News

Il ritorno dei Dimmu Borgir, nel segno di un equilibrio continuo

01.04.2026 Scritto da Elena Palmieri

Dopo un silenzio discografico durato quasi un decennio, i Dimmu Borgir tornano con “Grand Serpent Rising”, decimo album in studio in uscita il 22 maggio 2026. Il disco si presenta fin dall'annuncio, e dal primo singolo "Ulvgjeld & Blodsodel", come un punto di sintesi tra passato e presente della formazione black metal norvegese, mentre sullo sfondo prende forma anche il ritorno sui palchi europei insieme a Behemoth e Dark Funeral.

Dove eravamo arrivati?

Otto anni separano “Grand Serpent Rising” da “Eonian”, un intervallo che non è soltanto temporale ma anche strutturale, perché nel frattempo la band ha attraversato trasformazioni profonde, ridefinendo il proprio assetto interno e tornando, almeno in parte, a una dimensione più essenziale. L’uscita di scena del chitarrista Galder (Tom Rune Andersen) nel 2024, che ha lasciato la band  per dedicarsi al suo progetto musicale Old Man’s Child, ha segnato la fine di una lunga fase iniziata nei primi anni Duemila, riportando il nucleo creativo nelle mani di Shagrath (Stian Tomt Thoresen) e Silenoz (Sven Atle Kopperud), gli unici custodi rimasti di una visione che, pur mutando nel tempo, non ha mai smesso di oscillare tra teatralità orchestrale e rigore black metal.

Cosa aspettarsi da “Grand Serpent Rising”

I Dimmu Borgir hanno registrato l'album del ritorno agli Studio Fredman di Göteborg, con il produttore Fredrik Nordström, già dietro alcuni dei capitoli più rappresentativi della loro discografia, "Puritanical Euphoric Misanthropia" (2001), "Death Cult Armageddon" (2003) e "In Sorte Diaboli" (2007). Ora, "Grand Serpent Rising” si configura come un lavoro stratificato ma coerente, costruito attorno a una formazione che vede Shagrath e Silenoz come membri ufficiali affiancati da collaboratori ormai consolidati. La formazione a sei viene completa quindi da Daray (Dariusz Brzozowski), Gerlioz (Geir Bratland), Victor Brandt e Damage (Kjell Åge Karlsen).

In un'intervista concessa a "Metal Hammer" in esclusiva per presentare il disco, Silenoz ha descritto il nuovo album della band come un’opera che “copre gran parte del nostro catalogo”: “Ci sono cose più essenziali, ma gli elementi epici sono ancora presenti", ha spiegato il chitarrista: "Abbiamo anche aspetti più moderni e altri più legati al passato". Alla domanda su cosa renda questo disco "più old-school", Silenoz ha raccontato: “Il modo in cui sono stati costruiti i riff. Mi divertivo a suonare e, prima ancora di rendertene conto, pensavo: ‘Oh, wow, forse questo è qualcosa che possiamo usare più avanti!’ Poi lo registravo addirittura sul telefono. Rispetto agli standard tipici del black metal, quelle registrazioni erano quasi troppo buone! Ho dovuto aggiungere sporco e imperfezioni per farle suonare abbastanza cupe!”

Il chitarrista ha poi spiegato anche perché “Grand Serpent Rising” abbia richiesto otto anni per essere realizzato dopo “Eonian”, che a sua volta era uscito otto anni dopo “Abrahadabra” del 2010: “Il processo di scrittura procede per cicli, in sostanza. Alcuni giorni sei molto creativo e riesci a fare molto. Altri giorni, settimane o mesi, fai a malapena qualcosa", ha affermato: "È un equilibrio continuo”.

Il prossimo album dei Dimmu Borgir segna inoltre il loro primo lavoro in studio dai tempi di “Spiritual Black Dimensions” del 1999 a non includere Galder, portando quindi a una dimensione più raccolta in fase di scrittura. A tal proposito Silenoz ha affermato: “Abbiamo fatto quattro o cinque album prima che Galder entrasse nella band, quindi abbiamo semplicemente continuato con ciò che avevamo fatto all'inizio, per quanto riguarda il processo di scrittura. È stato quasi un ritorno alle origini: solo io e Shagrath, fondamentalmente. Direi che è andata piuttosto liscia”.

Il ritorno in Italia

Se il nuovo album segna un punto di ripartenza sul piano creativo, il 2026 riporta i Dimmu Borgir anche sui palchi italiani, dove mancavano dal 6 dicembre 2018, quando all’Alcatraz di Milano avevano fatto tappa in occasione del tour "The European Apocalypse" a supporto di “Eonian”. Il ritorno della band originaria di Oslo è fissato per il 13 ottobre 2026 nello stesso club milanese, all’interno dell’“In League With Satan Tour 2026” che li vedrà condividere il palco con Behemoth e Dark Funeral, in quella che si preannuncia come una delle tournée più compatte e simboliche per il black metal europeo contemporaneo, non soltanto per il peso storico delle tre band coinvolte ma anche per il modo in cui questo ritorno sembra chiudere un cerchio, riportando i Dimmu Borgir esattamente dove li avevamo lasciati.

 


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi