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Björk: quando la voce diventa orchestra

08.10.2026 Scritto da Redazione Rockol

“Björk Orkestral with the Hamrahlíð Choir” raccoglie il concerto registrato alla Harpa Concert Hall di Reykjavik il 24 ottobre 2021. L’album sarà pubblicato il 27 novembre in formato digitale e fisico, nelle versioni LP, CD, Blu-Ray e DVD. Al centro c’è l’incontro tra Björk e l’Hamrahlíð Choir, una delle principali realtà corali islandesi, in una rilettura del repertorio dell’artista costruita attraverso voci, arrangiamenti corali, elettronica e orchestra.

«Sono molto felice e orgogliosa di questo concerto. Abbiamo messo tutti un’enorme quantità di amore, energia e tempo nella sua realizzazione. Negli anni ho imparato lentamente a comprendere l’accostamento tra le voci e l’elettronica. Per me è una questione filosofica: capire come natura e tecnologia possano coesistere in modo armonioso. Ho avuto l’opportunità di imparare a trovare il giusto equilibrio attraverso lunghe prove nello spazio che avevamo a disposizione durante il Covid. Spesso per me è più facile fare questo nelle registrazioni, ma in questo caso lo abbiamo fatto fisicamente dal vivo. Ho potuto anche lavorare su canzoni più vecchie, per le quali sentivo di non aver ancora acquisito abbastanza esperienza per eseguirle dal vivo. Sono grata a Bergur Þórisson, Þorgerður Ingólfsdóttir e all’Hamrahlíð Choir per la loro generosità e per questa esperienza. Grazie», racconta Björk.

Il concerto è stato registrato nell’ambito della serie di esibizioni “Orkestral” di Björk alla Harpa nel 2021, un progetto nato dall’idea di rileggere la sua musica attraverso un’orchestra, mettendo da parte lo spettacolo visivo tipico delle sue produzioni più imponenti. Il progetto riporta così al centro l’architettura dei brani: archi, fiati, coro, elettronica e voce interagiscono come parti dello stesso organismo. Protagonista dell’esibizione è l’Hamrahlíð Choir, diretto dalla sua fondatrice, Þorgerður Ingólfsdóttir. La collaborazione con Björk è diventata negli ultimi anni una presenza ricorrente nel suo lavoro: le voci del coro entrano nei brani modificandone la dimensione e il peso, tra passaggi intimi e aperture corali.

Il repertorio attinge anche all’universo vocale di “Medulla” (2004) ed esplora le possibilità della voce umana, della natura, della tecnologia e di nuove forme di collaborazione musicale. I brani vengono scomposti, riorchestrati e ricostruiti attraverso combinazioni di respiro, corpi, elettronica e spazio. C’è poi il contesto nel quale il concerto è stato registrato. Siamo nell’ottobre 2021, mentre la musica dal vivo e gli eventi collettivi stanno lentamente ripartendo dopo la pandemia. Riunire musicisti e cantanti su un palco, in quel momento, assumeva un significato particolare.

Ai quattro concerti di “Orkestral” alla Harpa hanno partecipato oltre cento musicisti islandesi, trasformando la serie anche in un ritratto della scena musicale del Paese. Il ricavato dei concerti originali è stato destinato a Kvennaathvarfio, un centro di accoglienza per donne a Reykjavik. La collaborazione tra Björk e l’Hamrahlíð Choir è poi proseguita. Þorgerður Ingólfsdóttir e il coro hanno affiancato l’artista per la prima volta in “Body Memory”, brano tratto da “Utopia” del 2017, diventando successivamente parte dell’universo dal vivo di “Cornucopia”. Più di recente, alcuni membri del coro hanno contribuito a “Sorrowful Soil”, l’installazione immersiva di Björk alla National Gallery d’Islanda. “Björk Orkestral with the Hamrahlíð Choir” riprende così brani appartenenti a periodi diversi della carriera dell’artista e li porta altrove, lontano dalle versioni originali in studio. È un modo per ascoltare nuovamente quelle composizioni concentrandosi sulla loro struttura, sulle voci e sul rapporto tra elementi organici ed elettronici.


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