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L'istinto di Jack Savoretti per le canzoni

14.04.2026

Con "Miss Italia" Jack Savoretti esorcizzò la perdita del padre pubblicando un album in lingua italiana per omaggiare le radici paterne. Ora, due anni dopo, il 42enne cantautore londinese con il nuovo disco “We will always be the way we were” torna alla canzone in lingua inglese e torna, in qualche modo, alle sue radici musicali, sempre con l'ausilio della produzione di Tommaso Colliva. “We will always be the way we were” è l'album che può essere definito della mezza età, situazione che spesso viene associata alla parola 'crisi', ma non è assolutamente questo il caso. Il disco è il nono di una discografia ventennale che vanta un paio di prime posizioni nelle classifiche di vendita in Gran Bretagna. Savoretti lo giudica una pietra miliare del suo percorso artistico: "Questo è un album che chiude un cerchio. È un ritorno alle mie radici, al quartiere dove ho iniziato a fare musica, con gli stessi amici e musicisti che ho conosciuto a Ladbroke Grove e Portobello Road. È l'album che ho sempre desiderato realizzare fin dagli inizi, ma per il quale non avevo ancora il coraggio o l'esperienza necessari. Ora ce l'ho".

Saremo sempre come eravamo

La band affettuosamente citata nella frase più sopra da Jack - che lo affianca e lo fa sentire a casa - è composta da Jesper Lind (batteria), Sam Davies (basso), Sam Lewis (chitarra), Nikolai Torp (tastiere, organo) e Shannon Harris (pianoforte, Wurlitzer). Il disco si giova di un paio di duetti ben riusciti con voci femminili: quella della 33enne cantautrice folk rock Steph Fraser nella delicata "Only gonna cry for you" e con la più affermata musicista scozzese KT Tunstall nella intensa e tormentata "Tempting fate". La title track è una convincente ballad radiofonica quanto basta, Jack si dimostra sempre totalmente a suo agio quando si tratta di raccontare le questioni che riguardano il cuore, ancora di più in questa canzone dedicata alla moglie ("Saremo sempre come eravamo"). Echi morriconiani introducono il vigoroso singolo “Do it for love”, scritto insieme a Miles Kane dei The Last Shadow Puppets. E quanto a singoli, anche “I Hear You Calling" si dimostra più che mai efficace. Della canzone ne è stata realizzata anche una versione italiana “I Hear You Calling (Echi Di Sirene)”, non presente nell'album, in cui a Savoretti si unisce la cantautrice Mille (“Mille ha l’eleganza di Patty Pravo e lo spirito di Lou Reed"). "Can hurt sometimes" è sorretta dagli archi e può ricordare Cat Stevens. Sono presenti anche momenti più malinconici (ma non tristi) come "Tick Tock", dove si riflette sullo scorrere del tempo.

Il senso di Jack per le canzoni

In definitiva “We will always be the way we were” non fa che confermare come Jack Savoretti sia un artista di primo livello quando si tratta di fondere la melodia con la forza e l'intensità delle parole. Le canzoni del musicista anglo-italiano non risultano mai ostiche, possiedono una armonia e una gradevolezza che le avvicinano naturalmente all'orecchio dell'ascoltatore. Giunto nel mezzo del cammin della sua vita Jack ha ripensato alle esperienze sin qui vissute e si è raccontato in prima persona con buona dose di sincerità e passione ("E' un album su di me, che parla di me"), e il risultato di questa ricerca interiore ha un respiro universale.


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