Si stanno svolgendo le World Series, le finali del campionato di baseball statunitense: è l’“America’s pastime”, il passatempo nazionale È uno dei maggiori sport, quello con la più grande storia, e ancora una volta c’è in gioco la musica: Springsteen e “Glory Days”, per la precisione.
Alle finali dell'anno scorso i Los Angeles Dodgers avevano battuto i Toronto Blue Jays, festeggiando citando Kendrick Lamar e la sua “Not Like Us” come sberleffo alla squadra canadese, sostenuta da Drake: un chiaro riferimento al dissing tra i due.I Brewers e Springsteen
Quest’anno se la giocano i Milwaukee Brewers e i Tampa Bay Rays: due squadre apparentemente minori, tanto che nessuna ha mai vinto il campionato. I Brewers, dopo avere eliminato i favoriti dei Dodgers, hanno festeggiato suonando “Glory Days” di Springsteen. Non è stata una scelta casuale: la canzone viene suonata allo stadio di Milwaukee dopo ogni vittoria dei Brewers. Pat Murphy, l’allenatore della squadra, è un grande fan di Springsteen: ha persino tatuato sul braccio “No Retreat, No Surrender”, una frase di “No Surrender”. La passione è nata dopo aver visto un concerto del “River Tour” nell'81 e lo accompagna da allora.
Dopo la vittoria sui Dodgers, Murphy ha citato “Last Man Standing”, la canzone contenuta in “Letter to You” del 2020, nel discorso alla squadra. Springsteen stava guardando la partita in televisione e ha chiesto al suo staff di procurargli il numero di Murphy. Qualche giorno dopo lo ha chiamato in video, parlando con lui per una decina di minuti. “Sono rimasto senza parole, ma era esattamente come me lo aspettavo. Era tutto così autentico, come se ci conoscessimo da sempre”, ha raccontato l’allenatore.
La storia di Glory Days
Anche la storia di “Glory Days” è legata al baseball. La canzone, pubblicata in “Born in the U.S.A.” nel 1984, racconta nel primo verso di un vecchio amico di Springsteen, una promessa del baseball I due si incontrano per caso in un bar e finiscono per parlare dei vecchi tempi, dei giorni di gloria. Quel giocatore esisteva davvero: si chiamava Joe DePugh, era originario di Freehold, nel New Jersey, come Springsteen: era stato un lanciatore di talento, tanto da sostenere un provino con i Los Angeles Dodgers. DePugh è scomparso nel 2025 e Springsteen lo ha ricordato con un messaggio, citando proprio il verso della canzone che lo aveva reso celebre. Il Boss, del resto, è un appassionato di baseball: la sua squadra del cuore sono i New York Yankees.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Michele Aldeghi / Concessione in uso a Rockol
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link