Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
È arrivata la serata più imprevedibile di tutto il Festival. Quella in cui Sanremo smette di essere solo Sanremo e diventa qualcos’altro: un jukebox gigante, una festa collettiva, un campo da gioco dove gli artisti possono cambiare pelle. La serata delle cover è da anni il momento più atteso proprio perché può succedere di tutto: duetti improbabili, omaggi commoventi, esperimenti riusciti e altri decisamente meno. Mentre all’Ariston ci si prepara alla serata più esplosiva della settimana, vale la pena ricordare alcune delle cover più rock’n’roll che hanno fatto la storia recente dell’Ariston. Quelle che non sono state semplici reinterpretazioni, ma veri momenti da concerto.
Marlene Kuntz e Patti Smith – “Impressioni di settembre” (2011)
Nel 2011 i Marlene Kuntz portano sul palco “Impressioni di settembre” della PFM, un classico assoluto del rock progressivo italiano. Ma il colpo di scena è la presenza di Patti Smith, che non è solo una leggenda: è una figura mitologica della musica mondiale. La voce ruvida e poetica della Sacerdotessa del Rock si incastra con l’intensità dei Marlene trasformando un brano già enorme in qualcosa di ancora più evocativo.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Måneskin e Manuel Agnelli – “Amandoti” (2021)
Il duetto tra Måneskin e Manuel Agnelli su “Amandoti” dei CCCP al Festival di Sanremo 2021, vinto proprio dalla rock band romana, è diventato subito uno dei momenti più iconici degli ultimi anni. Da una parte la band che stava per conquistare il mondo, dall’altra uno dei simboli dell’alternative italiano, mentore di Damiano David e soci ai tempi di X Factor. Il risultato? Un’esibizione magnetica, tesa, quasi sensuale. Un duetto elegante e sporco allo stesso tempo, sulle note del brano originariamente composto da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni per Annarella Giudici prima di essere inciso dai CCCP nel 1990 per “Epica Etica Etnica Pathos” ed essere coverizzato nel 2004 da Gianna Nannini e trasformato in una hit.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Elodie e BigMama – “American Woman” (2022)
Nel 2022 Elodie e Big Mama, la rapper icona della “body positivity”, così si chiama il movimento nato per mettere in evidenza corpi «non convenzionali», portano sul palco “American Woman” dei Guess Who (reinterpretata anche da Lenny Kravitz), trasformandola in una performance di potenza e presenza scenica. È rock nel senso più puro: non solo chitarre e ritmo, ma energia, sfrontatezza, carisma. La canzone diventa un inno, una sfida, un modo per occupare lo spazio sul palco con sicurezza e fuoco.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Annalisa e La Rappresentante di Lista – “Sweet Dreams (Are made of this)” (2024)
Nel 2024 arriva una delle sorprese più riuscite della serata cover: Annalisa insieme a La Rappresentante di Lista su “Sweet Dreams (Are made of this)” degli Eurythmics. Un brano già iconico, già pop e già oscuro, che in mano alla diva ligure e alla band diventa una bomba dance-rock: teatrale, magnetica, perfettamente contemporanea. L’energia che si crea sul palco dell’Ariston è quella giusta: sensuale, aggressiva, giocosa.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Santi Francesi e Skin – “Hallelujah” (2024)
Ci sono brani che rischiano sempre di diventare retorici. “Hallelujah” di Leonard Cohen, ma noto ai più nella versione di Jeff Buckley, è uno di quelli: bellissimo, ma spesso abusato. Al Festival di Sanremo 2024, però, i Santi Francesi insieme a Skin degli Skunk Anansie riescono a fare qualcosa di raro: renderlo potente senza renderlo finto, peraltro portandolo nel tempio della canzone italiana. L’interpretazione di Skin è intensa, graffiante. Alessandro De Santis dei Santi Francesi le fa da contrappunto con delicatezza, creando un equilibrio tra fragilità e forza Il risultato è una cover che sembra una preghiera urlata.
La musica è nel DNA di Jack Daniel’s fin dalle sue origini: il suo inventore, Mr. Jack, grande appassionato e musicista, fondò nel 1892 la Silver Cornet Band, segnando l’inizio di un rapporto indissolubile con il mondo della musica. Nel corso dei decenni, Jack Daniel’s è diventato una vera e propria icona intergenerazionale: dai chitarristi alle prime armi che imparano i primi accordi, fino alle leggende che hanno scritto la storia del rock. È stato il whiskey d'elezione di Frank Sinatra e di icone come Mick Jagger, Janis Joplin, Jimmy Page e Robert Plant. Oggi continua a incarnare, nell’immaginario collettivo, l’essenza stessa del whiskey, simbolo di intere generazioni.
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