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Gianna Nannini: “Sono andata avanti ascoltando me stessa"

04.11.2026 Scritto da Elena Palmieri

Cinquant’anni fa, Gianna Nannini faceva ascoltare alcune delle sue primissime canzoni al ristretto pubblico del Teatro Gerolamo di Milano. Ogni brano era eseguito al pianoforte e voce, senza bisogno di amplificazioni o microfoni, nel piccolo teatro all’italiana di piazza Beccaria, a pochi passi dal Duomo, una sorta di Teatro alla Scala in miniatura con platea, palchi e galleria. Tra i discografici e gli addetti ai lavori presenti quella sera, ricorda Nannini, c’era anche Ornella Vanoni, che non si tirò indietro dall'affermare: “Mah, queste cantautrici, non faranno mai niente”. Non andò proprio così, come rammenta oggi la cantautrice toscana: “Pensavo non succedesse nulla. Poi dopo si ricredette”.

Proprio al Teatro Gerolamo, Gianna Nannini torna la sera del 3 novembre per presentare alla stampa e a una manciata di fortunati iscritti al suo fan club ufficiale il nuovo progetto “Giannagold”, legato ai cinquant’anni dall’inizio della sua carriera. “A me non piace tanto la parola ‘carriera’, ma se vogliamo usarla non c’è problema”, precisa la cantautrice nell’iniziare l’intervista con Rockol, poco prima di incontrare giornalisti e fan alla presentazione serale. E aggiunge:

Le celebrazioni comprendono un nuovo album in uscita il 6 novembre, una tournée che nel 2027 attraverserà l'Italia e l'Europa, un libro fotografico in arrivo il 10 novembre e la riedizione in vinile dell'album d'esordio, pubblicata in occasione del suo cinquantesimo anniversario.

“Io sono Gold”

Qualche anno dopo aver pubblicato il suo primo eponimo album nel 1976, e aver suonato proprio al Teatro Gerolamo, per Gianna Nannini fu fondamentale arrivare a Berlino, dove si sarebbe poi esibita all'anfiteatro Waldbühne. In quella stessa cornice, lo scorso 19 settembre la cantautrice ha offerto un primo assaggio delle celebrazioni live di “Giannagold” con un concerto con orchestra. La presentazione milanese a stampa e fan si apre proprio con la proiezione di “America Inc.” eseguita dal vivo alla Waldbühne, seguita nel corso della serata da altri filmati dello spettacolo. Per il momento, però, non è stato annunciato se l'intero concerto berlinese sarà pubblicato in una versione audio o video.

Proprio da “America Inc.”, la nuova versione di “America” pubblicata a luglio in duetto con Marracash e prodotta insieme a Dardust, ha preso il via il progetto “Giannagold”.

Il brano, pubblicato originariamente nel 1979 nell'album “California”, era un inno alla libertà individuale e sessuale, alla scoperta del proprio corpo e al diritto di vivere il piacere senza tabù . Era un messaggio provocatorio per l'epoca, rappresentato anche dalla celebre copertina del disco, che raffigurava la Statua della Libertà con un vibratore in mano al posto della fiaccola. Quasi cinquant'anni dopo, quel simbolo ha assunto un significato diverso. Nella nuova versione di “America”, realizzata con Marracash e prodotta insieme a Dardust, il sogno americano lascia spazio a una visione più disillusa, tra critica sociale e riflessioni sul presente. Cambia anche la copertina, dove la Statua della Libertà appare mentre si scioglie, così come cambia il titolo, con l'aggiunta di “Inc.”, abbreviazione di “Incorporated”, che richiama il mondo delle società commerciali. Alla domanda su quanto sia cambiato il mondo rispetto al 1979 e quanto, invece, sia cambiato il suo modo di guardarlo, Gianna Nannini racconta a Rockol:

“Giannagold”, disponibile dal 6 novembre in doppio CD e triplo LP, raccoglie in tutto 29 brani del repertorio della cantautrice, tra successi, nuove versioni e inediti. Al centro del lavoro ci sono dieci canzoni completamente riarrangiate in chiave sinfonica, da “Latin Lover” a “Sei nell'anima”, passando per “I maschi”, “Ogni tanto”, “Aria”, “Ti voglio tanto bene”, “Mama”, “Possiamo sempre”, “La differenza” e “America”. Gli arrangiamenti nascono dal lavoro con Wil Malone e Gavin Greenaway e sono stati realizzati con l’orchestra Sinfonica di Londra.

“I pezzi vecchi non chiedevano di essere riarrangiati. È stata un'esigenza legata all'esperienza che ho fatto nella musica d'orchestra”, spiega Nannini a Rockol. “Ho avuto la fortuna di lavorare con dei grandi, come Wil Malone, e in questo caso anche con Gavin Greenaway, che ha accettato di fare gli arrangiamenti di una versione sinfonica rock. Vuol dire trovare gli spazi giusti, non è abbellire la canzone, è il contrario. La parte rock, quella che vorrebbe essere più enfatica nel rock, è nell'orchestra, mentre i suoni sono più pop, sono digitalizzati, sono più dell'epoca, anche degli anni Ottanta. Certe cose sono riprese, tipo 'Latin Lover', ma stanno benissimo. Sembrava che si sposassero, che l'orchestra e i pezzi si aspettassero”. Il lavoro sulle canzoni del passato, dunque, non nasce tanto dal desiderio di ripercorrere una carriera quanto dalla possibilità di dare una forma diversa a un suono che Nannini ha cercato per anni. “Più che una riscoperta, per me è stata una consapevolezza che questa era la strada giusta, che ho sempre percorso per arrivare a questo”, afferma l'artista nell'intervista.

La scelta dei brani non ha riguardato soltanto quelli più conosciuti dal grande pubblico. “Ci ho messo anche delle canzoni che magari non sono famosissime, tipo 'Mama', oppure 'Pazienza', che sono importantissime, però non hanno avuto il percorso di un singolo, magari come 'Sei nell'anima'", sottolinea Gianna: "Quelli sono i singoli preponderanti. Adesso si sente 'Sei nell'anima' alla sinfonica, è la stessa canzone ma raddoppia l'intensità. Ho scelto le canzoni più famose, ma anche quelle meno famose, dove l'orchestra chiedeva di esserci, dove c'è molta melodia”, racconta la cantautrice a Rockol.

Nel disco trovano spazio anche nuove collaborazioni. Oltre a Marracash in “America Inc.”, Nannini ha coinvolto Brunori Sas e Dimartino per “Meraviglioso errore”, pubblicata il 28 agosto e presente anche in versione acustica, e Gazzelle e Federico Nardelli per “Ricominciassimo”, il nuovo singolo prodotto insieme a Dardust. Completa il gruppo degli inediti il brano “Cani sciolti”.

Durante la presentazione alla stampa e ai fan, la musicista racconta come siano nate queste collaborazioni, a partire dall'incontro con Brunori Sas. “C'è stata un'affinità di anima che credo raramente si trovi. Soprattutto l'abbiamo trovata con il vino, questa affinità di anima, in Calabria. Il vino è importante", scherza Nannini: "Io avevo la febbre quando facevo la canzone. Lui all'inizio aveva già una buona idea di partenza, fatta con Dimartino, con cui comunque ho lavorato un tempo fa. Si mangiava, si beveva, dopo due giorni la canzone più o meno c'era. Una parte l'ho fatta lì, una parte a Milano, poi l'abbiamo finita a Londra. È stato molto bello questo incontro”. E aggiunge, riferendosi agli apprezzamenti ricevuti dal cantautore calabrese, “Mi ha fatto piacere, ero lusingata. Così ho detto che dovevo scriverci una canzone. È nato 'Meraviglioso errore', pazzesco”.

Con Gazzelle, invece, Nannini racconta di aver trovato un legame con una tradizione musicale differente dalla propria, ma con la quale ha riconosciuto alcuni punti in comune. “Ci eravamo sentiti una volta, non si era fatto nulla. È nato 'Ricominciassimo', con questa sua cultura popolare", racconta Nannini: "Sentivo il popolare, il romano dentro, sentivo il barcarolo dentro”, spiega durante la presentazione. In fondo, anche il titolo del progetto è una dichiarazione di intenti. “Giannagold è una celebrazione della mia resistenza in questo mondo musicale”, sottolinea la cantautrice sul palco del Teatro Gerolamo, seduta su un trono che racconta di aver utilizzato in passato durante alcuni concerti a seguito di un infortunio. E, al termine dell'intervista con Rockol, alla domanda: "Chi è Giannagold?" La risposta che arriva da Gianna Nannini è semplicemente: “Io sono Gold”.

“Non c'è bisogno di fare come me per riuscire a fare questo, però è un modo di ascoltare se stessi”

Il ritorno al Teatro Gerolamo riporta Gianna Nannini anche alla ragazza che nel 1976, all'inizio del proprio percorso musicale, aveva scelto di lasciare la famiglia e cercare una strada indipendente. Ripensando a quegli anni, a cosa sia rimasto e cosa sia cambiato della ragazza che era allora, e a come sia evoluta come donna e come artista, Gianna racconta così a Rockol il consiglio che darebbe a lei da giovane:

A cinquant'anni di distanza dal debutto, il significato che attribuisce alla parola “Gold” riguarda proprio anche il suo percorso come donna, oltre che come musicista. Alla domanda su come vede il mondo della musica oggi, soprattutto per una donna che si affaccia in un ambiente ancora troppo dominato dagli uomini, la cantautrice afferma:

La riflessione sul passato si allarga anche ai cambiamenti musicali e culturali che Gianna Nannini ha attraversato. Alla domanda sui cinquant'anni del punk e sulla difficoltà di sperimentare e andare controcorrente oggi rispetto agli anni Settanta, Nannini torna con la memoria alla Berlino dove lavorò con Conny Plank, entrando in contatto con musicisti e ambienti legati alle nuove espressioni del rock europeo. “Soprattutto nel punk, lo spirito è: 'prendi uno strumento, non pensare e suona'. Questo è un atteggiamento rivoluzionario che a me piaceva moltissimo, perché anch'io suono così. Il pianoforte lo suono così, anche se ho studiato classico. Dovevo dimenticarlo, perché alla fine è un approccio di frequenze. Lavoro per frequenze”, ricorda Nannini: “I Sex Pistols sono una delle mie band probabilmente preferite, messe in piedi per fare un business, probabilmente, però c'era quell'impatto. Non è che uno si sveglia la mattina, c'è il movimento punk e qualcuno l'organizza. Era disorganizzato, però esisteva nelle varie città d'Italia, ma soprattutto in Germania. C'era questa forza, questa pelle addosso, questo spaccare con la voce, e quindi sono andata in quell'ambiente”.

Un atteggiamento che Nannini continua a riconoscere anche nelle nuove generazioni. Interrogata sulle proteste dei giovani in Italia, durante la presentazione alla stampa la musicista osserva che non bisogna fermarsi alle immagini dei disordini trasmesse in televisione. “A me sembrano delle persone oneste che manifestano delle loro idee, libere, abbastanza libere, e non mi sembrano pilotate da nessuno, quasi la maggior parte", sostiene Gianna: "Generalmente questi movimenti vengono spesso incanalati, ognuno si accaparra il suo. Credo che ci sia del vero che viene manifestato, quindi bisogna parlare con i giovani, parlare direttamente con loro”.

“Giannagold” dal vivo

Le celebrazioni proseguiranno nel 2027 con il “Giannagold – Celebration Tour”, che prenderà il via il 13 marzo con la data zero al Modigliani Forum di Livorno, prima del debutto ufficiale del 15 marzo all'Unipol Forum di Milano. La tournée attraverserà poi l'Italia, toccando Firenze, Padova, Jesolo, Roma, Eboli, Bari, Bologna e Torino, per proseguire in Europa a ottobre con concerti in Germania e Svizzera. Dopo aver sperimentato la dimensione sinfonica alla Waldbühne di Berlino, Nannini porterà nei palazzetti uno spettacolo costruito intorno alla propria band, senza rinunciare alle sonorità orchestrali del nuovo album. Alla domanda su quali saranno gli elementi centrali di questo ritorno dal vivo, Nannini spiega a Rockol:

Sull'esigenza di trovare gli spazio adatti per poter presentare un concerto con l'orchestra, Gianna Nannini torna anche durante la presentazione serala alla stampa e ai fan. “La Waldbühne è un posto adatto a contenere un'orchestra sinfonica, era il posto giusto per quel live”. Allargando poi il discorso alla necessità di avere spazi progettati specificamente per la musica dal vivo, la cantautrice aggiunge: “È difficile trovare spazi per cantare e suonare bene il rock e la sinfonica. Ci siamo tutti adeguati ai palasport - fatti per lo sport, appunto - e agli stadi, per il calcio. Ci sono nuove arene molto belle in giro e spero che anche qua in Italia faranno nuove venue, non pensate per fare le gare o lo sport, ma per fare musica. Perché sennò alla fine la musica si sciupa in questi posti. Fai tutto un lavorone nei dischi e poi vai a sciupare nel palasport. Quindi ci vorrebbe che ci fosse un futuro anche per la musica di questo livello".

Tornando al ritorno a una dimensione più intima riportando il pianoforte sul palco durate il tour del 2027, durante la presentazione Gianna Nannini aggiunge un particolare che riguarda anche la sua prossima musica: "Sto riscoprendo ora questa cosa. In questo momento sto scrivendo canzoni così. Quindi il prossimo lo sentirete, ci sarà ancora il pianoforte, anche nel prossimo tour. Me lo porto, così sto in allenamento”.


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