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Ascoltare gli Slayer: "musica cupa, sgradevole e inquietante"

08.10.2026 Scritto da Paolo Panzeri

La storia degli Slayer ha inizio nel 1981, a Los Angeles. A darle il via furono i due chitarristi Kerry King e Jeff Hannemann, per mettere insieme un gruppo degno di tale nome mancava la sezione ritmica, ma ecco inclusi in formazione il bassista e cantante Tom Araya e il batterista Dave Lombardo. Nel 1983 i quattro pubblicano il loro primo album, "Show no mercy". I ragazzi suonano a una velocità supersonica, in quei giorni si conia il termine thrash metal. Nel 1985 i quattro pubblicano "Hell awaits" e il giornalista Geoff Barton, fondatore della rivista Kerrang! arriva a definirli la band più minacciosa e sovversiva del pianeta.

Nell'ottobre 1986 il gruppo realizzò il proprio capolavoro: l'album thrash metal definitivo, "Reign in blood". A produrre il disco fu Rick Rubin che li aveva messi sotto contratto per l'etichetta Def Jam – generalmente dedita all'hip hop - dopo aver assistito a un loro esibizione a New York, nel 1985. Parlando con la rivista Sounds Rubin raccontò cosa accadde: "Avevo già superato la mia fase dedicata alla musica veloce. Per tre anni avevo ascoltato solo hardcore punk. Ma un giorno, per me, il brivido della velocità svanì. Iniziai ad ascoltare i Black Sabbath rallentando al massimo la velocità di riproduzione dello stereo. La musica veloce non mi interessava più. Poi arrivarono gli Slayer a renderla di nuovo entusiasmante."

In quel concerto di New York, il gruppo di supporto degli Slayer erano i Megadeth, un'altra band di spicco del rock tirato e pesante, guidata dall'ex chitarrista dei Metallica Dave Mustaine. Rubin commentò così l'esibizione dei Megadeth: "Il pubblico sputava loro addosso. Li trovai terribili." Gli Slayer, invece, lo folgorarono. "Ciò che mi colpì fu vedere duemila ragazzi che li adoravano, mentre loro se ne fregavano. Non stavano recitando una parte."

Durante le registrazioni di "Reign in blood", presso gli studi Hit City West in California, la mossa vincente di Rick Rubin fu quella di eliminare gli effetti di riverbero sulla chitarra che erano stati utilizzati nei due album precedenti. Come ricordò il chitarrista Jeff Hanneman: "'Hell awaits' aveva una produzione che ricordava il 'muro del suono' di Phil Spector. Rubin disse: 'Non ne avete bisogno. Senza riverbero, il suono vi colpirà dritto in faccia'".

"Reign in blood" venne registrato in sole tre settimane e, come raccontò l'altro chitarrista Kerry King: "Mentre realizzavamo quel disco, l'aggressività della nostra musica continuava a crescere. I brani diventavano sempre più veloci." Talmente veloci che l'intero album finì per durare appena 29 minuti. Il brano più rapido è "Necrophobic", con un tempo rilevato dal batterista Dave Lombardo di 210 battiti al minuto. "Quando scrivevamo i pezzi, erano più lenti. Ma man mano che prendevano forma, diventavano sempre più veloci. Cavolo, eravamo una macchina perfetta! Incredibilmente veloci e precisi!".



L'unica preoccupazione di Rick Rubin era che gli Slayer non smussassero l'immaginario satanico predominante in "Show no mercy" e "Hell awaits". A un certo punto il produttore, che allora aveva 23 anni, pretese: "Più Satana!". Spiegando, a supporto della sua indicazione: "Si stavano allontanando dalle loro radici. Adoro quando le band esplorano nuove direzioni, ma mi piace anche assicurarmi che offrano una certa dose di ciò che i fan si aspettano".

"Reign in blood" rimane ancora oggi uno degli album più pesanti mai realizzati. Tom Araya al proposito ha dichiarato: "Volevamo che la nostra musica suonasse davvero cupa, sgradevole e inquietante." Jeff Hanneman l'ha espresso in modo molto diretto evocando un'immagine parecchio pulp: "Non siamo musicisti di formazione accademica, ma sapevamo cosa suonasse cupo. Basta salire o scendere di una nota finché non trovi quella giusta e il suono diventa imponente. Quando ho iniziato a suonare la chitarra, ho capito che certe note suscitavano in me determinate sensazioni. Ecco come la immaginavo nella mia testa: se il suono ti dà l'idea di essere in piedi sopra un cadavere appena pugnalato a morte, allora è perfetto".


Curiosamente, Hanneman, che ha scritto l'album con Kerry King, ha rivelato che la brutalità della musica degli Slayer nasceva da una condizione di serenità. Compose gran parte di "Reign in blood" mentre viveva con la sua ragazza a casa dei genitori di lei e, come ha spiegato: "Quando il padre della mia ragazza tornava a casa la sera, ci bevevamo tre o quattro Martini, giocavamo ai videogiochi e poi io componevo nella camera di lei. È strano... quando sono arrabbiato le cose non fluiscono così facilmente, ma quando sono felice... ecco che esce fuori il lato malvagio!".

Per celebrare i quarant’anni dall’uscita di “Reign in Blood” il prossimo 20 novembre verrà pubblicata un’edizione limitata in vinile contenente al suo interno un liquido rosso, venduta in esclusiva su Sound Of Vinyl.

L'attuale formazione degli Slayer è composta dai due membri originali Tom Araya e Kerry King, più Gary Holt alla chitarra e Paul Bostaph alla batteria. Jeff Hannemann è morto nel 2013 all'età di 49 anni, sempre nel 2013 Dave Lombardo lasciò il gruppo.


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