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La canzone che i Linkin Park non suoneranno più senza Chester

21.07.2025 Scritto da Redazione Rockol

Insieme a Emily Armstrong, la cantante arruolata lo scorso anno per rimettere in moto il gruppo dopo sette anni e riportarlo sui palchi e sulle scene discografiche, i Linkin Park hanno provato a ricominciare da zero, per citare il titolo dell'album uscito in autunno, "From zero". Ma Mike Shinoda e soci sanno benissimo che il passato non si può cancellare, e loro non vogliono assolutamente farlo. In un'intervista concessa al Guardian nel bel mezzo del tour europeo legato a "From zero", passato anche in Italia a fine giugno per un'unica data che all'Ippodromo La Maura di Milano ha radunato circa 80 mila fan, Shinoda ha fatto sapere che c'è una canzone che i riuniti Linkin Park non suoneranno più. Si tratta di una canzone che si lega in un modo o nell'altro a Chester Bennington, l'ex cantante del gruppo, morto suicida nel 2017.

Il brano in questione è quello che diede il titolo all'ultimo album inciso dai Linkin Park insieme allo stesso Bennington, "One more light". Il disco uscì il 19 maggio 2017, esattamente due mesi prima della scomparsa di Bennington, il cui corpo fu ritrovato senza vita nella sua residenza a Palos Verdes Estates, in California, il 20 luglio 2017. Ecco cosa ha detto Shinoda:

"One more light" fu estratto come singolo dall'omonimo album il 19 settembre, due mesi dopo la morte di Bennington, per acclamazione popolare: "È stata scritta con l’intenzione di inviare l’amore a coloro che hanno perso qualcuno", disse all'epoca Mike Shinoda. "Should’ve stayed / Were there signs I ignored / Can I help you not to hurt anymore?", cantava Bennington nei versi, emblematici, del testo della canzone, "Sarei dovuto restare / C’erano dei segni che ho ignorato / Posso aiutarti a non soffrire più?".

Del brano fu pubblicato anche un toccante videoclip, realizzato mettendo insieme dei filmati d'archivio con protagonista proprio Chester Bennington: a distanza di otto anni dalla sua uscita, la clip conta oggi 315 milioni di visualizzazioni.

(Articolo originale su Rockol.it)

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