Il re è tornato. O forse, più semplicemente, non se n’è mai andato. Nel primo weekend di uscita del film “Michael”, dedicato alla vita e alla carriera di Michael Jackson, il pubblico ha risposto con un entusiasmo che va ben oltre il botteghino. Secondo un’analisi di Luminate, società specializzata in dati e analisi del settore musicale, gli ascolti in streaming del catalogo dell’artista negli Stati Uniti sono aumentati del 95% rispetto al weekend precedente. Un balzo impressionante che racconta molto più di una semplice coincidenza. Il successo del film è stato immediato: 97 milioni di dollari incassati tra Stati Uniti e Canada nel weekend di apertura, quasi il doppio rispetto alle previsioni della casa di produzione, che si fermavano intorno ai 50 milioni. Ma il vero dato culturale è ciò che è accaduto subito dopo l’uscita dalle sale: milioni di persone sono tornate ad ascoltare, o forse a scoprire per la prima volta, le canzoni che hanno definito un’epoca. Tra venerdì 24 e sabato 25 aprile, i brani di Michael Jackson hanno totalizzato 31,7 milioni di streaming negli Stati Uniti. Una settimana prima, nello stesso intervallo, erano stati 16,3 milioni. In appena sette giorni, l’effetto nostalgia (e curiosità) ha praticamente raddoppiato il consumo musicale.
Una playlist per (ri)entrare nel mito
Questo tipo di fenomeno non è nuovo: ogni grande biopic musicale riaccende l’interesse per il repertorio dell’artista raccontato. Ma nel caso di Michael Jackson, il discorso è diverso. Qui non si tratta solo di riscoperta, ma di riconnessione con un catalogo che ha plasmato la musica pop, il videoclip e la cultura globale. Per accompagnare questo momento, una playlist ideale potrebbe seguire un percorso che non sia solo cronologico, ma emotivo e narrativo — quasi come un’estensione sonora del film: è quello che fa la colonna sonora del film, acquistabile sul sito di Sony Music a questo link, che potete ascoltare qui sotto cliccando su "play".
Si parte inevitabilmente dai Jackson 5. Poi da lì si entra nell’era "Thriller", con “Billie Jean” e “Beat It”, due facce della stessa rivoluzione — minimalismo funky e crossover rock. Poi arriva “Thriller”, non solo una canzone ma un evento culturale permanente. Riascoltarla oggi, magari dopo aver visto il film, significa coglierne ancora meglio l’ambizione e la visione. La playlist culmina con la consacrazione di "Bad".
Oltre il film
Il boom negli streaming dimostra che il pubblico non si limita a consumare una storia: vuole approfondirla, viverla, sentirla. Il film “Michael” funziona come una porta d’ingresso — o di ritorno — verso un universo musicale vastissimo. E forse è proprio questo il segno più evidente dell’eredità di Michael Jackson: la sua musica non resta confinata nel passato, ma continua a riattivarsi ogni volta che qualcuno preme “play”. Oggi, quel gesto è diventato collettivo. E il risultato è un fenomeno che non è solo numerico, ma profondamente culturale. E cresce l'attesa per il già annunciato sequel del film.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Glen Wilson
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link