News

Lucio Battisti, "Don Giovanni": copertina, cover, inediti

24.03.2026 Scritto da Andrea Podestà

La copertina: Dopo essersi sottratto ai media italiani, Battisti decide con Don Giovanni anche di “sparire” da un punto di vista iconografico. Se ancora nell’interno della copertina di E già appariva (seppur di spalle), da ora in avanti di lui il pubblico non doveva conservare neppure più un’immagine. Fosse anche solo di spalle. In Don Giovanni, e nei successivi dischi “bianchi” le copertine sono disegnate dallo stesso Battisti. Su un foglio color ocra (nei successivi, come sappiamo, invece predominerà il bianco), un acquerello scuro disegna una piccola “a” in corsivo. Dalla gamba della lettera giace sospesa una sciarpa o un foulard. Il tutto, o il poco, viene inserito all’interno di una cornice. Quella “a” rappresenta a suo modo l’attaccapanni di cui si parla nella title track. Battisti alla fine degli anni Sessanta e in corrispondenza con i suoi primi grandi successi era solito usare una sorta di foularino al collo. Un piccolo vezzo, forse l’unico, concesso ai suoi fans e ai giornalisti. Alla fine degli anni Settanta poi, nelle apparizioni televisive all’estero, indossava spesso una sciarpa. Adesso è tempo di riporre definitivamente questi accessori sull’attaccapanni. Il nuovo abito - che ha certo un chiaro riferimento al suo passato - adesso però è appeso a una lettera: la “a”, l’alfa di un nuovo inizio. Ma la “a” è, appunto, una lettera, la prima dell’alfabeto. Insomma, quell’indumento può essere tanto un riferimento al vecchio Battisti (il foularino, la sciarpa) quanto al nuovo Battisti (che sta per indossare un abito adagiato a lettere del tutto diverse dalle precedenti).

Le edizioni: Don Giovanni uscì solo in vinile e musicassetta. Occorrerà aspettare il 1994 perché sia pubblicato anche su CD, non senza qualche problema. La prima tiratura (di tremila copie) conteneva, infatti, i testi di Panella. Battisti lo fece ritirare dal mercato.

Gli outtakes: Ben più di 8 erano le canzoni scritte per Don Giovanni (si vocifera fossero 13). Nel 1995 Leo Turrini e Tullio Lauro ricevettero una musicassetta anonima contenente ben 32 tracce inedite di Battisti. Tra queste anche due brani che, probabilmente, avrebbero dovuto rientrare in Don Giovanni: Il gabbianone e Il bell’addio. Se la seconda è fondamentalmente un provino - verosimilmente registrato in casa da Battisti - con solo batteria e tastiere, la prima si presenta, invece, come un brano registrato in studio. Secondo Michele Neri, Il gabbianone era stato registrato prima di Don Giovanni e rappresentava una sorta di prova generale per vedere se la collaborazione con Panella potesse funzionare.

Le cover: Le canzoni di Don Giovanni, come in generale quelle del periodo “bianco”, non hanno neanche lontanamente conosciuto il numero di cover del periodo Mogol. Non sono mancati, però, omaggi e rifacimenti. Don Giovanni e Le cose che pensano appaiono già nel 1990 in Ci ritorni in mente, album in cui Battisti viene omaggiato da cantanti e musicisti della scena pop e jazz. La prima venne interpretata da Roberto Gatto, la seconda da Sergio Cossu e Paolo Fresu (entrambe in versione acustica). Il progetto più ambizioso e quasi pionieristico è, però, quello portato avanti, nel 2003, dall’ensemble EquiVoci (Alessia Alissandri, Giorgia Alissandri e Roberto Martinazzo alle voci,  il quartetto d’archi La Bengio Orchestra, e gli arrangiamenti del Maestro Alterisio Paoletti) con la pubblicazione dell’album Sinceramente non tuo. Un  disco in cui le canzoni del periodo panelliano venivano “spolpate” degli arrangiamenti elettronici e proposte in chiave acustica. Da Don Giovanni furono estrapolate la title track, Fatti un pianto, Le cose che pensano e Madre Pennuta. Le prime tre saranno riprese anche dal duo Gabriele Graziani e Marco Sabiu nell’album L’artista non ero più io (2023), altro lavoro - in cui convivono l'elettronica e inserti orchestrali - interamente dedicato al periodo bianco battistiano. E sempre Don Giovanni (interpretata da Larsen e Little Annie), Fatti un pianto (Alexander Robotnick) e Le cose che pensano (Rachele Bastreghi) appariranno anche nello sperimentale tributo collettivo LB/R La bellezza riunita del 2018. Altro album interamente dedicato al periodo pannelliano è, poi, Bianchissimo di Manuel Santini del 2025. In questo caso le canzoni sono state rielaborate in chiave jazz. Da Don Giovanni sono tratte la title track ed Equivoci amici. Il jazz predomina anche nei dischi tributi di Tiziana Ghiglioni, Battisti! (del 1998) e A Lucio Battisti (del 2001). Nel primo troviamo Don Giovanni, nel secondo Le cose che pensano. E sempre jazzato è anche l’album di Peppe Servillo e Javier Girotto Pensieri e parole. Canzoni di Lucio Battisti del 2025; vi appare una splendida rilettura di un brano un poco più “defilato” tra quelli del disco di Battisti, Che vita ha fatto. Tra le cover, infine, apparse in dischi non interamente “battistiani” vanno segnalate le versioni di Don Giovanni di Bobby Soul (nel disco L'insostenibile leggerezza del funk del 2015), di Michele Zarrillo (in Vivere e rinascere passioni del 2017) e di Sandri del 2021. Le cose che pensano è stata reinterpretata da Ron nel disco Cuori di vetro del 2017, dalla band pugliese Vegetable G (in La filastrocca dei nove pianeti del 2011), da Simone Blasioli e Furio Di Castri, con una versione ancora una volta jazz e strumentale (in Giambiarria del 2022). Infine, le due canzoni meno coverizzate: Madre pennuta, incisa da Marco Masoni (ne Il vero è nella memoria e nella fantasia del 2021) e Il doppio del gioco pubblicata da Carboidrati nel 2025.


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi