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Bob Dylan è stato ricevuto dal Papa in Vaticano

04.11.2026 Scritto da Redazione Rockol

Lo aveva citato nel luglio 2026, quando – firmando la prefazione di un libro "Disarmata e disarmante. La pace è un dono" – utilizzava le parole di una sua canzone, "Go away you bomb", per lanciare un severo monito contro il riarmo globale e l’incubo del nucleare: «Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia». Oggi Papa Leone XIV ha incontrato di persona Bob Dylan nel Palazzo Apostolico Vaticano. Il cantautore americano si è presentato all'udienza incappucciato. Arrivato a Roma alla vigilia del concerto che domani lo vedrà esibirsi al Palazzo dello Sport, è stato ricevuto dal Papa i un’udienza breve, con saluti e scambi di battute seduti al tavolo. Il Papa gli ha fatto dono di un Rosario, il cantante ha ricambiato con un libro, "Chronicles - Volume 1", la sua autobiografia. 

"Go away you bomb", la canzone citata dal Pontefice nel libro, è una canzone di protesta scritta dal cantautore statunitense nel 1963, quando il mondo viveva sotto l’ombra della guerra fredda e della minaccia nucleare, ma mai pubblicata (il testo fu ritrovato nel 2013). 

Non è la prima volta che il Papa richiama Bob Dylan nelle sue riflessioni. Lo scorso aprile in Camerun, durante una visita, aveva fatto riferimento a "Masters of War", uno dei brani più duri e profetici del cantautore americano, scritto nel 1963 e inserito nell’album "The Freewheelin’ Bob Dylan". Una canzone contro i signori della guerra, accusati di costruire il proprio potere sulla paura e sulla distruzione degli altri: «I signori della guerra fingono di non sapere che occorre solo un attimo per distruggere, ma spesso per ricostruire non basta il tempo di una vita», aveva detto il Papa. I commentatori avevano sottolineato un dato generazionale e culturale: Papa Leone XIV è statunitense e appartiene a una generazione - è nato nel 1955 - che ha vissuto l’esplosione della musica di Dylan come una delle grandi espressioni artistiche e civili del Novecento. Il Pontefice è cresciuto negli anni in cui le canzoni del cantautore di Duluth diventavano la colonna sonora delle battaglie per i diritti civili, delle proteste contro la guerra e delle riflessioni sulla responsabilità individuale. Non è quindi sorprendente che proprio Dylan, più che un semplice musicista, possa rappresentare per lui una voce capace di unire poesia e impegno morale.


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