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Oasis: ecco quanto durerà (davvero) il primo concerto del tour

30.06.2025 Scritto da Redazione Rockol

La risposta alla domanda che i fan degli Oasis si stavano facendo sin da quando Noel e Liam Gallagher hanno annunciato i concerti del tour della loro reunion è finalmente arrivata: lo show di debutto della tournée, quello in programma questo venerdì, 4 luglio, al Principality Stadium di Cardiff, durerà due ore e quindici minuti e la durata dovrebbe essere quella standard dei concerti. Altro che i "59 minuti e 59 secondi" di cui aveva parlato, tra ironia e provocazione, Liam Gallagher, facendo scoppiare immediatamente la polemica dei fan che hanno acquistato i biglietti per gli show.

A rivelarlo sono stati gli stessi Oasis tramite un post condiviso sui loro canali social ufficiali, diffondendo gli orari relativi allo show al Principality Stadium di Cardiff che farà partire ufficialmente l'attesissimo tour: gli Oasis cominceranno a suonare alle 20.15 - le 21.15, ora italiana - e alle 22.30 scatterà il coprifuoco allo stadio.

Le porte del Principality Stadium apriranno alle 17. I Cast cominceranno a suonare dalle 18, mentre alle 19 comincerà il set di Richard Ashcroft. Dunque alle 20.15 toccherà ai padroni di casa. 

Ancora top secret la scaletta, nella quale naturalmente non mancheranno le più grandi hit del repertorio della band simbolo del Britpop, da "Rock'n'roll star" a "Live forever", da "Wonderwall" a "Champagne supernova", da "Shakemaker" a "Stop cryin' your heart out". 

Negli scorsi giorni Liam Gallagher, sempre attivissimo sui social, ha invece spoilerato come cominceranno i concerti. Forse sulle note di "Rock'n'roll star", forse su quelle di "Shakemaker", i brani che negli anni d'oro aprivano gli show del gruppo, secondo quanto anticipato da Liam la band entrerà sul palco evitando ogni forma di divismo, cominciando subito a suonare: "Noi cammineremo semplicemente sul palco e cominceremo a suonare. Non siamo al fottuto circo. Non verremo sparati da una palla di cannone. Non siamo degli esibizionisti". 

(Articolo originale su Rockol.it)

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