Da tempo alle prese con una crisi prima di tutto personale e umana, e poi anche artistica, raccontata lo scorso luglio anche nell'album "Swag", un disperato grido d'aiuto (qui la recensione di Rockol), Justin Bieber torna a far parlare di sé. Lo fa pubblicando un lungo sfoco sui social con allusioni a quella che è stata la sua turbolenta carriera fino ad oggi: dal successo (prematuro) da bimbo prodigio con "Baby" al presente, passando per l'arresto del 2014 per guida in stato di ebbrezza, le controversie, i guai legali, le crisi psicologiche. Paragonandosi anche a Gesù e dicendo di voler liberare l'industria musicale dal male.
Che le preoccupazioni delle persone a lui più vicine, a partire dalla moglie Hailey Bieber (madre del piccolo Jack Blues Bieber, che ha compiuto un anno lo scorso agosto), avessero un fondamento lo si era capito ascoltando lo scorso luglio "Swag". Nelle canzoni Bieber ha raccontato le sue crisi e i suoi drammi tra gospel e lodi a Cristo, tratteggiando l'autoritratto di una popstar smarrita sia artisticamente che umanamente, incapace di riprendere il controllo di quella vita che lo stesso cantautore canadese in tempi non sospetti aveva definito come «un film che tutti stanno guardando», al cui epilogo assisteva con un senso di impotenza. Se "Swag II", uscito a settembre, sembrava aver riportato il sereno in casa Bieber, ora questo post getta nuove ombre sulla presunta rinascita dell'ex teen idol.
Citando frammenti di versetti della Bibbia, mischiati ai suoi pensieri, Bieber, che oggi ha 31 anni, ha sostenuto di essere una vittima dell'industria musicale, alludendo al lato oscuro di quel successo arrivato tutto insieme, forse troppo presto: «Non parlo da vittima ancora sanguinante, parlo da persona guarita. Non voglio vendetta. Voglio redenzione». Poi cita un passo del Vangelo di Giovanni: «Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi». E scrive: « Poiché sono guarito, posso perdonare. Non per fingere che l'ingiustizia non sia mai accaduta, ma per far sì che non continui a vivere attraverso di me».
L'obiettivo dichiarato di Bieber è evitare che altri vengano triturati dal music biz proprio come è successo a lui (e a molti altri come lui): «Non voglio bruciare l'industria musicale, ma voglio vederla rinnovata, più sicura, più onesta, più umana».
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Renell Medrano
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link