Al Festival di Sanremo 2026 è arrivato ultimo, con “Avvoltoi”: trentesimo su trenta partecipanti. All’indomani della finale del Festival Eddie Brock ha citato sui social “Vita spericolata” di Vasco Rossi. Che però non arrivò ultima, ma penultima, nel 1983. Errore da matita rossa, per gli esperti della kermesse. Ma Eddie Brock è così: un simpatico cianfruglione. A cui si perdona, in un modo o nell’altro, tutto. Anche le stonature della prima esibizione sul palco dell’Ariston. L’emozione deve aver giocato brutti scherzi: «Fino a due mesi fa lavoravo come operatore turistico, tra check-in e valigie da portare», dice lui, romano, 28 anni, che è cresciuto ascoltando Pino Daniele, Lucio Dalla, Lucio Battisti e al Festival, nella serata delle cover, ha deciso di condividere il palco con Fabrizio Moro, che ricorda un po’ anche nel timbro, su “Portami via”.
È arrivato al Festival direttamente tra i grandi, anche senza avere numeri da grande, grazie a una delle hit più virali dello scorso anno, quella “Non è mica te” che su Spotify in poche settimane ha totalizzato più streams — 26 milioni in tutto — di quelle totalizzate negli anni dai brani più streammati di Enrico Nigiotti e Leo Gassmann (che al Festival, a differenza sua, ci erano stati più volte in passato). “Non è mica te” era uscita lo scorso maggio, contenuta all’interno dell’album “Amarsi è la rivoluzione”, pubblicato per l’etichetta indipendente Sangita Records, ma era passata totalmente inosservata. Così come l’intero disco. È esplosa a ottobre, grazie a un trend su TikTok. Ora il disco è stato ripubblicato, dopo la firma con Warner Music, una delle multinazionali della discografia, in versione deluxe, con “Avvoltoi”, il duetto con Fabrizio Moro su “Portami via” e un inedito, “Il tuo universo”.
Mentre sta girando l’Italia per incontrare i fan nei firmacopie del disco, Eddie Brock — vero nome Edoardo Iaschi: quello d’arte è un omaggio alla nemesi di Spider-Man nei fumetti Marvel — si sta prendendo nelle classifiche reali una rivincita nei confronti del trentesimo posto al Festival.
Su Spotify, per dire, “Avvoltoi” è stata la ventesima canzone più streammata della settimana tra tutte le sanremesi: ha superato “Prima o poi” di Michele Bravi, “Stella stellina” di Ermal Meta, “Animali notturni” di Malika Ayane, “Le cose che non sai di me” di Mara Sattei, “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti, “Ora e per sempre” di Raf, “La felicità e basta” di Maria Antonietta e Colombre, “Naturale” di Leo Gassmann, “Il meglio di me” di Francesco Renga e “Opera” di Patty Pravo. Le diciotto tracce dell’album sfiorano quota 40 milioni di streams complessive su Spotify. E intanto un’altra sua vecchia canzone, “Roma dorme”, contenuta nell’omonimo Ep uscito nel 2023, sta diventando virale su TikTok. Più rivincita di così: «Ma per me, che fino a due mesi fa facevo tutt’altro nella vita e non vivevo di musica, purtroppo, era già un successo essere riuscito a partecipare al Festival tra i big, a poche settimana dal boom di “Non è mica te”. Quindi non mi reputo uno sconfitto. Sarei stato contentissimo anche se fossi arrivato trentunesimo».
Il 26 marzo dalla Santeria Toscana di Milano partirà il tour nei club “Amarsi Live 2026”, che farà tappa il 3 aprile al Duel Club di Pozzuoli, il 4 aprile alla Vecchia Dogana di Catania, il 29 marzo a Largo Venue a Roma, prima delle date estive. Prima di Sanremo era solito dare appuntamento ai fan per alcuni concerti a sorpresa al Pincio, belvedere in centro a Roma: «Poi la situazione ci è sfuggita di mano: ad un certo punto era diventato impossibile controllare tutta quella gente. Prima o poi, però, lo rifarò».
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