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Nuove uscite: dai Kneecap ai Nu Genea, i dischi della settimana

27.04.2026 Scritto da Claudio Cabona / Mattia Marzi

Dalla carica irriverente dei Kneecap al groove cosmopolita dei Nu Genea, la settimana discografica si muove tra identità forti e suoni in continua evoluzione. Tra ritorni attesi, debutti e contaminazioni globali, ecco i dischi più interessanti in uscita questa settimana.

Nu Genea - "People of the moon"

"People of the Moon" arriva dopo il successo internazionale di Bar Mediterraneo del 2022 e rappresenta un’evoluzione significativa del suono dei Nu Genea: se i lavori precedenti erano fortemente legati all’immaginario napoletano e mediterraneo, qui il duo amplia la prospettiva verso una dimensione più universale e interiore. Musicalmente, il disco continua a fondere disco, funk, jazz e influenze globali, ma spinge ancora di più sulla contaminazione linguistica e culturale: nei brani convivono napoletano, inglese, spagnolo, portoghese e arabo, riflettendo una visione cosmopolita e senza confini. Tra gli elementi più rilevanti ci sono le collaborazioni internazionali: spicca la presenza del chitarrista e producer Tom Misch, insieme a voci come María José Llergo, Fabiana Martone, Celinatique e Gabriel Prado.

Kneecap – “Fenian”

I Kneecap, negli ultimi due anni, sono stati tra le band più controverse della scena mondiale. Finiti nel mirino delle autorità, hanno dovuto affrontare processi con accuse di terrorismo: le loro canzoni sono state ritenute, da alcuni, istigatrici alla violenza e all’insurrezione. Si è anche tentato di bloccarne l’attività. Nel settembre del 2025, però, le accuse sono state archiviate, segnando un punto di svolta confermato recentemente. Il trio rap irlandese, formato da Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí, torna con il secondo album, “Fenian”, in uscita il primo maggio. Un disco incendiario, prodotto da Dan Carey, che incanala tensioni politiche, identità e provocazione.

Tori Amos - "In times of dragons"

"In Times of Dragons" è il diciottesimo disco di Tori Amos e arriva a circa cinque anni di distanza da "Ocean to Ocean". L’album è un concept work molto ambizioso e fortemente politico. Tori Amos lo ha descritto come una sorta di favola allegorica che racconta una lotta tra democrazia e tirannia, ambientata in un mondo simbolico popolato da figure che rappresentano poteri autoritari, oligarchie tecnologiche e resistenza civile. In questo universo narrativo compaiono anche personaggi ricorrenti come “The Daughter”, che contribuisce a dare al disco una dimensione quasi teatrale e narrativa. Dal punto di vista musicale, il lavoro resta centrato sul pianoforte, elemento distintivo di Amos, ma con arrangiamenti più complessi, atmosferici e spesso cupi, con un’impronta quasi cinematografica. Il disco dura oltre 70 minuti ed è costruito come una sequenza di capitoli che seguono l’evoluzione della storia.

Nerissima Serpe – “Nerissima”

Il rapper Nerissima Serpe ha annunciato con un trailer il suo nuovo album “Nerissima”: protagonista del video tanto discusso è l’icona culturale e della moda mondiale Michèle Lamy, che recita un monologo incentrato sul nero e sul significato di tutte le sfumature del colore. Il suo rap, che lui stesso definisce “extra-urbano”, mescola influenze che vanno da Vasco Rossi e Marracash fino a Meek Mill, Lil Baby, Dave e Burna Boy. La scrittura è il centro di tutto. Dopo i primi progetti indipendenti e l’album “Identità” del 2023, nel 2025 ha conquistato la vetta della classifica Fimi con “Mafia Slime 2”, con Papa V e Fritu, consolidando la sua figura nella scena urban.

The Black Keys - "Peaches!"

Quattordicesimo disco in studio per il duo formato da Dan Auerbach e Patrick Carney, "Peaches!" arriva a meno di un anno dal precedente "No Rain, No Flowers", confermando una fase creativa estremamente prolifica. Una delle caratteristiche più rilevanti del progetto è la sua natura: Peaches! è infatti un album di cover, pensato come ritorno alle radici musicali della band, con un suono descritto come tra i più “naturali” e istintivi dai tempi degli esordi nei primi anni 2000. Il disco contiene 10 brani ed è stato anticipato dal singolo “You Got to Lose”, reinterpretazione di un classico blues-rock. Dal punto di vista emotivo, l’album nasce in un momento personale difficile per Auerbach: la malattia del padre (un cancro all’esofago) ha influenzato profondamente il processo creativo, trasformando le sessioni in studio in una sorta di sfogo spontaneo più che in un progetto pianificato. Questo si riflette anche nel suono: "Peaches!" punta su un’estetica grezza, diretta e “primal”, con registrazioni volutamente poco rifinite e un approccio quasi live, lontano da produzioni troppo levigate.


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