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Il disco di Fabri Fibra e Neffa è un attentato

09.10.2026 Scritto da Claudio Cabona

Prendete uno dei testi più noti di Friedrich Nietzsche e uno dei romanzi più famosi di Chuck Palahniuk, "Fight Club". Fondeteli e troverete le vibes di “Zarathustra style”, il joint album di Fabri Fibra e Neffa, che chiudono così un cerchio iniziato nel 2002, quando Neffa produsse per Fibra un album destinato a diventare un cult: "Turbe giovanili". Del celebre volume del filosofo tedesco “Così parlò Zarathustra”, i due rapper riprendono il fare profetico, non accademico, non altezzoso: c’è la volontà, dall’alto della montagna della storia del rap italiano, di lasciare il segno e di creare “barre sacre” destinate a scuotere. Il gregge in copertina è il pubblico del rap in ascolto, sfregiato dalla scritta “Zarathustra style”, che rappresenta il rap nella sua dimensione più libera e beffarda. “Zarathustra style” è un disco che non segue le regole a cui siamo stati abituati in questi ultimi anni, è un album di sperimentazione, formato da 23 tracce, un blocco denso che se ne frega di durate, singoli di lancio e ammiccamenti. È un disco pieno di amore per la musica, ma anche di scontro.

Ed è qui che si percepiscono gli echi di "Fight Club" dove il combattimento con se stessi e con gli altri diventa provocatoriamente occasione di conoscenza della propria forza e dei propri limiti. È un disco, in primis, di scontro con la vita. Ci sono tantissimi riferimenti al resistere alle difficoltà dell’esistenza, con richiami al mondo pugilistico e non solo. Nella title track Fibra lo dice chiaramente, “la vita è un pugno in faccia”, mentre Neffa in “Jay-Z” si tira su le maniche e ribatte: “Vuoi fare a pugni? Noi siamo pronti”. Per citare di nuovo Nietzsche, “Zarathustra style” è il racconto di un essere umano, in bilico su una corda, sospeso sopra l'abisso. Ma l’attrito (Dio benedica il ritorno dell’attrito in un disco rap) non è solo nei confronti della vita. Il disco è intriso di un incontro-scontro, a denti stretti, con il mercato, con l'industria, con il rap di oggi, con la museruola.

E, ovviamente, non manca lo scontro più affascinante di tutti: quello tra loro due, tra Fibra e Neffa. Ci sono diverse canzoni in cui i due rapper si passano la fiamma delle rime e delle barre, cercando di dimostrare a se stessi e all’altro di essere il migliore. È un duello stilosissimo e pieno di incastri. “Zarathustra style” è un abbraccio tra due visioni, ma anche un cortocircuito tra due giganti. Ed è questa la sua bellezza. E per fortuna non ci sono feat a rovinare la rissa: sul ring bastano loro. È anche un album in cui il rap, finalmente, si rimette in gioco sui beat, che sono tutti prodotti da Neffa. Prova a esplorare, a scoprire nuovi orizzonti, a imboccare sentieri poco battuti con campionamenti e varie chicche. Non è un disco comodo per chi ascolta. È un fiume di parole. Sul fronte narrativo, si presenta adulto: Fibra e Neffa non nascondono difficoltà personali, parlano del riuscire a resistere alle sirene del mercato, della corsa a esistere e resistere in primis come uomini e poi come artisti. Emergono tante citazioni, ovviamente, al rap anni '90, ma ci sono anche suoni che strizzano l’occhio al rap di oggi, quello più contemporaneo: “Zarathustra style” è un rap sospeso tra vari periodi storici.

Alcuni tra i brani più significativi: "Promesse di agosto", uno storytelling sentimentale che converge, "Impero", che con la barra "dalla provincia all'impero non puoi arrivarci intero” fotografa al meglio la scalata. L’allarme che suona di notte in “Strada buia”, l’epicità di “Alfa Omega”, "Calmi", dove ci ritroviamo tutti a essere ologrammi cresciuti con i drammi in “un'Italia di fantasmi” e “di politici pagliacci”. "Vertigini" dove Neffa si confessa e rappa "non so più se sto esprimendo me stesso", "Paura" in cui Fibra è un Joker inquieto, "sorrido perché mi sono salvato, ma la bestia è sempre in agguato". I momenti "Fonoteca"- skit dividono in blocchi un album rap al 100%, che alla fine o lo ami o lo odi. Anzi, per citare i due: “rime per tutti o per nessuno”. Si tratta di un lavoro totalmente senza compromessi ed è per questo che brilla di luce propria, perché è un disco autentico, verace, davvero privo di calcoli: un attentato al pubblico e forse anche al mercato. Sì, un attentato: esattamente come nella scena del crollo delle torri, nel finale del film "Fight Club", Fibra e Neffa, mentre si osservano le rovine di un mondo al tracollo, ci tengono per mano in questo viaggio. 

TRACKLIST
Zarathustra Style
Trip
Jay-Z
Alienazione
All Night
Fonoteca #1
Stupefatti
Promesse di Agosto
Impero
Le Date
Fatti Avanti
Fonoteca #2
Calmi
Demoni
Paradiso
Vertigini
Strada Buia
Fonoteca #3
Carta Pazza
Money
Paura
Alfa Omega
Vampiri


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