Impossibile tenere il conto di quanti album dal vivo ha pubblicato Neil Young. Non siamo dalle parti dei Grateful Dead, ma quasi: una decina quelli ufficiali, da “Time Fades Away” del 1973, passando per quelli usciti negli ultimi anni nelle serie degli Archives su piattaforme e in formato fisico, e quelli esclusivi nell’applicazione ad abbonamento NY Archives.
In questi giorni è uscito “As time explodes”: doveva essere solo in fisico per il Record Store Day, ma a breve arriverà su piattaforme e nei canali tradizionali. Ed è interessante per due motivi: è una delle prime registrazioni ufficiali live con i Chrome Hearts, l’ultima iterazione della band “elettrica” che accompagna Young. E contiene una stupenda versione di uno dei pezzi più amati e iconici (non è un’esagerazione) della sua produzione: “Cortez the killer” - con uno stupendo interplay con Micah Nelson, che non fa rimpiangere i tempi dei Crazy Horse.
“Cortez the killer” stata inclusa nella lista delle più grandi canzoni rock di tutti i tempi da Rolling Stone, ed è stata inclusa anche nella lista dei migliori assoli di chitarra elettrica da Guitar World. Anche se questa canzone è molto di più: è una canzone che cambia forma, un capolavoro infinito.La storia di un capolavoro
“Cortez the killer” è una canzone dalla storia epica, quanto è epica (e per certi versi controversa) la storia che racconta.
Venne incisa 50 anni fa per “Zuma”, settimo album di Young e primo dopo il cupo “Tonight’s the night”, dedicato alla morte per overdose del chitarrista Danny Whitten. Venne incisa con i Crazy Horse: la versione contenuta in “Zuma” è tagliata per via di un problema al nastro in cui si perse la parte finale della jam e l’ultimo verso.“Cortez” è di fatto la title-track del disco: fa riferimento al conquistador spagnolo Hernán Cortés e al sovrano azteco Montezuma. Il testo di “Cortez The Killer” racconta la conquista del Messico contrapponendo l’arrivo violento di Cortés alla società di Montezuma. Il mondo azteco viene idealizzato, un luogo dove “Hate was just a legend, / And war was never known” e dove persino il sacrificio umano diventa il simbolo di chi si sacrifica per gli altri: “They offered life in sacrifice / So that others could go on”. Cortez arriva con le sue navi “Dancing on the water” a spezzare questo idillio, diventando una sorta di simbolo del colonialismo.
Nel penultimo verso poi Young passa alla prima persona raccontando di un amore perduto: “And I know she’s living there / And she loves me to this day / I still can’t remember when or how I lost my way” - probabilmente un riferimento alla fine della storia con Carrie Snodgress.Le polemiche e la vera storia di Cortes e Montezuma
Neil Young ha raccontato di avere scritto il testo della canzone da giovanissimo, mescolando immaginazione e qualche fatto storico. Per questo motivo è stata pesantemente criticata. Diversi storici hanno sottolineato che la civiltà azteca non era il paradiso pacifico evocato nel brano: conosceva guerre, dominio militare e sacrifici rituali. Anche alcuni dettagli sono imprecisi: Montezuma non viveva “on a shore”, e la conquista fu un processo molto più complesso, segnato anche da alleanze indigene contro gli Aztechi. Proprio per questo oggi il brano viene letto più come allegoria anti-imperialista che come ricostruzione storica.
Da Live rust ad Almost Famous: le versioni più belle
“Cortez” è diventata una delle canzoni simbolo di Young per le lunghe jam dal vivo: venne inclusa già in “Live Rust”, album live del ’79 dove rimane attorno ai 7 minuti e mezzo, come l’originale. Per poi crescere in lunghezza: la versione in “As time explodes” è lunga quasi il doppio: è stata inclusa in diversi altri album live, suonata oltre 550 volte dal vivo.
“Cortez” è stata suonata per lo più in elettrico. Ma anche in acustico una decina di volte: una delle versioni più amate è proprio su una 12 corde. È quella registrata in uno show di fine anni ’90 e inclusa in una delle scene centrali di “Quasi famosi”. Il regista Cameron Crowe aveva chiesto a Young di recitare nel film (la parte del ragazzino protagonista), ma Young poi alla fine declinò. La versione è stata pubblicata solo nel 2021, in una versione espansa della colonna sonora.
La palma di versione più epica però è quella che va sotto il nome di “Horse Back” ed è stata inclusa nella versione blu-ray di “Psychedelic Pill”, album con i Crazy Horse del 2012: 37 minuti, con una lunghissima jam strumentale iniziale di quasi 20 minuti in studio.
Le cover
La canzone è stata ripresa da decine di artisti, di ogni provenienza: dagli Slint, band post-rock degli anni ’90, a Jeff Tweedy dei Wilco, fino a Jason Isbell e band del circuito jam. La cover più bella è probabilmente quella di Dave Matthews con Warren Haynes dei Gov’t Mule, inclusa nell’album dal vivo del 2003 “The Central Park Concert”.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link