Non sempre ciò che entra nell’immaginario collettivo come “il brano definitivo” è anche l’originale. La storia della musica pop e rock è costellata di cover diventate molto più celebri delle versioni da cui derivavano. A volte la voce giusta, l’arrangiamento moderno o il momento storico favorevole trasformano una canzone già scritta in un successo planetario. Ecco cinque esempi di hit conosciutissime che, in realtà, sono rifacimenti.
“Nothing Compares 2 U”
Per milioni di ascoltatori, questa struggente ballata è indissolubilmente legata all’interpretazione di Sinéad O’Connor del 1990. In realtà il brano era stato scritto e inciso da Prince alcuni anni prima, nel 1985, per il suo progetto parallelo The Family. La versione originale non ebbe grande eco, mentre quella di O’Connor, con il suo videoclip essenziale e la carica emotiva nella voce, trasformò la canzone in un classico universale.
“Tainted Love”
Il synth-pop dei Soft Cell ha reso “Tainted Love” un’icona degli anni ’80, con quel riff ipnotico che ancora oggi riempie le piste da ballo. Non tutti però sanno che la canzone risale al 1964, quando fu registrata dalla cantante soul americana Gloria Jones. All’epoca passò inosservata, ma la reinterpretazione elettronica del duo britannico nel 1981 ribaltò il destino del pezzo, consegnandolo alla storia.
“I Will Always Love You”
Il capolavoro interpretato da Whitney Houston nella colonna sonora di “The Bodyguard” del 1992 è spesso percepito come una sua creazione. In realtà si tratta di una cover di un brano country scritto e inciso da Dolly Parton nel 1974. L’originale aveva avuto successo negli Stati Uniti, ma fu la potenza vocale di Whitney a renderlo immortale in tutto il mondo, trasformandolo in una delle ballad più riconoscibili di sempre.
“Gloria”
Qui il caso è inverso: il brano è nato in Italia, grazie a Umberto Tozzi che lo portò al successo nel 1979. Nel 1982 la cantante americana Laura Branigan ne fece una versione in inglese che divenne altrettanto popolare, soprattutto negli Stati Uniti. “Gloria” è un esempio di hit italiana capace di conquistare anche il mercato anglofono, trasformandosi in un evergreen transnazionale.“Girls Just Want to Have Fun”
Il brano è considerato il manifesto femminista e pop di Cyndi Lauper, che nel 1983 lo trasformò in un inno generazionale grazie al suo stile colorato e irriverente. In realtà, pochi sanno che “Girls Just Want to Have Fun” era stato scritto e inciso nel 1979 da Robert Hazard, in una versione molto diversa, maschile e con sfumature rock. La Lauper ne ribaltò completamente il senso: da canzone sulle “ragazze che gli uomini vogliono solo per divertirsi” a grido di libertà femminile.