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Oasis: fan ancora in protesta per i biglietti del tour di reunion

03.07.2025 Scritto da Redazione Rockol

Ancora una volta Ticketmaster è al centro delle polemiche che riguardano i concerti del tour di reunion degli Oasis. Alla vigilia della prima data che segnerà il ritorno dei fratelli Gallagher su un palco insieme, in programma domani sera 4 luglio al Principality Stadium di Cardiff, molti acquirenti hanno visto annullati i biglietti originariamente acquistati, che sono poi stati sostituiti da altri. In questo modo, i posti assegnati inizialmente sono stati modificati, non sempre in meglio. Mentre qualcuno si è trovato con biglietti in una posizione migliore, altri si sono trovati nuovi posti assegnati con una visibilità peggiore. È il caso, per esempio, di un utente che ha scritto su X/Twitter un post indirizzato direttamente a Ticketmaster: “Perché i miei quattro biglietti per gli Oasis di venerdì a Cardiff sono stati invalidati e ne sono stati emessi di nuovi?! Posti peggiori, nessuna notifica, solo 4 persone stressate che si chiedono cosa diavolo stia succedendo! Nessuna risposta all'email inviata. Qualcuno può aiutarmi, per favore?”, recita il messaggio.

Ho notato che avete cancellato i miei biglietti per gli Oasis di sabato sera e li avete cambiati. I nuovi posti sono più lontani dal palco rispetto ai precedenti”, è il post di un altro utente che si è ritrovato nella stessa situazione, condivisa da molti altri acquirenti, tra cui alcuni che lamentano il fatto di non essere neanche stati avvisati via email, mentre altri vorrebbero conoscerne i motivi. Mentre manca un solo giorno al primo concerto dei fratelli Gallagher e del loro gruppo, le polemiche dei fan non si limitano a prendere di mira Ticketmaster, ma anche il servizio Twickets, da sempre indicato come unica alternativa di rivendita ufficiale. "Twickets è addirittura peggio di Ticketmaster per i biglietti degli Oasis!", scrive qualcuno. "Qualcuno è riuscito a procurarsi i biglietti per gli Oasis su Twickets? Sembra impossibile", è il commento di un altro. L’unico modo per sperare di comprare biglietti rivenduti da altri fan sembra quindi essere tentare la fortuna su Ticketmaster, dove ogni tanto compaiono tagliandi in rivendita per le varie date.

Mentre la società di vendita e distribuzione di biglietti finisce a essere nuovamente bersaglio dei malcontenti di chi lo scorso anno è riuscito a mettere le mani sui biglietti per il tour di reunion degli Oasis, come segnalato dal “Guardian”, la Competition and Markets Authority, ovvero l'autorità inglese che regola la concorrenza e il libero mercato, ha scritto proprio a Ticketmaster minacciando un’azione legale per i suoi metodi “ingannevoli” di vendita.

Lo scorso mese di marzo la CMA aveva segnalato che Ticketmaster potrebbe aver “violato la legge” e “ingannato i fan” durante la vendita aperta l’estate scorsa. L’autorità aveva quindi avviato un’indagine a seguito della controversia legata alla vendita dei biglietti, il cui prezzo sembrava aumentare a causa della domanda, senza alcun preavviso di un presunto uso del dynamic pricing che ha fatto infurare i fan. Alcuni hanno infatti finito per pagare oltre 350 sterline per biglietti il cui prezzo iniziale era di 150 sterline. L’autorità di controllo era preoccupata che Ticketmaster potesse aver “violato la legge a tutela dei consumatori” in due modi principali. Una di queste preoccupazioni riguardava la classificazione di alcuni biglietti a sedere come “platinum”, venduti a un prezzo fino a “quasi 2,5 volte superiore a quello dei biglietti standard equivalenti, senza spiegare adeguatamente che non offrivano vantaggi aggiuntivi e che spesso erano ubicati nella stessa zona dello stadio”. Si sostiene che questo abbia indotto in errore i clienti facendoli pensare che i biglietti platinum fossero migliori rispetto a quelli standard. In secondo luogo, Ticketmaster potrebbe aver violato la legge anche non informando i consumatori che esistevano due categorie di biglietti in piedi a prezzi differenti. Si aggiunge che tutti i biglietti più economici sono stati venduti prima che venissero messi in vendita quelli più costosi, portando i clienti ad aspettare a lungo senza comprendere che avrebbero dovuto pagare di più. La CMA ha inoltre precisato che, nonostante il diffuso effetto riportato del dynamic pricing sulla vendita degli Oasis, in cui i prezzi dei biglietti fluttuano in tempo reale in base alla domanda, “non hanno trovato prove che questo fosse il caso”. Mentre la stessa band era intervenuta dicendo di “non essere stati a conoscenza in alcun momento dell’uso del dynamic pricing”, in risposta Ticketmaster aveva dichiarato di aver modificato “alcuni aspetti” del suo processo di vendita. Tuttavia, la CMA ha affermato che questi cambiamenti non hanno affrontato sufficientemente le sue preoccupazioni e ha successivamente comunicato a Ticketmaster quali impegni volontari avrebbe accettato. Ora, secondo una lettera inviata al comitato selezionato per commercio e affari, la CMA ha detto di aver ricevuto una risposta da Ticketmaster questo mese. “Dopo aver esaminato attentamente la risposta di Ticketmaster, la posizione della CMA è che esiste un disaccordo fondamentale. Riguardo al fatto che le pratiche di Ticketmaster abbiano violato la legge a tutela dei consumatori,” si legge in una sezione della lettera relativa all’indagine sugli Oasis, ripresa ieri, 2 luglio, dal “Guardian”: “Ticketmaster ha rifiutato di fornire impegni nei termini richiesti dalla CMA o di indicare se ci sia una forma di impegni che sarebbe disposto a offrire”. A causa del fallimento del processo di consultazione con Ticketmaster, l’autorità ha detto di essere ora nella posizione di poter considerare un’azione legale. “La CMA ha scritto a Ticketmaster per confermare di aver ora adempiuto al suo obbligo di consultazione e, dato che non sono stati offerti o accettati impegni, sta ora preparando la causa legale, se necessario”, si legge quindi nei documenti: “La CMA continuerà parallelamente a dialogare con Ticketmaster nel tentativo di raggiungere una risoluzione volontaria, qualora la società manifesti un impegno chiaro e tempestivo in tal senso”.

Il "Guardian" fa inoltre sapere di aver contattato Ticketmaster per un commento sulla vicenda.

(Articolo originale su Rockol.it)

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