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Il ritorno dei Kings of Leon in Italia: la possibile scaletta

20.06.2026 Scritto da Elena Palmieri

A distanza di quasi dieci anni dal loro ultimo passaggio milanese nel 2017, questa sera, 20 giugno, i Kings Of Leon riportano la loro musica su un palcoscenico italiano. Il tour arriva in Italia dopo le date in Estonia, Polonia e Germania e trova la band statunitense, composta dai fratelli Caleb Followill, Nathan Followill e Jared Followill insieme al cugino Matthew Followill, in una fase che guarda al passato senza restarne prigioniera. L’appuntamento è a Fiera Milano Live, a Rho, per una data unica che riporta dal vivo nel nostro Paese una delle formazioni più riconoscibili degli ultimi vent’anni.

Dove eravamo rimasti

Quando i Kings of Leon erano passati l’ultima volta da Milano, nel 2017, erano ancora nel pieno della scia di “Walls”, il disco pubblicato l’anno prima che aveva portato la band al primo posto della Billboard 200 e aveva confermato la sua capacità di muoversi dentro un rock ampio, emotivo e ormai pienamente pensato per i grandi spazi. Quel capitolo arrivava dopo la stagione dei successi globali di “Only by the Night” e dopo una lunga trasformazione che aveva portato Caleb, Nathan, Jared e Matthew Followill dal garage rock sudista dei primi anni a una scrittura più levigata, melodica e radiofonica, capace di tenere insieme chitarre nervose, ritornelli immediati e una malinconia sempre più centrale nel modo di cantare di Caleb.

Da allora il percorso della band è stato meno frenetico ma non fermo. Nel 2021 è arrivato “When You See Yourself”, ottavo album in studio e secondo lavoro consecutivo prodotto da Markus Dravs, costruito su un suono più sospeso e controllato, dove la tensione rock lasciava spesso spazio a linee più atmosferiche e a una scrittura meno esplosiva, quasi interessata a osservare le canzoni dall’interno invece che a spingerle subito verso il ritornello. In quel periodo i Kings of Leon hanno anche cercato nuove forme di pubblicazione, diventando la prima band a vendere un album appena uscito anche sotto forma di NFT, un esperimento più discusso per il suo valore tecnologico che per il suo impatto musicale, ma comunque indicativo della volontà di muoversi fuori dalle abitudini dell’industria.

Il vero punto di ripartenza recente è però “Can We Please Have Fun”, pubblicato nel 2024 da LoveTap Records e Capitol Records e prodotto da Kid Harpoon. Il titolo sembrava quasi una dichiarazione programmatica e il disco ha effettivamente riportato in primo piano una band più sciolta, meno trattenuta e più vicina all’energia fisica degli inizi, anche se filtrata dall’esperienza accumulata in oltre vent’anni di carriera. Brani come “Mustang”, “Split Screen”, “Nothing To Do” e “Seen” hanno mostrato lati diversi di questa nuova fase, tra scatti più ruvidi, aperture melodiche e una scrittura che non rinuncia alla dimensione da grande concerto, ma cerca di non farsi schiacciare soltanto dai classici. Il ritorno dal vivo dopo l’infortunio al piede di Caleb Followill, che nel 2025 aveva costretto la band a cancellare alcune date europee, ha poi aggiunto un ulteriore elemento narrativo a questo nuovo passaggio italiano, che arriva come una ripresa piena del cammino interrotto.

La possibile scaletta

Le scalette dei concerti europei più recenti offrono un’indicazione abbastanza chiara di cosa potrebbe accadere questa sera a Rho. I Kings of Leon sembrano avere costruito il concerto come un equilibrio tra la memoria dei primi dischi, la fase più popolare della loro carriera e il materiale dell’ultimo album, senza trasformare il live in una celebrazione nostalgica. Nelle date di Tallinn, Łódź e Berlino sono tornati con regolarità brani come “The Bucket”, “Molly’s Chambers”, “Razz”, “My Party” e “Slow Night, So Long”, che riportano al periodo più istintivo e spigoloso della band, quando il loro rock aveva ancora un passo secco, nervoso, quasi impaziente.

Accanto a quel repertorio, il cuore più riconoscibile resta quello dei brani che hanno allargato il pubblico dei Kings of Leon oltre la cerchia dell’indie rock dei primi anni. “Use Somebody” è presente in tutte le scalette prese in esame e continua a essere uno dei momenti più attesi, con quella scrittura semplice e aperta che ha reso la band un nome da festival e da arena. “Sex on Fire”, suonata in chiusura nei tre concerti recenti, sembra destinata a restare anche questa sera il finale più probabile, perché è ancora il brano che più di ogni altro condensa la loro forza immediata e fisica. A completare questa parte del concerto dovrebbero esserci “Revelry”, “Manhattan”, “On Call”, “Pyro”, “Closer” e “Wait for Me”, canzoni diverse per atmosfera ma accomunate da quella malinconia elettrica che negli anni è diventata una delle firme più riconoscibili del gruppo.

Il materiale più recente entra invece in scaletta con una funzione precisa. “Mustang”, “Split Screen”, “To Space” e “Seen” sono apparse nelle date precedenti del tour, anche se con qualche variazione da sera a sera, e rappresentano il volto più attuale della band. “Mustang” porta con sé l’energia più diretta di “Can We Please Have Fun”, mentre “Split Screen” lavora su un passo più ipnotico e introspettivo, confermando quella doppia natura che oggi permette al gruppo di passare da un rock più secco a momenti più dilatati senza perdere coerenza. Anche “Waste a Moment” e “Find Me”, dal periodo di “Walls”, sembrano ormai elementi stabili del concerto e funzionano come ponte tra la stagione più recente e quella dei grandi inni.

Guardando alle tre scalette, è probabile che il concerto di Milano ruoti intorno a una ventina abbondante di brani, con un’apertura affidata a “Slow Night, So Long” oppure a “Supersoaker”, entrambe già usate in questa parte del tour, e con una parte centrale costruita per alternare i singoli più noti a recuperi meno ovvi. Il bis, almeno sulla carta, sembra il segmento più riconoscibile, con “Knocked Up”, “Closer”, “To Space” e soprattutto “Sex on Fire” come possibili snodi finali. Più che una scaletta di pura promozione, quella attesa a Rho dovrebbe quindi essere una fotografia abbastanza completa dei Kings of Leon di oggi, una band che non può evitare il peso delle proprie canzoni più famose, ma che prova ancora a rileggerle dentro un racconto più ampio, fatto di ritorni, ripartenze e nuove canzoni da misurare davanti al pubblico.

Ecco la scaletta dell’ultimo show tenuto dalla band a Berlino lo scorso 18 giugno, prima della data milanese:

Slow Night, So Long
Waste a Moment
Find Me
On Call
Supersoaker
The Bucket
Revelry
Manhattan
Use Somebody
Wait for Me
Split Screen
Closer
Molly's Chambers
Razz
My Party
Radioactive
Comeback Story
Back Down South
Seen
Pyro
Black Thumbnail

BIS

To Space
Knocked Up
Sex on Fire


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