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Gino Paoli in Parlamento: l'impegno per la musica

24.03.2026 Scritto da Lucia Mora

La scomparsa di Gino Paoli riporta alla memoria una parentesi meno nota ma significativa della sua vita: quella trascorsa tra i banchi della Camera dei Deputati. Era il 1987 quando il cantautore genovese fu eletto in una stagione politica caratterizzata da una partecipazione popolare straordinaria, con un’affluenza alle urne che superò l'88%.

Quella decima legislatura si distinse per una presenza massiccia di figure provenienti dal mondo della cultura e dello spettacolo. Accanto a Paoli, eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano per poi confluire nel gruppo dell’Indipendente di Sinistra, sedevano nomi come il regista Giorgio Strehler, il campione Gianni Rivera e il conduttore Gerry Scotti. Non mancavano figure più provocatorie o iconiche, come Paolo Villaggio, Domenico Modugno e Ilona Staller.

Nonostante l’impegno, Paoli non ebbe mai timore di definire quell'esperienza un "passo falso". Con la sua consueta schiettezza, ammise di non sentirsi tagliato per i corridoi di Montecitorio: la politica, secondo lui, richiedeva una propensione alla mediazione e al compromesso che mal si conciliava con la sua indole diretta e senza filtri. Sebbene dichiarasse di non essere riuscito a incidere come sperava, riconobbe a quegli anni un grande valore formativo.

Pur essendo stato assegnato alla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, il cuore della sua attività legislativa rimase la tutela dell’arte. Nel 1988 depositò un progetto di legge mirato a rilanciare la musica leggera nazionale (definita nel testo "musica extracolta").

Paoli denunciava con forza come l’assenza di norme adeguate avesse indebolito la produzione italiana, schiacciata dal predominio dei modelli anglo-americani. Secondo il cantautore, questa "latitanza dello Stato" costringeva i talenti nostrani a scimmiottare stili stranieri pur di sopravvivere commercialmente, rinnegando le proprie radici culturali.

Per invertire la rotta, l’onorevole Paoli propose misure pragmatiche: agevolazioni fiscali per il settore; una protezione più rigorosa del diritto d’autore; la valorizzazione dell'opera musicale come patrimonio intellettuale da difendere dalla standardizzazione estera.


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