ancora utilizzato sulle copertine di riviste in tutto il mondo (il NME lo ha finalmente utilizzato su una sua copertina il 2 gennaio 2010, quando ha pubblicato una retrospettiva della band), e il Manchester City e gli Oasis sono diventati indissolubilmente legati.
Nel settembre 1994, durante il primo tour in Giappone e negli Stati Uniti, ai concerti molti fan degli Oasis indossavano magliette del Manchester City con il logo “brother” (alcuni di loro non avevano idea che fosse il marchio di un’azienda di elettronica, e qualcuno mi ha persino chiesto se significasse che erano una fratellanza). E il gruppo di fotografie alle pagine 52-61 (una di queste è più sotto, la seconda dall'alto) era stato scattato in Flitcroft Street, vicino a Charing Cross, come cenno di riferimento a Garry Flitcroft, che all’epoca giocava a centrocampo per il Manchester City.
Ho lavorato con gli Oasis, come pure con Noel e Liam nelle loro carriere da solisti, a intermittenza per trent’anni, fotografandoli in ambito editoriale per testate musicali e per la rivista Esquire, per il lancio di una divisa del Manchester City e diverse volte per adidas SPZL, oltre a realizzare le fotografie per la copertina dell’album "Council Skies" dei Noel Gallagher’s High Flying Birds. È un rapporto professionale che mi piace immensamente e sono davvero orgoglioso di questo corpus di lavori.
Tutte le immagini di questo libro sono state fatte su pellicola e l’occasionale incoerenza nei colori è dovuta a tecniche di elaborazione diverse e a temperature di conservazione inadeguate.
Molte persone mi hanno detto di aver scoperto gli Oasis grazie a quel servizio fotografico con le maglie del Manchester City, e perché i membri della band si vestivano come i loro amici. Gli abiti creavano un legame immediato, li facevano sembrare accessibili.
Le fotografie di questo libro documentano quei dodici mesi di rivolgimenti sismici.
Kevin Cummins