Il governatore del Tennessee Bill Lee ha firmato, è ufficiale: oggi è il Dolly Parton Day. "Il suo talento e la sua generosità hanno avuto un impatto duraturo sul mondo", afferma Lee, aggiungendo che era "giusto che onorassimo il suo 80° compleanno celebrando la sua straordinaria eredità". Una forza della natura, una voce iconica e una mente brillante che merita di essere omaggiata come si deve.
Il sogno americano (ma meno arrogante)
Il tributo del "suo" Tennessee è cosa sicuramente gradita per Dolly Parton. L'orgoglio per le sue radici è tutto in "My Tennessee Mountain Home" del 1973, un'ode lunga un album alla sua infanzia rustica. La traccia che dà il titolo all'album vede Parton rievocare gioie semplici come sedersi in veranda ad ascoltare il canto dei grilli - e in seguito divenne la colonna sonora del suo parco divertimenti a tema "Dollywood".
La storia di Dolly è la quintessenza del sogno americano, ma senza la patina di arroganza che spesso lo accompagna. Nata in una capanna di legno con una sola stanza nel Tennessee, dodicesima di dodici figli, Dolly ha saputo trasformare la povertà in poesia. Canzoni come "Coat of Many Colors" sono testimonianze di vita splendide, intrise di dignità e cantate con quella voce che ha stregato tutto il pianeta, con il suo un vibrato cristallino. Quel brano in particolare racconta di un cappotto patchwork fatto da sua madre con dei ritagli (inizialmente messi da parte per fare una coperta per il fratellino di Dolly che morì in fasce) e delle prese in giro subite a scuola per via di quell'abito.
Dollywood, un impero
Spesso sottovalutata agli inizi per il suo aspetto appariscente — le parrucche voluminose, i vertiginosi tacchi a spillo e gli abiti tempestati di strass — Parton ha sempre usato l'ironia come scudo dai pregiudizi. "Costa un sacco di soldi sembrare così economica!" o ancora "Non sono offesa da tutte le battute sulle bionde stupide perché so di non essere stupida - e so anche di non essere bionda" sono battute che rendono l'idea dello spirito mordace e beffardo della cantante.
Sottovalutarla è un peccato imperdonabile. Come si può sottovalutare un'artista che scrive "Jolene" e "I Will Always Love You" nella stessa notte? Un miracolo creativo che da solo basterebbe a garantirle un posto nell'Olimpo dei successi eterni. L'impero che ha costruito con le sue mani, Dollywood, non nasce solo per profitto, ma anche per dare lavoro e speranza alla sua terra d'origine (e non solo).
La filantropia
L'eredità di Dolly Parton non è solo musicale, ma anche benefica. Attraverso la sua "Imagination Library" ha donato oltre 200 milioni di libri a bambini in tutto il mondo, promuovendo l'alfabetizzazione con una dedizione silenziosa ma costante. Durante la pandemia, una sua generosa donazione aiutò a finanziare la ricerca per il vaccino Moderna.
Qualche giorno fa, il 16 gennaio, Parton ha pubblicato una nuova versione di "Light Of A Clear Blue Morning" del 1977, con Queen Latifah, Reba McEntire, Lainey Wilson e la sua figlioccia Miley Cyrus, per celebrare - oltre che il compleanno - anche il 50° anniversario della canzone. I proventi della canzone e del video musicale che la accompagna andranno al programma di ricerca sul cancro di un ospedale pediatrico di Nashville.
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