"Terre rare" è l'undicesimo disco dei Subsonica. Nonostante i trent'anni della loro carriera, i torinesi non decidono di muoversi su un terreno facile, di rimanere tra le mura di casa, ma proseguono il cammino, letteralmente. Questo album è un viaggio nel tempo, soprattutto nel presente, con le sue ferite, i suoi sogni, tra le macerie della guerra e una tecnologia che getta un'ombra sull'umanità, ed è anche un viaggio nella storia dei Subsonica, tra ieri, oggi e domani, perché contiene elementi che li hanno sempre caratterizzati, oltre a nuovi capitoli. Tutto parte, come ci hanno raccontato nella nostra intervista, da una settimana passata in Marocco, da cui hanno portato a casa influenze, idee, strumenti e vibrazioni che si riverberano dentro il disco.
L’album è attraversato da sound africani, arabi e mediterranei. Proprio in un momento storico in cui il mondo arabo è considerato sempre più “nemico” di quello occidentale, i Subsonica scelgono di abbracciare quell’universo, creando una cerniera tra le parti, un ponte di ascolto e integrazione. Non si mettono né da una parte, né dall’altra, ma stanno in mezzo e chiedono un dialogo pacifico e libero, che loro personalmente creano attraverso l’arte. Il pezzo simbolo di questo ragionamento è "Straniero", con la cantante palestinese Tära, in cui si condanna la guerra. Il disco si apre con "Al confine", è una porta che richiama immagini come le carovane dei Tuareg. Si prosegue con "Teorie", che parla di miraggi nei deserti e nelle società moderne, con al centro idee liberticide, su una ritmica africana. Seguono "Radio Mogadiscio", colonna sonora per avventurieri, e "Rifugio", un pezzo dolce e malinconico che ricorda i primi Subsonica e la ricerca di un posto sicuro. Poi c'è "Ghibly", pieno di sonorità multietniche, e "Grida", che torna a parlare di guerra con un pattern ritmico identitario.
Seguono "Transumanesimo", sulla trasformazione dell'essere umano, e "Jinn", che racconta entità spirituali invisibili che popolano un regno nascosto. "Alisei" richiama i venti che favoriscono la navigazione e una certa Manchester anni '90. Poi c'è "Il tempo in me", con parti orchestrali da canzoni italiane degli anni '60, pulsazioni analogiche di synth e batterie da dancefloor: un grande mix. Infine, "Terre rare", chiusura di un cerchio, un inseguimento di una luce, di una stella. È un disco interessante soprattutto nelle intenzioni. I Subsonica ci dicono che non vogliono rimanere fermi, vogliono continuare a osare: un disco che sfugge agli algoritmi, alle classifiche e anche a ripetersi. Alcuni fan lo apprezzeranno molto, altri meno, alcuni saranno più critici, altri meno critici. La musica si muove sulle linee del gusto, ma l’aspetto importante è che stiamo parlando di una band che, dopo trent'anni, è viva più che mai.TRACKLIST
01. AL CONFINE
02. STRANIERO feat. TÄRA
03. TEORIE
04. RADIO MOGADISCIO
05. RIFUGIO
06. GHIBLI
07. GRIDA
08. TRANSUMANESIMO
09. JINN
10. ALISEI
11. IL TEMPO IN ME
12. TERRE RARE
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