È stata rivelata la causa della morte di Jesto, il rapper romano scomparso prematuramente lo scorso giovedì a soli 40 anni. A renderla nota è stata il fratello, anche lui rapper, Taiyo “Hyst” Yamanouchi, lo stesso che venerdì aveva comunicato la scomparsa della voce di "Buongiorno Italia": "Vorrei evitare speculazioni, quindi vi comunico che la causa della morte è stata un colpo al cuore, totalmente inaspettato e imprevedibile sopratutto considerato lo stile che conduceva, attento all’alimentazione, in impeccabile forma fisica, immerso nella lettura e nella conoscenza, mai lanciato come oggi verso nuovi progetti meravigliosi", ha scritto in un post su Instagram.
Nome di culto della scena rap romana (prima) e nazionale (poi), Jesto era figlio - d'arte - di un altro grande artista di culto. Non del rap, ma del cantautorato italiano: Stefano Rosso. La sua "Una storia disonesta", datata 1976, è un piccolo gioiello della canzone d'autore romana degli anni d'oro. L'artista morì prematuramente, a soli 59 anni, nel 2008, quando il figlio Jesto aveva già intrapreso la sua carriera musicale: dischi come "Il mio primo e ultimo disco" del 2005, "Estremo" del 2008", "Il Jesto senso" del 2010 e mixtape come "Radio Jesto livero vol. 1" del 2006, "Cenni di squilibrio" del 2008 e "Segni di squilibrio" del 2009 circolarono tantissimo grazie al passaparola tra i seguaci del circuito rap capitolino degli Anni Duemila.
Tra i tanti personaggi del rap nazionale ad aver omaggiato Jesto dopo la diffusione della notizia della sua scomparsa anche Fedez: "14 anni fa partecipavo al mio primo 2thebeat in cui gareggiava anche Jesto, vederlo fare freestyle mi ha fatto capire cosa significasse avere carisma sul palco. Un punto di riferimento per il movimento in un’epoca in cui si rappava solo per la fotta e la passione. Riposa in pace leggenda del rap (quello vero)".
L’ultimo saluto, in forma privata, avverrà martedì 5 agosto, nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, alle ore 11.