Il terzo album di Madame, “Disincanto”, prodotto da Bias, raccoglie e rilancia tutti gli elementi che hanno definito finora la sua traiettoria artistica. Dentro queste tracce ritroviamo la provocazione, l’amore, l’indagine, il dubbio e il sesso: temi che l’artista stessa ha raccontato in una lunga intervista che aiuta a far capire le canzoni e il cuore del progetto (si può leggere qui e aiuta a comprendere il lavoro). “Disincanto” è album che ambisce, come racconta la stessa rapper e cantautrice, in un involucro musicale, a inserire una sostanza svelatrice, capace di infondere coraggio nell’ascoltatore.
La title track, “Disincanto”, apre il disco come un vero manifesto. Il disincanto, per Madame, non è disillusione ma una forma nuova di libertà: il coraggio di prendere posizione, di raccontare la propria verità liberandosi da ogni filtro, come togliersi un paraocchi. Con “Come stai?” arriva subito uno dei momenti più alti del progetto: il brano parte da uno sguardo critico sul mondo dell’intrattenimento e si chiude su quello che sembra essere il mantra dell’artista: Madame non è solo intrattenimento, ma uno spazio in cui riconoscersi e dire la verità. “Volevo capire” con Marracash, musicalmente più radiofonica, si costruisce come un dialogo identitario che prova a rispondere a una domanda difficile, ma essenziale: chi siamo senza amore, senza status, senza denaro? “OK” riporta il disco su coordinate hip hop più dure: è un brano vivace, ma doloroso, che mette a fuoco l’incapacità di dire “no”, sostituita da un’accettazione continua e quasi automatica. In “Invidiosa” emerge un lato più riflessivo, attraversato anche da riferimenti pop che richiamano figure come Michael Jackson e Justin Bieber.
Con “Mai più” invece arriva uno sfogo diretto e tagliente contro l’industria musicale. “No pressure” è uno dei racconti d’amore più riusciti del disco, intimo e senza sovrastrutture, mentre “Bestia” porta in superficie un conflitto interiore profondo. “Puttana svizzera”, insieme a Nerissima Serpe, Papa V e Goccia, è una posse track giocosa e corrosiva nel linguaggio, ma attraversata, ancora una volta, da un bisogno d’amore. Madame l’ha scritta per le sue fan. “Rosso come il fango” offre uno sguardo lucido sul privilegio e sul senso di colpa legato al successo, mentre “Non mi tradire” torna a una dimensione più vulnerabile, quasi una preghiera d’amore.
Con “Allucinazioni” e “La persona peggiore del mondo” il disco affonda nella lotta interiore e nelle contraddizioni nei rapporti, fino ad arrivare a “Grazie”, che chiude il progetto come un monologo terapeutico: il disincanto finale. Nel complesso, “Disincanto” segna una sorta di rinascita per Madame dopo tre anni, dopo lo stop a causa dei problemi di salute mentale e le incertezze. È un disco liberatorio, scritto e prodotto con cura, che non solo conferma la sua identità artistica, ma la consolida. Più che un ritorno, è una presa di posizione netta: quella di una delle voci più rilevanti della nuova generazione.
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