A cinque anni dall’ultimo album, Arisa torna con un nuovo progetto: il 17 aprile esce “Foto mosse”, che arriva dopo il passaggio a Sanremo con “Magica Favola”. È il capitolo di una ripartenza dopo un periodo lungo, in cui la sua presenza discografica era rimasta in secondo piano, o quanto meno focalizzata su singoli più che su progetti complessi.
“È un disco che nasce di venerdì 17”, scherza Arisa alla presentazione alla stampa, mostrando una sorta di piano astrale dell’album. “È un Ariete, quindi già partiamo male… È un po’ impulsivo, diretto, non filtra niente, dice le cose come gli vengono anche quando forse sarebbe meglio contare fino a dieci, ma non lo farà mai”.Questo disco, spiega Arisa, è centrato su fragilità e femminilità, tra racconto e dimensione autobiografica: “Foto mosse è un po’ come me. C’è una componente molto di pancia, vive di un contrasto fortissimo: da una parte vuole sicurezza, casa, protezione, radici emotive profonde; dall’altra invece ha una spinta a rompere tutto, a cambiare pelle, a non restare mai ferma. È un disco che litiga continuamente con sé stesso, come potete capire”. “Foto mosse” lavora su relazioni instabili, identità che cambiano e si ridefiniscono: “È come se avesse una sua personalità autonoma, un po’ drammatica, molto sincera e ogni tanto caotica, ma molto viva”, aggiunge.
Prodotto con i Mamakass (Fabio Dalè e Carlo Frigerio), “Foto mosse” è un album che segna anche diversi ritorni: la collaborazione con Warner, sua etichetta storica che distribuisce il disco. Ma anche la collaborazione con Giuseppe Anastasi, autore fondamentale nella prima parte della carriera, dalle canzoni con cui ha vinto Sanremo (“Sincerità” e “Controvento”). Qui la collaborazione va oltre “Magica Favola”, il brano dell’ultimo festival, e si estende ad altri pezzi del disco (“Atomi”, “Benedetti amanti” e “Vento tra le braccia”). Ma la novità è che l’album è anche una nuova partenza: oltre alle collaborazioni, Arisa firma o co-firma tutti i brani del disco. “Io non mi voglio pregiare solo di avere una bella voce e una bella interpretazione. Voglio anche raccontare la mia vita, cercando di indicare una strada. Esattamente quello che la musica ha fatto per me nei momenti di indecisione e di buio”.
Attorno a lei restano comunque alcune collaborazioni importanti: oltre ad Anastasi – presenza storica, qui coinvolto anche oltre il brano sanremese – Dimartino, Galeffi, Dente e Andrea Bonomo.Le “Foto mosse”, spiega “non le ho mai buttate. E sono anche identificative del momento che passa: a me piacciono perché rappresentano proprio il fatto che nella vita collezioniamo una serie di momenti, belli e brutti. n questo periodo storico stiamo, tra virgolette, normalizzando troppo il dolore: la gente pensa che stare male sia normale, sia la regola. Invece secondo me è giusto dire che il dolore esiste, ma è anche giusto dire che se ne può uscire. E si deve faticare affinché il dolore sia solo un momento della vita”.
Al disco seguirà un tour, con due date a Roma e Milano il 20 e il 22 maggio, per poi proseguire in estate dal 13 giugno in estate e poi in autunno, dal 14 novembre a Parma, nei teatri. “Per fare le cose ti devi rimboccare le maniche: io non he ho più, me le sono rimboccate tutte”, conclude.
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