Si è tenuta nella mattinata di oggi, 8 maggio, la conferenza stampa di presentazione della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 da parte della Rai presso la Sala Blu di Via Teulada a Roma. Quest’anno la manifestazione, che vedrà il vincitore di Sanremo 2026 Sal Da Vinci rappresentare l’Italia con il brano sanremese “Per sempre sì”, si svolge presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted love” nell'edizione precedente. Il contest torna sulle emittenti televisive e radiofoniche del servizio pubblico che, mentre su Rai Radio 2 verrà seguito l’evento nella sua interezza, trasmetterà le semifinali del 12 e 14 maggio su Rai 2 e la finale del 16 maggio su Rai 1 con la conduzione di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini. L'Italia, come di consueto, è tra i quattro finalisti di diritto, quest'anno i "Big Four" dopo la defezione della Spagna, quindi insieme a Francia, Germania e Regno Unito. Finalista di diritto è anchee l'Austria, in quanto paese ospitante. Il primo passaggio ufficiale del nostro Paese avverrà durante la prima semifinale del 12 maggio quando si esibiranno gli artisti di Germania e Italia.
Moderato da Dante Fabiani (Vicedirettore Rai Ufficio Stampa), l'incontro stampa odierno ha visto partecipare Williams Di Liberatore (Direttore Intrattenimento Prime Time), Giovanni Alibrandi (Direttore Rai Radio 2), Claudio Fasulo (Vicedirettore Intrattenimento Prime Time), Eleonora Villanti (Vicedirettrice Relazioni Internazionali e Affari Europei) e i due conduttori, Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi.
In collegamento da Vienna, anche Sal Da Vinci è intervenuto nel corso della conferenza stampa, aprendo il suo intervento raccontando le impressioni di questa sua avventura all'Eurovision Song Contest all'indomani della sua prima prova sul palco della Wiener Stadthalle. Il cantautore, che - secondo le prime indiscrezioni - porterà in scena “Per sempre sì” come uno spettacolo in quattro atti che testimonia il giorno del matrimonio raccontando ogni fase, dalla scelta dell'abito alle celebrazioni, ha affermato: "Per me è veramente un miracolo salire su quel palco. Ieri ho fatto le prove e devo dire che ti manca il fiato, è un palco pazzesco. Forse è cinque volte più grande di quello di Sanremo - che già Sanremo fa il suo facendoti tremare le gambe. Ieri non mi tremavano solo le gambe, ma anche la testa, i piedi, le mani e tutto il resto. Quindi per me è veramente qualcosa di straordinario. Io ancora non ci credo come sia stato possibile tutto questo, dopo tanti anni di questo viaggio incredibile mio personale, di vita e di accompagnamento con la musica. Per trovare delle parole analitiche per spiegare la mia sensazione e quello che provo, forse non basterebbe una giornata intera. Sono emozionato e grato a quelli che mi sono vicini in questo momento, a tutto il mio gruppo di lavoro, alla Rai e alla mia etichetta discografica. Quando gli italiani fanno gli italiani esce una forza incredibile. L'Italia si fa sentire in questo caso. Quando siamo tutti uniti abbiamo una forza incredibile".
In merito alla sua esibizione sul palco dell'Eurovison, alla domanda se in scena sarà accompagnato da ballerini o altri artisti, Sal Da Vinci ha spiegato: "Io sul palco sono con me i coreografi, che avevano già pensato la coreografia di 'Per sempre sì' a Sanremo, tra cui Marcello Sacchetta". Alla curiosità successiva se ci sono altri artisti in gara che preferisce o che teme, il cantautore ha detto: "Io non ho mai considerato la musica come una competizione. In gara ci sono delle canzoni molto belle. Ma in generale c'è un bel clima familiare, perché ci sono tante culture che si uniscono".
Oltre a sottolineare come la sua vita professionale e personale sia rimasta la stessa dopo la vittoria di Sanremo, definendosi "un operario della musica, un ambulante della musica, un venditore ambulante di sentimenti, per cui sono stato educato a non aspettarmi mai niente e a godermi o meglio a ringraziare la vita o il cielo per essermi stata data la possibilità di fare quello che faccio", Sal Da Vinci ha risposto alla domanda se sta pensando ad un rilancio internazionale della canzone "Per sempre sì" con versioni tradotte in altre lingue come spagnolo, francese o inglese. L'artista ha affermato:
Nel corso della conferenza non è mancato un riferimento sulle polemiche per la conferma della partecipazione di Israele e la conseguente defezione di di Paesi Bassi, Spagna, Irlanda, Slovenia e Islanda. Alla domanda di cosa ne pensa di questo "boicottaggio", Sal Da Vinci ha detto: "Innanzitutto, questa è una questione politica, la musica non c'entra niente, la musica copre tutti i dolori del mondo. Io rispetto chi protesta, ma ognuno fa per sé. Ma io ho voluto fortemente partecipare. Per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica un bagno di pace per noi esseri umani: ha sempre portato unione, non disunione. La musica per me è inclusione, la musica per me è un palcoscenico per l'eternità. Quindi, io sono contento e felice di rappresentare il mio Paese, quindi non guardo assolutamente quello che riguarda le idee politiche, perché la musica non c'entra niente con la politica, la musica è musica".
A lui ha fatto eco Elettra Lamborghini dicendo: "Io sono assolutamente d'accordo con quello che dice Sal. Però, aggiungo chapeau a chi decide di non partecipare per queste ragioni. Per molti artisti l'ESC potrebbe essere un trampolino di lancio - basta pensare ai Maneskin quando hanno vinto e gli si è aperto un mondo". Gabriele Corsi ha aggiunto: "Non stiamo parlando delle Nazioni Unite, qui stiamo parlando di un concorso canoro organizzato da emittenti pubbliche di vari paesi, questo è il tema. Il tema esiste, se n'è dibattuto, l'attualità ci spinge verso altro. Invidio molto chi ha una posizione, chi ha solo certezze e chi non ha dubbi, secondo me questo potrebbe essere un giardino nel quale comunque far crescere anche dei dubbi e dove far nascere il confronto. Se stiamo tutti a casa il confronto e anche la critica, secondo me non la puoi più esprimere. Personalmente, per rispondere alla domanda, quello che faccio e quello che ho fatto, io ho un ruolo di ambassador dell'Unicef, che ricopro con grande serietà e con grande professionalità. Vado in zone di guerra rischiando, facendo con delegazioni che rischiano personalmente la propria incolumità per portare aiuti. Ho fatto uno spot per Gaza con Unicef, quindi credo che ciascuno risponde alla sua coscienza e a quello che fa poi anche nel privato. Il mio ruolo non è quello di esprimere un giudizio, il mio ruolo è quello di raccontare quello che sta accadendo".
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