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Gilberto Gil, il tour che non pare un addio

09.04.2026 Scritto da Redazione Rockol

Dopo la data di Pasquetta a Roma, il tutto esaurito all’Alcatraz. I concerti di Gilberto Gil sono un racconto classico: oltre sessant’anni di carriera, il repertorio storico, una band che ha una dimensione familiare. Gli ingredienti alla base della tipica narrazione di un tour celebrativo, se non esplicitamente d’addio, ci sono tutti. Eppure.

Gilberto Gil ha sempre occupato una posizione particolare nella musica contemporanea. La sua cifra è stata la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo samba, bossa nova, tropicalismo e influenze internazionali in uno stile che tiene insieme radici e apertura. È probabilmente questa tensione a rendere il suo repertorio ancora oggi “attivo": non un archivio, ma un sistema vivo di linguaggi, ritmi e racconti che continuano a parlare.

Il tour “Tempo Rei”  in Brasile è già una storia da tutto esaurito in ogni tappa; arrivato in Italia, il suo live mostra una carriera lunga come la sequela di classici che l’hanno segnata: "Expresso 2222”, "Aquele Abraço", "Toda Menina Baiana", “Drão", "Andar com Fé", “Palco" e "Não Chore Mais". Però, qui e stasera, non sono semplicemente “classici”: sono ancora oggi un meccanismo di relazione con il pubblico, sono il cuore di un repertorio non trattato come nostalgia, ma come materiale operativo. Il pubblico canta, partecipa, si muove, energizza la voce non proprio robusta di Gil. Ma non c’è distanza tra palco e memoria: le canzoni funzionano qui e ora. Non vengono commemorate, vengono riattivate.

A condividere il palco con lui, una formazione composta dai figli e nipoti — Bem Gil, José Gil, João Gil e Flor Gil — ciascuno coinvolto vocalmente e strumentalmente. Anche questo elemento, apparentemente emotivo, forse ha una funzione più profonda: attribuisce al concerto una certa forma di continuità. Gil non è un artista che chiude, ma l’incarnazione di un progetto che si estende. È crea una frizione interessante. Da un lato, la cornice: un tour che sembra inscritto nella logica della celebrazione finale. Dall’altro, la percezione: un artista che sul palco è ancora pienamente funzionale, ancora capace di attivare il proprio catalogo.

Questo è un tour che funziona come un dispositivo, tiene insieme memoria e presente, repertorio e pubblico, individuo e continuità familiare. Sposta il significato della fine: non chiusura o ultimo giro, ma passaggio e consapevole continuità.

SCALETTA

  1. EXPRESSO 2222

  2. VIRAMUNDO

  3. CHICLETE COM BANANA

  4. UPA NEGUINHO

  5. LADEIRA DA PREGUIÇA

  6. É LUXO SÓ

  7. GAROTA DE IPANEMA

  8. ESTRELA

  9. TEMPO REI (com BENTO)

  10. PALCO

  11. NORTE DA SAUDADE

  12. BABÁ ALAPALÁ

  13. TOUCHÉ PAS

  14. NÃO CHORE MAIS

  15. VAMOS FUGIR

  16. ANDAR COM FÉ

  17. AQUELE ABRAÇO

  18. MADALENA

  19. TODA MENINA BAIANA


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