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Jack White e The Hives ci fanno ancora credere nel rock

20.06.2026 Scritto da Elisabetta Castelli

Se il rock’n’roll nella sua forma più essenziale e viscerale esiste e significa ancora qualcosa, allora lo abbiamo visto nella prima giornata de La Prima Estate con The Hives e Jack White. La serata è iniziata con quella che si autodefinisce con ironica sfrontatezza come la miglior band dal vivo, e capiamo anche il perché.

The Hives

Gli appassionati della band dicono che lo spettacolo degli Hives è sempre uguale, riuscendo ad essere sempre unico. Anche questa volta il quintetto svedese ha messo insieme i loro classici come "Enough Is Enough” e "Walk Idiot Walk” con i pezzi degli ultimi due album “The Hives Forever Forever The Hives” e “The Death Of Randy Fitzsimmons”. Lo spettacolo è divertente e Pelle Almqvist è un perfetto maestro di cerimonie, che gioca a fare il freeze con la band e si diverte a parlare in italiano. Ovviamente non sono mancati i grandi classici come “Tick Tick Boom” e “Legalise Living” per un divertimento rock’n’roll di gran qualità.

Ma il meglio doveva ancora venire e sebbene la folla era adorante per gli Hives, i quasi diecimila del pubblico erano accorsi a Lido di Camaiore per vedere Jack White, per la prima volta da solista in Italia - cosa che anche lui ha ricordato nelle rarissime pause tra le canzoni.

Jack White

Negli ultimi anni, Jack White ha riscoperto il suo amore per il blues essenziale e il garage rock. Accompagnato da una band di supporto estremamente ridotta, composta dalle tastiere di Bobby Emmett, dal precisissimo basso di Dominic Davis e la batteria di Patrick Keeler, White ha spaziato per un'ora e mezza attraverso la sua discografia, dai White Stripes ai Raconteurs, fino ai suoi lavori da solista. È stato sorprendente come questo artista di Detroit, ormai stabilitosi a Nashville, sia riuscito a tenere il pubblico con il fiato sospeso durante la prima parte dello spettacolo, grazie solo a ritmi grintosi e al suo favoloso modo di suonare la chitarra fatto di riff e assoli potentissimi. Nel suo modo di suonare c'è tanto hard rock anni Settanta quanto l’antico delta blues: AC/DC fianco a fianco con Howlin' Wolf. Un attimo prima tirava fuori urla stridenti dalla sua chitarra, alla Tom Morello, per poi sfoderare con grande naturalezza riff grintosi dei Motörhead dalla sua Kay Hollowbody.

Il nuovo singolo "Dollar Bill" è un punk honky-tonk come nessuno osa suonare oggi, mentre in “Steady as She Goes” ha trascinato il pubblico in un fragoroso coro: ma quello che colpisce è il flusso di rock puro, classico e sanguigno proposto senza trucchi, sequenze o effetti speciali e, soprattutto, senza pausa.

In un set spartano e ridottissimo con solo le luci blu ad illuminarlo - che facevano da efficace contraltare al bianco e nero dei megaschermi - White ha dato vita a un live memorabile, generoso e impavido. Nella seconda parte ha attinto all'ambizioso album solista “Lazaretto” e al repertorio dei classici dei White Stripes come “Fall in love with girl” e “Icky Thump”, concludendo con l'immancabile climax "Seven Nation Army” cantato a squarciagola da tutto il pubblico.

Insomma, dopo questa prima serata de La Prima Estate possiamo ancora avere fiducia nel rock’n’roll.

The Hives, scaletta:

Enough Is Enough
Main Offender
Hooray Hooray Hooray
Paint a Picture
Bogus Operandi
Hate to Say I Told You So
Countdown to Shutdown
Come On!
Tick Tick Boom
Legalize Living
Walk Idiot Walk
The Hives Forever Forever The Hives

Jack White, scaletta:

That's How I'm Feeling
Black Math - White Stripes
The Hardest Button to Button - White Stripes
Old Scratch Blues
Love Interruption
Hotel Yorba - White Stripes
Broken Boy Soldier - Raconteurs
It's Rough on Rats (If You're Asking)
Derecho Demonico
Cannon - White Stripes
Dollar Bill
That Black Bat Licorice
Archbishop Harold Holmes
Fell in Love With a Girl - White Stripes
Steady, as She Goes - Raconteurs
Lazaretto
Icky Thump - White Stripes
Seven Nation Army - White Stripes


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